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Accendi pure il riscaldamento, Jack, che tanto paga Hugo. Dopo le recenti frizioni
con il leader venezuelano su libero commercio, povertà e guerra in Iraq, ora George
W. Bush si ritroverà il nemico Hugo Chavez nei termosifoni del Massachusetts.
Questo inverno, infatti, la compagnia petrolifera venezuelana Citgo fornirà con
il 40 per cento di sconto 45 milioni di litri di cherosene a circa 45mila famiglie
a basso reddito dello Stato nel nord-est degli Usa, dove tra dicembre e marzo
la temperatura non è delle più clementi. Una mossa che farà risparmiare a ogni
famiglia, in media, circa 160 euro. Petrolio a prezzi scontati per gli Stati Uniti,
insomma, come il Venezuela già fa con Cuba e altri Paesi centroamericani: l’ultimo
atto della cosiddetta “diplomazia del petrolio” di Hugo Chavez.
Dal Venezuela con amore. Già in agosto il presidente venezuelano aveva annunciato la sua intenzione di
aiutare gli americani più poveri. “Negli Usa c’è gente che d’inverno muore”, aveva
detto. Dopo il passaggio dei disastrosi uragani Katrina e Rita, che hanno danneggiato
molte raffinerie sulla costa del Golfo del Messico, Chavez si era poi offerto
di fornire petrolio extra agli Usa per compensare le perdite di produzione. Secondo
i maligni, si tratta di offerte fatte quasi per indispettire Washington, per conquistare
i cuori degli americani a discapito di Bush; offerte non a caso viste con fastidio
dalla Casa Bianca, impegnata in una guerra di parole con il leader venezuelano,
che definisce Bush un “leader genocida” e non perde occasione per condannare “l’imperialismo
economico” degli Usa. Ma l’accordo per il cherosene scontato non è passato per
Washington: l’iniziativa è stata curata da William Delahunt, un rappresentante
democratico al Congresso, insieme a due organizzazioni no-profit locali.
I rifiuti delle altre compagnie. Delahunt ha ringraziato pubblicamente Chavez e i venezuelani: “Dovrebbero sapere
che la loro generosità consentirà a migliaia di famiglie del Massachusetts di
non essere costrette a scegliere tra il cibo, il riscaldamento, le medicine o
l’affitto”, ha detto il deputato. Data l’impennata nel prezzo del greggio dell’ultimo
anno (ora è sui 56 dollari al barile, dopo aver sforato il muro dei 60), richieste
simili erano state fatte a tutte le compagnie petrolifere americane, che hanno
registrato utili da record – le cinque maggiori compagnie al mondo hanno messo
da parte 28,5 miliardi di euro solo nell’ultimo trimestre. Ma solo la Citgo ha
accettato di erogare cherosene a prezzo scontato, scegliendo così di rinunciare
a profitti per circa 7 milioni di euro. “Il nostro governo si è fatto miliardi
e miliardi di dollari con le royalties che gli pagano le compagnie petrolifere”, ha accusato Joe Kennedy di Citizens
Energy, una delle due organizzazioni protagoniste dell’affare, “ma quando si tratta
di aiutare gli americani meno agiati, cosa ci dice Washington? ‘Ci spiace, ragazzi,
ma non ci sono soldi in cassa’”. Diverse proposte di legge avanzate al Congresso
che richiedevano alle compagnie di devolvere parte degli extra profitti al riscaldamento
dei più poveri sono state finora respinte.
Un fiume di greggio. Nonostante le schermaglie pubbliche, tra Venezuela e Stati Uniti il petrolio
scorre più che mai. Agli Usa, che ogni consumano ogni giorno 20 milioni di barili
di petrolio (un quarto del greggio prodotto nel mondo), il petrolio di Chavez
fa più che comodo per non dover dipendere solo dai Paesi mediorientali: il Venezuela
è infatti il quarto fornitore degli Usa, con 1,5 milioni di barili al giorno.
Grazie all’abbondanza di materia prima sotto il territorio del Paese sudamericano
e al rialzo dei prezzi, il leader venezuelano dispone ora di un’enorme massa di
denaro con cui sta già finanziando cospicui programmi pubblici rivolti alle classi
più povere. E come ha ammesso recentemente al quotidiano argentino El Clarin,
ora il Venezuela “dispone di una forte carta da giocare sul piano geopolitico:
una carta che giocheremo duramente contro il più potente Paese al mondo, gli Stati
Uniti”. Da qui il tentativo di guadagnare l’appoggio di vari Stati sudamericani,
offrendo petrolio a prezzi scontati. Così vicino alla Casa Bianca – tra il Massachusetts
e Washington ci sono 600 chilometri – non c’era però ancora arrivato. E nei programmi
della Citgo c’è un’offerta simile che riguarda il Bronx. Se migliaia di americani
del Massachusetts saranno ora grati a Chavez, figuriamoci l’entusiasmo tra i portoricani
del quartiere newyorchese. Alessandro Ursic