18/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



I media Usa ignorano o minimizzano l'uso del fosforo bianco a Falluja
scritto per noi da
Matteo Colombi
 
Un cimitero sorto dopo l'assedio di FallujaNonostante la crisi di fiducia sia nella stampa che nel governo riguardo alla credibilità delle ragioni inoltrate per motivare la guerra all’Iraq, e alcuni leggeri mea culpa proferiti dal New York Times per gli ‘errori’ di fatto e di comportamento nel reportage legato a questa avventura militare; la stampa nazionale continua a evitare le molte verità da raccogliere. Succede regolarmente che quello che viene stampato in Inghilterra o in Italia riemerga negli Usa solo in samizdat elettronici o in manifestazioni di verità organizzate dal basso. Questa stessa dinamica poi permette alle maggiori testate di ignorare il più delle volte le notizie che vengono a galla, e di negare la validità delle notizie date da queste fonti marginali quando tendono a percolare in circuiti più ampi, contestandone l’autorevolezza, piuttosto che i contenuti.
 
Paradossalmente, nonostante le molte difficoltà nell’ottenere informazioni corrette, molti elementi informativi sono addirittura basati su documenti generati dalle burocrazie dello Stato americano, o da altri enti autorevoli. La presunzione di mantenere una verità per il pubblico e una per i burocrati si basa sulla presunzione di un controllo elevato sui mass media e di una segregazione delle utenze. Tale presunzione è fondata su strategie di informazione/disinformazione e una continuata collusione tra elite settoriali, probabilmente sospinta da una certa adesione a certe nozioni della politica estera come ‘spazio protetto’ da parte di chi fa il giornalista, e da parte di chi fa l’editore.
 
Alcuni guerriglieri iracheniA Washington la collusione tra giornalisti e Casa Bianca, così come la produzione da parte del governo di ‘reportage’ smistati simulandone un origine privata e libera, è ormai documentata da investigazioni pubbliche, essendo scaduta nell’illegalità. La tecnica di controllare l’informazione proveniente dal campo di guerra è poi legata a due strategie, l’espulsione dal campo di giornalisti indipendenti e la supervisione tramite ‘embedding’ dei giornalisti legati alle grandi testate americane e straniere. 
 
Anche quando questo meccanismo si rompe, il cumulo di connivenze e bugie e disinformazione dell’altroieri limita la capacità di fare giornalismo libero oggi. E’ una questione di complicità e compartecipazione della stampa di massa nel confezionare sia l’isteria che ha preceduto la guerra, nonché l’accettazione di certe ‘verità’ durante il suo proseguimento. Fra tutte, la questione più intangibile riguarda la crisi umanitaria e la vittimizzazione della popolazione civile in Iraq come in Afghanistan. L’impressione è che siano solo le autobomba a mietere vittime; e ogni operazione americana risulti solo in decine o centinaia di morti di ‘nemici combattenti’. In una guerra ‘umanitaria’ fatta per salvare gli iracheni, non si accenna mai alla massiccia violenza sui civili.
 
Un carro armato americano a BaghdadDa giorni seguo il percolare del reportage di Rainews24 sull’assalto a Falluja e sull’uso di armi incendiarie nella presa della citta’. Il fosforo bianco usato come arma convenzionale nel novembre del 2004 è rimbalzato sul sito della Bbc, e sulla prima pagina del sito de El Pais, ma langue in reconditi spazi nella stampa americana. A Democracy Now ha risposto addirittura un portavoce dell’esercito americano in Iraq, per rettificare ed essenzialmente ammettere l’uso come arma a Falluja nel Novembre 2004. Eppure la notizia è rimasta lì. Presso Commondreams.org, e sulla blogosfera, le notizie sono state riprese, perlopiù seguendo la scia della stampa britannica, nonché scovando ammissioni nella stampa specialistica americana.
 
Ma sulla stampa di massa, sulla Cnn, sul New York Times o il Washington Post emergono solo laconici commenti tratti dalle agenzie stampa, che si sono sentite in obbligo di riferire che il governo ha ammesso alla Bbc l’uso come arma dell’agente chimico incendiario contro il nemico, dopo aver negato per più di un anno tale uso.
 
Imperdibile gioiello, in questo paese di avvocati al servizio dei macellai, è il continuo rammentare che il fosforo bianco rimane comunque ‘legale’ in base agli obblighi statunitensi. Nessun tentativo nel accertare la validità del materiale proposto da Rainews24 o della posizione, cangiante, del Pentagono sono state fatte. Semplicemente la storia langue, prima ignorata e ora marginalizzata. Qui in America, la sanitizzazione della guerra permane; la sua moralità non va messa in dubbio. Rimane l’immagine sempre più sporca, e ipocrita, che l’America e i suoi alleati danno di sé al mondo. Sarebbe bene che gli stessi Italiani ne prendessero atto, come nazione. Che significa condannare i recenti fatti di terrorismo ad Amman, se poi i nostri politici tacciono e schierano soldati a fianco di chi ha preso Falluja e traballa in Iraq con così tanta brutalità e inettitudine al contempo?
 
Categoria: Guerra, Media
Luogo: Stati Uniti