17/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



In ventisette paesi, centinaia di migliaia di bambini usati per un unico scopo: uccidere
Ventisette paesi, centinaia di migliaia di piccoli combattenti.
Dall’Indonesia alla Colombia, passando per Myanmar, Filippine, Sri Lanka, India, Nepal, Iran, Afghanistan, Russia,  Iraq, Medio Oriente, Yemen, Somalia, Sudan, Ciad, Repubblica Centrafricana, Burundi, Ruanda, Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Congo (Brazaville), Costa d’Avorio, Liberia, Sierra Leone, Guinea e Angola.
Un nuovo dossier di 360 pagine, il Child Soldiers Global Report 2004, redatto dalla Coalizione contro l’uso dei bambini soldato ricorda che in molte delle guerre ancora oggi in corso nel mondo, migliaia di piccole braccia, armate di mitra, fucili o machete vengono adoperate per un unico scopo: uccidere.

Armati da governi, gruppi paramilitari o guerriglie ribelli, i bambini (e le bambine) soldato sono una merce ricercata perché la loro manodopera non costa nulla, è efficiente e crea generazioni di combattenti, alimentando un circolo vizioso difficile da monitorare e bloccare.
 
“E’ difficile fare una stima anche vaga o approssimativa del numero dei bambini direttamente coinvolti nelle guerre del mondo”, commenta dagli uffici londinesi della Coalizione l’attivista Claudia Bricca. “I governi dei paesi in cui vengono quotidianamente impiegati i piccoli combattenti sono riluttanti nel fornire cifre, sia per l’imbarazzo, sia perché evidentemente hanno qualcosa da nascondere. Nei paesi chiusi ai rapporti con l’esterno e alle organizzazioni umanitarie come il Myanmar è impossibile sapere quanti siano i bambini soldato. Questo il nostro lavoro ancora più difficile”.
 
L’area del mondo in cui si calcola la presenza più vasta di bambini soldato è l’Africa, con circa 100mila piccoli armati e decine di paesi in stato di conflitto permanente, guerra civile, pace armata, o semplice instabilità politica e sociale.21
 
Attiva dal 1998, la Coalition to Stop the Use of Child Soldiers è formata da alcune prominenti organizzazioni internazionali per i diritti umani: Amnesty International, Human Rights Watch, International Federation Terre des Hommes, International Save the Children Alliance, Jesuit Refugee Service, the Quaker United Nations Office-Geneva e World Vision International.
Tra le sue attività principali c’è quella di creare – a livello internazionale, nazionale e locale – una rete di associazioni per ogni paese colpito dalla piaga dei bambini soldato, attraverso campagne di informazione che coinvolgano le varie comunità.
 
Inoltre, la Coalizione si occupa di sponsorizzare programmi sociali mirati alla rieducazione e al recupero dei bambini soldato attraverso. Un’impresa ardua, viste le profonde cicatrici che la violenza lascia sulla psiche dei bambini. Ma grazie alla quale molti di loro sono riusciti a tornare a casa o a ritrovare una vita.
 
pa.tri
Categoria: Bambini, Guerra