18/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.45- 2005 dal 11 al 17/11
Uganda
L’11 scontri presso l'universita' di Makerere tra studenti e polizia avrebbero provocato la morte di uno studente. I ragazzi protestavano contro l’aumento delle tasse universitarie. Il 14 l’arresto di Kizza Besigye, ex candidato alle elezioni presidenziali nonché leader dell'opposizione, ha scatenato due giorni di violenze tra manifestanti e polizia nei quali almeno 5 persone hanno perso la vita, mentre il numero dei feriti rimane imprecisato. Il politico era da poco tornato nel Paese, dopo aver scelto volontariamente di vivere per quattro anni in Sudafrica. Besigye si trova al momento in carcere con l’accusa di stupro e tradimento.
 
Sudan
Il 6 e 7 un'ondata di attacchi condotta contro sei differenti villaggi del Darfur meridionale avrebbe fatto almeno 18 morti e 16 feriti. Secondo la ricostruzione fornita dai caschi blu, un gruppo di circa 1500 miliziani “Janjaweed” ha attaccato e successivamente dato alle fiamme i villaggi di Dar es Salaam, Jamali, Funfo, Tabeldyad, Um Djantara e Um Putrum tutti nell'area di Gereida. Il 15 violenti scontri tra alcuni gruppi locali rivali hanno gettato la regione di Yambo nel caos, causando un numero imprecisato di vittime. Data la situazione gli operatori delle Nazioni Unite hanno deciso di abbandonare la zona. 
 
Kenya
L’11 almeno 2 persone sono state uccise e altre 3 sono rimaste gravemente ferite dalla polizia nella città di Mombasa. Gli scontri sono avvenuti durante una manifestazione contro la nuova Costituzione proposta dal presidente Mwai Kibaki per accrescere i suoi poteri. Un referendum sul nuovo testo costituzionale dovrebbe tenersi il prossimo 21 novembre.

Rep. Dem. Congo
Il 14 è cominciata un’operazione congiunta dei caschi blu della Monuc e dell’esercito contro le milizie che controllano la zona nordorientale dell’Ituri. Finora il bilancio parla di almeno 43 miliziani e 2 soldati morti, ma le vittime potrebbero aumentare. Nella regione sono attivi ancora alcuni gruppi miliziani che hanno rifiutato di entrare nel programma di disarmo.

Etiopia
Il 17 un'evasione di massa da un carcere militare a Kebri Dehar, nell'Etiopia del sud, ha causato la morte di almeno 20 persone. Circa 34 detenuti sono scappati e le guardie hanno aperto il fuoco sugli evasi. I prigionieri appartenevano tutti al Fronte di Liberazione Nazionale dell’Ogaden, un gruppo di origine somala che si oppone al governo centrale di Addis Abeba.
 
Ciad
Il 15 due basi militari sono state attaccate da un gruppo guerrigliero non identificato. Gli attacchi sono avvenuti nella capitale N’Djamena e a Koundoul, 25 chilometri più a sud. Il governo ha riferito che 2 militari e 2 degli assalitori sono stati uccisi e altri 15 catturati, ma gli altri sono riusciti a scappare con un ingente quantitativo di armi. A settembre alcuni militari hanno disertato e, stanziatisi al confine col Sudan, hanno dichiarato di voler cacciare il presidente Idriss Deby.

Somalia
Il 14 a Mogadiscio 11 persone sono morte e altre 20 sono rimaste ferite a seguito dei violenti scontri tra la polizia e alcune milizie vicine alle corti islamiche. Motivo scatenante della rissa la proiezione di alcuni film di Bolliwood (la casa cinematografica indiana). I militanti giudicano le pellicole immorali e pericolose, tali da indurre all'uso di droghe.

Kashmir
L’11, un maggiore dell’esercito e almeno tre militanti sono morti nel corso di una battaglia tra le forze dell’ordine e i ribelli islamici a Bandipora, nel distretto di Baramulla, nel Kashmir indiano.
Il 12, tre persone sono rimaste ferite dall’esplosione di un’autobomba nel distretto di Kupwara, nel Kashmir indiano.
Il 14, militanti islamici hanno attaccato il quartiere commerciale di Srinagar, la città principale del Kashmir indiano, uccidendo quattro persone e ferendone 13.
Il 15, tre persone sono morte e una sessantina sono rimaste ferite a causa di una granata lanciata da militanti islamici durante una riunione del People’s Democratic Party a Baramulla, nel Kashmir indiano settentrionale.
Il 15, un militante islamico è stato ucciso dopo una battaglia durata 25 ore tra le forze dell’ordine e i ribelli del gruppo Lashkar-e-Toiba a Srinagar.
Il 16, un attentatore suicida si è fatto saltare in aria in un’autobomba all’esterno della sede della Jammu e Kashmir Bank di Srinagar, uccidendo quattro persone e ferendone 56, tra cui un ex ministro che probabilmente era l’obiettivo dell’attentato.

Nepal
L’11, un soldato è stato ucciso dallo scoppio di una mina nel villaggio di Sorabhanjyang, a 120 chilometri dalla capitale Katmandu.

India
Il 13, ribelli maoisti hanno assaltato una prigione nello stato orientale di Bihar, liberando 350 compagni. Nell’attacco sono morte cinque persone.
Il 15, la polizia ha ucciso due ribelli maoisti nello stato orientale di Jharkhand.

Bangladesh
Il 14, due giudici di una corte locale di Jalakhati, nel sud del Paese, sono stati uccisi da militanti islamici, tornati attivi dopo un periodo di calma. Uno dei militanti arrestati aveva addosso una cintura esplosiva inesplosa: le autorità stanno valutando il fatto come il primo caso di un (fallito) attentato suicida in Bangladesh.

Filippine
Il 14, il fratello del portavoce del Fronte islamico di liberazione Moro è stato ucciso dalla polizia a Cotabato, nel sud del Paese.
Il 15, un politico locale e i suoi 4 uomini della scorta sono stati uccisi in un’imboscata a Pagadian, nel sud del Paese.
Il 16, tre leader del gruppo islamico Abu Sayyaf sono stati uccisi dall’esercito a Panglima Sugala, nel sud del Paese.

Colombia
Il 13, due bambini e un giornalista dell'emittente radiotelevisiva Radio Cadena Nacional, Martin Alkirio Viña, sono morti a causa di una bomba esplosa in un centro commerciale vicino a Bogotà. L’attentato non è stato rivendicato.

Cecenia e Caucaso
L’11 novembre nel distretto di Achkoy-Martan un guerrigliero ceceno è stato ucciso durante uno scontro a fuoco con la polizia.
Il 12 alla periferia di Grozny 2 ribelli ceceni sono morti nel corso di un’operazione speciale dell’esercito russo.
Nel distretto di Shali un soldato russo e un guerrigliero ceceno sono morti in un combattimento.
A Nalchik, in Cabardino-Balcaria, un sospetto miliziano islamico è stato ucciso dalle forze di sicurezza.
Il 13 lungo la strada tra l’Inguscezia e Grozny una bomba telecomandata ha fatto esplodere un blindato russo uccidendo 2 poliziotti.
Sempre nella zona della capitale un soldato e 2 guerriglieri sono morti in uno scontro a fuoco.
In Cabardino-Balcaria un soldato e un ribelle sono rimati uccisi nel corso di un’operazione speciale antiterrorismo.
Il 14 la guerriglia cecena ha dichiarato di aver ucciso 16 soldati russi e 2 paramilitari ceceni in diverse azioni.
Il 15 nel distretto ceceno di Kurchaloy un soldato russo è morto quando il suo blindato è salatato su una bomba telecomandata.
Il 16 nel distretto ceceno di Vedenò un soldato russo è stato ucciso in uno scontro a fuoco con i guerriglieri.
Sulla strada Caucasica, in Cecenia, un blindato russo ha investito un’auto uccidendo un civile.
Il 17 nel distretto di Nojay-Yurt i ribelli ceceni hanno ucciso un impiegato elettorale che lavorava in vista del voto del 27 novembre.
Per tutta la settimana sono stati segnalati bombardamenti dell’artiglieria russa nei distretti montani del sud della Cecenia: almeno 5 civili sono rimati feriti dalle granate cadute vicino al villaggio di Starye Atagi.

Pakistan
Il 15 novembre un’autobomba è esplosa davanti a un fastfood americano uccidendo tre guardie della sicurezza e ferendo decine di persone. L’attentato è stato rivendicato dall’Esercito di Liberazione del Balucistan.

Israele-Palestina
Il 10, un palestinese è stato ucciso da soldati israeliani nella striscia di Gaza.
Il 13, 2 palestinesi sono morte e 3 sono rimaste ferite in due sparatorie provocate dall'esercito israeliano a Jenin, Cisgiordania.
Il 14, un palestinese è stato ucciso al valico di Karni, punto di passaggio tra la striscia di Gaza e il Negev. L'uomo faceva parte di un commando di tre persone. Gli altri due sono rimasti feriti nello scontro a fuoco.

Giordania
Il 10, 3 kamikaze si sono fatti saltare in aria ad Amman in altrettanti alberghi frequentati da stranieri, provocando almeno 57 morti, e quasi 300 feriti.

Turchia
Il 15, In una zona rurale della provincia di Van, al confine con l'Iran, è esplosa una bomba che ha causato la morte di 3 soldati turchi.

Categoria: Guerra
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