fra sostenitori di diversi partiti a Mahallah, nella regione del
Delta del Nilo.
Il
21, in
Daghestan
un guerrigliero è stato ucciso nella regione di
Buynakska.
Il
22, in Cecenia due guerriglieri sono stati uccisi
in un
raid dell’esercito nel villaggio di Gordali, nella regione di
Gudermesskeyeo.
Il
23, in Cecenia
un soldato è morto
durante un’esercitazione, per l’esplosione della granata che
portava con sè.
Kashmir
Il 19, cinque persone (tra cui tre
militanti e un agente) sono state uccise nell’attacco a una moschea
da parte di estremisti a Sopore, nel distretto di Baramulla.
Il 21, un militante pachistano è
stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti, in diversi scontri con
le forze di sicurezza che avevano scoperto alcuni depositi di armi.
Il 23, tre militanti sono stati uccisi
a Srinagar, il centro principale del Kashmir indiano, in scontri a
fuoco con le forze di sicurezza. In un altro episodio, sempre a
Srinagar, tre poliziotti sono rimasti vittime di un attacco suicida.
Nel successivo scontro a fuoco sono morti due militanti.
Bangladesh
Il 17, un giornalista è stato
trovato strangolato e con gli arti fratturati in casa sua nel
distretto di Faridpur.
Il 22, un ragazzo è stato ucciso
e altre 100 persone sono rimaste ferite durante una marcia di
sostenitori dell’opposizione che procedevano verso la capitale
Dacca. Il corteo è stato attaccato da supporter del partito al
governo.
Filippine
Il 18, un giornalista è stato
assassinato all’uscita di casa a Sorsogon City.
Il 20, un altro giornalista è
stato ucciso al mercato di Cabuyao: nel 2005 è già
salito a 9 il numero di reporter uccisi nelle Filippine.
India
Il 21, tre poliziotti di frontiera
indiani e un civile sono stati uccisi e altre sette persone sono
rimaste ferite in un’imboscata tesa dal Fronte nazionale di
liberazione del Tripura (che lotta per secedere dall’India) nella
città di Raishyabari, al confine con il Bangladesh.
Thailandia
Il 20, due bombe comandate a distanza
sono esplose nel giro di pochi minuti in un mercato di Sungai Kolok,
nella regione a maggioranza islamica al confine con la Malaysia,
causando 12 feriti.
Il 23, la testa di un uomo buddista è
stata trovata nella provincia di Pattani, nel sud del Paese. La
polizia ritiene che l’uomo sia stato decapitato da militanti
islamici. Si tratterebbe della quindicesima decapitazione nella
regione dal 2004, quando è riesplosa la violenza nelle regioni
thailandese a maggioranza islamica.
Sri Lanka
Il 18, 4 persone sono morte e altre 10
sono rimaste ferite nell’attacco a una moschea a Akkaraipatutt,
nello Sri Lanka orientale. La polizia sospetta che i responsabili
siano i ribelli Tamil.
Nepal
Il 21, una bomba piazzata dai ribelli
maoisti è esplosa sotto un veicolo dell’esercito nepalese
nel villaggio di Daya, 80 chilometri a est della capitale Katmandu,
uccidendo un soldato.
Colombia

Il
18,
due indigeni della
popolazione Nukak
sono morti e altri 60 sono stati
sfollati con la forza nel dipartimento di Guaviare, dove gli scontri
fra guerriglia ed esercito e paramilitari colpiscono spesso la
popolazione indigena.
Il 19 un contadino dirigente della
comunità di S. Josè de
Apartadò, la prima Comunità di Pace della Colombia, è
morto a causa di un bombardamento indiscriminato
da parte dell’esercito, nella zona di Arenas Alta e Bassa.
Il
21 hanno perso la vita, in un incidente aereo sospetto,
il parlamentare
conservatore Roberto Camacho e altre cinque persone. Camacho si stava
recando da Pacho a Zipaquira' per un comizio legato alla campagna
elettorale per le legislative del 2006. Le altre vittime sono il
pilota, un consigliere provinciale, un ex segretario dell'interno e
un agente.
Sudan
Il 20 e 21 sarebbero stati uccisi in Darfur 48
civili e 8 ribelli. La notizia è stata riferita dai
ribelli del Sla (Sudan Liberation Army), ma il governo sudanese
sostiene di essersi in realtà scontrato con alcuni disertori
dell'esercito del Ciad stanziatisi da alcune settimane al confine tra
i due paesi con l’obiettivo di rovesciare il presidente ciadiano
Idriss Deby. Il conflitto in Darfur, scoppiato nel febbraio 2003, ha
provocato la morte di almeno 200.000 persone.
Repubblica Democratica del Congo
Il 18, secondo il portavoce delle Nazioni
Unite Kemal Saiki, guerriglieri Mayi-Mayi avrebbero ucciso un
prete, Francois Kikuji, che lavorava nel Paese come operatore
umanitario. L'omicidio sarebbe avvenuto nella provincia sudorientale
del Katanga.
Tra il 19 e il 21, 57 ribelli sono
stati uccisi in Ituri, regione nord-orientale della Repubblica
Democratica del Congo, durante un'offensiva dell'esercito governativo
sostenuta dai peacekeepers dell'Onu. Nella regione sono ancora
attivi alcuni gruppi di miliziani che hanno rifiutato di entrare nel
programma di disarmo. Sempre negli stessi giorni è stata
lanciata un’offensiva contro le milizie Mayi-Mayi nella regione del
Katanga. Non si hanno notizie di vittime, ma l’operazione avrebbe
portato alla fuga di 60.000 civili.
Uganda
Il 19 i ribelli ugandesi dell'Esercito di Resistenza del
Signore (Lra), nel corso di un'imboscata a un camion che trasportava
civili, hanno ucciso 5 persone mentre altre 4 sono rimaste
ferite, secondo quanto riferito da fonti militari. Il 21
sempre i ribelli hanno ucciso 12 persone nel corso di un nuovo
assalto a un veicolo civile. Entrambe le imboscate sono avvenute nel
distretto di Pader, nel nord del Paese. I ribelli del Lra combattono
da 19 anni contro il governo di Kampala una guerra che ha portato
alla quasi completa distruzione dei distretti settentrionali
dell’Uganda.
Somaliland
(Somalia)
Il 17, 3 persone sono morte e altre 4
sono rimaste gravemente ferite per l'esplosione di una mina che ha
distrutto l'auto sulla quale viaggiavano nella città di Burao,
a 350 chilometri da Hargeysa, la capitale dell'autoproclamato stato
del Somaliland. Il Somaliland si è staccato dalla Somalia nel
1991, poco dopo lo scoppio della guerra civile, ma non è
riconosciuto a livello internazionale.