25/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.46- 2005 dal 18 al 24/11
Israele Palestina
soldati israeliani perquisiscono un uomo palestineseIl 17, 2 palestinesi di vent’anni, membri delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, sono stati uccisi da un'unità speciale dell'esercito israeliano vicino a Jenin.
Il 18, un palestinese di 17 anni è rimasto ucciso a Khan Yunes, nella Striscia di Gaza, durante gli scontri tra due clan rivali, degenerati poi in un attacco alle forze di polizia. Un attivista di Hamas è stato ucciso a Hebron da una pattuglia militare israeliana.
Il 21, guerriglieri Hezbollah hanno sparato su posizioni israeliane in Alta Galilea, a ridosso del confine con il Libano. L'esercito israeliano ha risposto al fuoco bombardando l'area di confine vicino al villaggio di Al Ghajar. 3 miliziani Hezbollah sono stati uccisi. Feriti 8 soldati e 4 civili israeliani, e alcuni abitanti del villaggio druso di Rajar. Un palestinese è stato ucciso e una dozzina di altri sono stati feriti, due in modo grave, nel corso di una vasta retata che l'esercito israeliano ha avviato a Jenin.
Il 24, almeno 4 palestinesi e 3 militari israeliani sono rimasti feriti nel corso degli scontri ancora in corso nella città di Jenin.

Turchia
Il 18, una persona è morta e altre 7 sono rimaste ferite nell'esplosione di una bomba posta in un cassonetto, nel quartiere Beylikduzu, alla periferia di Istanbul.
Il 22, un uomo ha aperto il fuoco contro una scuola elementare a Mardin, nella regione a maggioranza curda, uccidendo un insegnante e ferendo 4 scolari.

Egitto
Il 20, l'autista di un candidato dissidente del partito al potere è stato picchiato a morte durante una disputa ad Alessandria.
Il 21 la polizia egiziana ha ucciso oggi 3 uomini sospettati di essere coinvolti negli attentati contro i siti turistici di Taba e Sharm el Sheikh sul Mar Rosso.
Il 23, un sostenitore di Mubarak è morto in una rissa fra sostenitori di diversi partiti a Mahallah, nella regione del Delta del Nilo.

Tagikistan
Il 24, due guardie di frontiera sono morte nell'esplosione di alcune mine alla frontiera con l’Afghanistan, 300 chilometri a sud-est della capitale Dushambe.

donne cecene e blindati russiCecenia e Caucaso.
Il 17, in Cecenia è stato ucciso il presidente della commissione elettorale distrettuale nel villaggio Wovxal
In Inguscezia, due agenti delle forze di sicurezza sono stati uccisi nella città di Malgobeka. 
Il 18, in Cecenia, un soldato è morto e tre guerriglieri sono stati uccisi nella regione di Vedenskeye.
Il 19, in Cecenia un civile è stato trovato ucciso nella regione di Grozny, e due soldati sono saltati su due mine rimanendo gravemente feriti.
Tra il 18 e il 19 novembre 15 soldati russi e 2 poliziotti ceceni sono rimasti uccisi in una trentina di diversi attacchi e scontri armati verificatisi in territorio ceceno.
Il 20, due ufficiali sono rimasti feriti in scontri a fuoco con i guerriglieri nel villaggio di Koshkeldy, mentre un guerrigliero è stato ucciso. Nella regione di Vedenskeye, un veicolo che trasportava soldati è saltato su una bomba, uccidendo due militari e ferendone tre.
Il 21, in Daghestan un guerrigliero è stato ucciso nella regione di Buynakska.
Il 22, in Cecenia due guerriglieri sono stati uccisi in un raid dell’esercito nel villaggio di Gordali, nella regione di Gudermesskeyeo.
Il 23, in Cecenia un soldato è morto durante un’esercitazione, per l’esplosione della granata che portava con sè.

Kashmir
Il 19, cinque persone (tra cui tre militanti e un agente) sono state uccise nell’attacco a una moschea da parte di estremisti a Sopore, nel distretto di Baramulla.
Il 21, un militante pachistano è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti, in diversi scontri con le forze di sicurezza che avevano scoperto alcuni depositi di armi.
Il 23, tre militanti sono stati uccisi a Srinagar, il centro principale del Kashmir indiano, in scontri a fuoco con le forze di sicurezza. In un altro episodio, sempre a Srinagar, tre poliziotti sono rimasti vittime di un attacco suicida. Nel successivo scontro a fuoco sono morti due militanti.

Bangladesh
Il 17, un giornalista è stato trovato strangolato e con gli arti fratturati in casa sua nel distretto di Faridpur.
Il 22, un ragazzo è stato ucciso e altre 100 persone sono rimaste ferite durante una marcia di sostenitori dell’opposizione che procedevano verso la capitale Dacca. Il corteo è stato attaccato da supporter del partito al governo.


Filippine
Il 18, un giornalista è stato assassinato all’uscita di casa a Sorsogon City.
Il 20, un altro giornalista è stato ucciso al mercato di Cabuyao: nel 2005 è già salito a 9 il numero di reporter uccisi nelle Filippine.

India
Il 21, tre poliziotti di frontiera indiani e un civile sono stati uccisi e altre sette persone sono rimaste ferite in un’imboscata tesa dal Fronte nazionale di liberazione del Tripura (che lotta per secedere dall’India) nella città di Raishyabari, al confine con il Bangladesh.

Thailandia
Il 20, due bombe comandate a distanza sono esplose nel giro di pochi minuti in un mercato di Sungai Kolok, nella regione a maggioranza islamica al confine con la Malaysia, causando 12 feriti.
Il 23, la testa di un uomo buddista è stata trovata nella provincia di Pattani, nel sud del Paese. La polizia ritiene che l’uomo sia stato decapitato da militanti islamici. Si tratterebbe della quindicesima decapitazione nella regione dal 2004, quando è riesplosa la violenza nelle regioni thailandese a maggioranza islamica.

Sri Lanka
Il 18, 4 persone sono morte e altre 10 sono rimaste ferite nell’attacco a una moschea a Akkaraipatutt, nello Sri Lanka orientale. La polizia sospetta che i responsabili siano i ribelli Tamil.

Nepal
Il 21, una bomba piazzata dai ribelli maoisti è esplosa sotto un veicolo dell’esercito nepalese nel villaggio di Daya, 80 chilometri a est della capitale Katmandu, uccidendo un soldato.

Colombia
Il 18, due indigeni della popolazione Nukak sono morti e altri 60 sono stati sfollati con la forza nel dipartimento di Guaviare, dove gli scontri fra guerriglia ed esercito e paramilitari colpiscono spesso la popolazione indigena.
Il 19 un contadino dirigente della comunità di S. Josè de Apartadò, la prima Comunità di Pace della Colombia, è morto a causa di un bombardamento indiscriminato da parte dell’esercito, nella zona di Arenas Alta e Bassa.
Il 21 hanno perso la vita, in un incidente aereo sospetto, il parlamentare conservatore Roberto Camacho e altre cinque persone. Camacho si stava recando da Pacho a Zipaquira' per un comizio legato alla campagna elettorale per le legislative del 2006. Le altre vittime sono il pilota, un consigliere provinciale, un ex segretario dell'interno e un agente.

Sudan
Il 20 e 21 sarebbero stati uccisi in Darfur 48 civili e 8 ribelli. La notizia è stata riferita dai ribelli del Sla (Sudan Liberation Army), ma il governo sudanese sostiene di essersi in realtà scontrato con alcuni disertori dell'esercito del Ciad stanziatisi da alcune settimane al confine tra i due paesi con l’obiettivo di rovesciare il presidente ciadiano Idriss Deby. Il conflitto in Darfur, scoppiato nel febbraio 2003, ha provocato la morte di almeno 200.000 persone.

Repubblica Democratica del Congo
Il 18, secondo il portavoce delle Nazioni Unite Kemal Saiki, guerriglieri Mayi-Mayi avrebbero ucciso un prete, Francois Kikuji, che lavorava nel Paese come operatore umanitario. L'omicidio sarebbe avvenuto nella provincia sudorientale del Katanga.
Tra il 19 e il 21, 57 ribelli sono stati uccisi in Ituri, regione nord-orientale della Repubblica Democratica del Congo, durante un'offensiva dell'esercito governativo sostenuta dai peacekeepers dell'Onu. Nella regione sono ancora attivi alcuni gruppi di miliziani che hanno rifiutato di entrare nel programma di disarmo. Sempre negli stessi giorni è stata lanciata un’offensiva contro le milizie Mayi-Mayi nella regione del Katanga. Non si hanno notizie di vittime, ma l’operazione avrebbe portato alla fuga di 60.000 civili.

Uganda
Il 19 i ribelli ugandesi dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lra), nel corso di un'imboscata a un camion che trasportava civili, hanno ucciso 5 persone mentre altre 4 sono rimaste ferite, secondo quanto riferito da fonti militari. Il 21 sempre i ribelli hanno ucciso 12 persone nel corso di un nuovo assalto a un veicolo civile. Entrambe le imboscate sono avvenute nel distretto di Pader, nel nord del Paese. I ribelli del Lra combattono da 19 anni contro il governo di Kampala una guerra che ha portato alla quasi completa distruzione dei distretti settentrionali dell’Uganda.

Somaliland (Somalia)
Il 17, 3 persone sono morte e altre 4 sono rimaste gravemente ferite per l'esplosione di una mina che ha distrutto l'auto sulla quale viaggiavano nella città di Burao, a 350 chilometri da Hargeysa, la capitale dell'autoproclamato stato del Somaliland. Il Somaliland si è staccato dalla Somalia nel 1991, poco dopo lo scoppio della guerra civile, ma non è riconosciuto a livello internazionale.

Categoria: Guerra
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