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La campagna elettorale in Honduras si è chiusa. In un clima politico di alta
tensione, gli sfidanti (due in particolare), se le sono date (verbalmente) di
santa ragione. Fra insulti personali e alle reciproche coalizioni di partito,
i candidati si sono presentati alla cittadinanza. Anche "La Tribuna”, principale
quotidiano della capitale Tegucigualpa, ha sottolineato il feroce confronto tra
i candidati: “una campagna elettorale caratterizzata da un intenso bombardamento
pubblicitario e da forti attacchi reciproci fra i partiti”. Sono due gli aspiranti
leader dell’Honduras del futuro che, secondo i sondaggi, si trovano in cima alle
preferenze dei cittadini: Porfirio Lobo, esponente della destra Partito Nazionale, e
Manuel Zelaya, candidato dal centro-destra, adesso all’opposizione.
I candidati. Porfirio Lobo, un passato da iscritto nel Partito comunista clandestino, è
un imprenditore agricolo, che al grido di “lavoro e sicurezza per tutti gli honduregni”,
vuole diventare Presidente della Repubblica. Ha chiuso la sua campagna elettorale
all’interno dello stadio di baseball della capitale Tegucigualpa, con centinaia
di suoi seguaci che, in delirio, hanno applaudito alla sua volontà di cambiare
la nazione attuando un vero e proprio giro di vite politico. Per prima cosa, Lobo
vuole reintrodurre la pena di morte per omicidi violenti e multipli e soprattutto
per combattere le bande note come "maras". Ma non solo. Vuole rafforzare il sistema carcerario facendo si che i detenuti,
soprattutto quelli di una certa pericolosità, siano sottoposti ai lavori forzati,
raccogliendo i favori di gran parte dell’elettorato, che l’ha fatto balzare in
cima ai sondaggi.
Gli altri. Certo che la competizione elettorale presenta anche altri candidati, che però
non hanno ancora ricevuto i favori degli elettori. Si tratta di Carlos Sosa, del
partito Innovazione Nazionale e Unità Socialdemocratica, parte dello schieramento
di centro-sinistra, Juan Almendares, del partito Unificazione Democratica, della
sinistra honduregna e Juan Martinez del Partito Democratico Cristiano dell’Honduras,
della coalizione di centro destra. Questi ultimi però non hanno alcuna possibilità
di vittoria vista la notevole differenza nei sondaggi.Alessandro Grandi