Nasce a Salvador de Bahia, per sostenere chi non ha soldi per tutelarsi legalmente
Uno sportello per la tutela dei diritti umani nel cuore di Bahia. La Dounia -
Action for human rights, associazione per la tutela internazionale dei diritti
umani sta realizzando un sogno: a Salvador nascerà un centro legale gratuito per
chiunque voglia contrastare la violenza e l’impunità endemiche pur non avendo
né mezzi né possibilità.
Il responsabile - “La vita politica, sociale, economica e culturale brasiliana – spiega Augusto
Bomfim de Paula, l’avvocato bahiano responsabile del centro - sono purtroppo caratterizzate
da un’impunità latente e da tanta criminalità, di ogni genere e grado. Offrire
assistenza legale ai poveri e alle vittime della prepotenza istituzionale, prestare
consulenza legale alle associazioni, alle comunità e ai movimenti sociali, monitorare
e denunciare violenze e soprusi, erano dunque necessità impellenti che da adesso
saranno affrontate. Il nostro sportello nasce per questo e sarà il frutto della
solidarietà e della cooperazione internazionale”.
La cooperazione - A parlarcene, infatti, sono proprio le responsabili italiane rispettivamente
della Dounia e di Samarcanda (una cooperativa sociale che ha partecipato al progetto),
che si sono impegnate in prima persona nell'iniziativa: Chiara Buttignon e Claudia
Dorkenwald.
“Riallacciandoci al discorso di Augusto – raccontano - è innegabile che la situazione
in Brasile sia critica. La crisi economica che dura da molti anni fatica a ridursi
e incrementa, appunto, quella violenza sociale che si manifesta in particolare
nei confronti di chi abita le periferie delle città e delle campagne isolate.
Non solo. Altra grave conseguenza è la violenza delle forze dell’ordine in particolare
nei confronti di bambini e adolescenti, che troppo spesso rimane impunita. Nelle
campagne questi episodi sono praticamente la norma. Polizia militare e civile,
gruppi di sterminio, squadroni della morte e giustizieri concorrono a compiere
azioni violente, esecuzioni extragiudiziali e torture”.

E nella maggioranza dei casi le vittime sono talmente povere da non potersi permettere
di rivendicare il proprio diritto ad avere giustizia. “Spesso non sanno nemmeno
a chi rivolgersi - aggiungono le due cooperanti - Troppo spesso capita che i difensori
d’ufficio non curino fino in fondo gli interessi di questa gente, facendo crescere
il tasso di impunità insieme a quello della criminalità. La nostra idea, quindi,
nasce dalla certezza che la presenza di un avvocato rappresenti un ostacolo a
tutto questo, un freno a violenza e impunità”.
La Dounia - Una tappa importante, dunque, che Dounia si prefigge di raggiungere entro
l'anno. Un'ennesima brillante iniziativa di questa associazione che già nel dicembre
2001 è stata insignita dalla Commissione per i diritti umani dell’Assemblea legislativa
dello stato di Bahia del Premio Diritti Umani, in riconoscenza del lavoro svolto
in difesa della cittadinanza.
Per sostenerlo - Per poter concretamente aprire l'ufficio occorre affittare un fondo in posizione
ottimale, ben visibile e raggiungibile ai più bisognosi. Occorre quindi raccogliere
soldi sufficienti. Per questo è stato aperto un conto corrente postale su cui
versare contributi. Ma Chiara e Claudia hanno fatto anche di più. Hanno ideato
una mostra itinerante sulle diversità, frutto di viaggi-studio in vari paesi dell'America
latina, in Africa, Asia e Medioriente: “L’altro è l’altro?”.
La mostra - “Si tratta di una galleria fotografica – spiegano - composta da 100 pannelli
in compensato, divisi in cinquanta foto in bianco e nero ai quali si vanno ad
unire venti composizioni di semi, venti formelle di ceramica e dieci riquadri
contenenti i testi esplicativi. Il nostro intento è farla girare il più possibile
per l’Italia e intorno ad essa creare visite guidate e laboratori. E’ un modo
per sensibilizzare la gente e nello stesso tempo finanziare l’ufficio legale di
Salvador. Tutto il ricavato andrà infatti a sostenere il progetto.
"Abbiamo ideato il progetto e ralizzato la mostra - spiega Claudia - "Tutto è
nato nel giugno scorso, quando abbiamo ideato e realizzato per la prima volta
la mostra in occasione dell'Arbe Fiera che si tiene ogni anno a Longarone. Si
tratta di un'opera a quattro mani, nata dalla nostra profonda preoccupazione per
quanto la violenza/guerra nei confronti dell'altro è entrata nel nostro pensiero
e per come accettiamo con facilità le più assurde e spesso false giustificazioni
che ci vengono date, per ri-bilanciare l'immagine diffusa dell'altro come nemico.
Abbiamo scelto dei ritratti per evidenziare invece la dignità, la bellezza e l'umanità
dell'altro”.
Il calendario - Dalla mostra è nato anche un calendario, frutto della collaborazione appunto
con Samarcanda.
“Si può comprare con un offerta almeno di cinque euro – spiegano – di cui tre
euro e mezzo andranno a Salvador”.
I ringraziamenti - “Ringrazio Claudia e Chiara per il loro immenso lavoro – ha commentato in
conclusione l’avvocato brasiliano – e Samarcanda per la collaborazione. E' una
grande cosa e spero che serva da stimolo a tutti noi per affrontare il lavoro
con sempre maggiore responsabilità”.