28/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un gruppo di ragazzini combatte contro gli sprechi dell'acqua
Sopravvivono costantemente con la paura, un giorno, di non avere più accesso all’acqua. Così hanno deciso di non aspettare passivamente quel giorno e si sono organizzati. Molti di loro sono ancora bambini, ma in certe regioni del Messico si fa in fretta a crescere e ad acquistare consapevolezza delle difficoltà della vita.
 
Il simbolo del gruppo dei guardiani dell'acquaI guardiani dell'acqua. Questi ragazzini, ma fra loro c’è anche qualche adulto, hanno creato un gruppo chiamato ‘Guardianes del Agua’, grazie anche all’appoggio del Junta Municipal de Agua Potable y Alcantarillado de Culiacan, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sull’elevatissima dispersione dell'acqua e su un suo possibile uso razionale. I “guardiani dell’acqua” si preoccupano di preservare questa risorsa naturale, cercando anche di favorire la formazione di una coscienza sociale su questo problema. "Più di 5000 bambini “lavorano” a questo programma di sensibilizzazione della popolazione", sottolinea il sindaco, “perché il giorno che non ci sarà più acqua non avremo più la possibilità di vivere”.
  
Una foto di gruppo dei ragazzini impegnati nel progettoI fatti. Sia durante l’orario scolastico che nel loro tempo libero, questi ragazzini, che fra le altre cose gestiscono anche uno spazio radiofonico, portano avanti nelle comunità del Paese le loro campagne contro gli sprechi dell’acqua. Come succede a Miguel Millan, un ragazzino di 13 anni molto sveglio, che nello stato di Sinaloa, andando di porta in porta, di comunità in comunità, e dialogando con le persone, spiega loro la necessità di usare l'acqua in maniera intelligente. “Il problema della scarsità di acqua  si vive da diversi anni in questa regione del Messico – fa sapere Miguel – però grazie anche al programma del Japac, stiamo cercando di creare una nuova cultura a questo riguardo”. Il giovane Miguel, che è stato nel 2001 uno dei fondatori del gruppo, che adesso conta più di 4500 iscritti, spiega anche che i “Guardianes” realizzano le loro attività gratuitamente e volontariamente, con il solo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica.
Sostenuti anche dal presidente del consiglio comunale di Culiacan, anche lui dell'avviso che "in Messico non si può continuare a disperdere acqua, ma bisogna imparare a usarla".
  
I più giovani partecipano volenterosi al progettoDifficoltà. Non sempre però si riesce a  rendere consapevole la popolazione dell’effettiva gravità del problema. Menefreghismo ed ignoranza, insieme ad una buona dose di resistenza, fanno sì che Miguel e i suoi compagni, in alcuni casi, ricevano da parte della popolazione un secco no alle loro richieste, come è successo poco tempo fa con una vicina di casa. "Lei stava lavando la sua automobile, e io le ho fatto notare che stava consumando un sacco di acqua – racconta Miguel - Per tutta riposta la signora mi ha invitato a farmi gli affari miei. Le ho spiegato bene quale fosse il motivo della mia visita e anche il programma municipale al quale prendevo parte. Poco a poco però la signora ha preso coscienza della situazione e adesso anche lei fa parte del nostro gruppo di guardiani". Ma non solo il piccolo Miguel ha avuto difficoltà nel diffondere l’idea del risparmio di acqua. Anche la bella e giovane Sofia dice di aver avuto tanti problemi, soprattutto a casa sua. “Combatto di continuo, a casa mia sento di avere tutti contro. Consumano molta acqua, ma quando lo faccio notare si arrabbiano con me”.
  
Un nuovo simbolo per l'iniziativaMessaggi. La creazione di gruppi come i Guardiani e i Vigilantes non solo cerca di dare visibilità ad un programma di austerity sul consumo di acqua, ma cerca anche di essere utile per tutte le popolazioni dell’america latina, come tiene a sottolineare Irvin: “Tutte le persone del continente, siano giovani o meno giovani, devono prendere coscienza di quanta acqua possono risparmiare prima di utilizzarla, perché per avere un futuro bisogna iniziare a pensarci adesso”. Dello stesso avviso la giovane Marlene, che senza paura continua a convincere i suoi concittadini che devono badare molto di più al consumo di acqua. “Ad esempio non devono lavare le loro automobili o fare altre cose non necessarie che costringano a sprecare acqua in abbondanza. Devono invece pensare al futuro dei loro figli.”  Anche secondo Miguel si deve pensare di più al futuro. "Proprio per questo" conclude "chiedo a tutta la popolazione dell’America Latina di unirsi alle lotte dei gruppi come il nostro”.
 

Alessandro Grandi

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