21/11/2005
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Il microcredito, sempre più importante per l'economia dei paesi poveri
Scritto per noi da
Maria Serena Lunghi
Un anno fa, le Nazioni Unite istituivano il 2005 quale l'Anno Internazionale
del Microcredito, per promuovere questo
strumento, e più in generale il settore della microfinanza, quale canale
di sviluppo privilegiato per i paesi poveri.
Il microcredito finanzia con piccole somme di denaro i soggetti
generalmente esclusi dal sistema creditizio tradizionale, qualora
presentino
idee imprenditoriali innovative (vendita di frutta e verdura,
apertura di piccoli negozi, realizzazione di ceste, tessuti o abiti,
allevamento di animali) e volontà di riscatto dalla situazione di
disagio in cui vivono.
Sebbene in questi ultimi anni le istituzioni di microfinanza, ed
in
particolare il microcredito si stiano sviluppando anche nei paesi più
ricchi, a sostegno delle categorie più deboli della popolazione
(lavoratori atipici, studenti o immigrati), la loro diffusione maggiore
è
sicuramente nelle aree povere del pianeta, ove larga parte della
popolazione, soprattutto nelle zone rurali e suburbane, è difficilmente
servita dal sistema bancario tradizionale.
Difficile avvio.
Ogni progetto di microcredito è diverso, specifico per il paese
cui va
ad operare. Questo perché per funzionare, per diventare un meccanismo
accettato ed utilizzato dalla popolazione, deve sfruttare i canali
relazionali presenti nella comunità e rispettare la sua cultura
inserendosi in un contesto restio ad accettare questo tipo di sostegno.
“L’avviamento del progetto è difficile. È necessario rendere
consapevoli della sua utilità i beneficiari stessi- spiega Vara Kumari
Gadda, responsabile di un progetto di microcredito in India – “i quali inizialmente
rifiutavano il concetto di microcredito
perché non riuscivano a capirlo. L’ignoranza impediva loro di vedere i
possibili futuri miglioramenti nello stile di vita e le
famiglie stesse non incentivavano la loro partecipazione al progetto”.
Risultati sorprendenti.
Ma una volta avviato un progetto, i risultati sono spesso sorprendenti!
Le statistiche delle esperienze finora sviluppate dimostrano come la
percentuale di restituzione del denaro raggiunga livelli prossimi al
100 percento del totale erogato.
Ciò è dovuto in parte alle modalità di restituzione del
prestito stabilite: piccole rate a bassissimo tasso di interesse. Ma
soprattutto alla responsabilità sentita dai soggetti beneficiari nei
confronti della propria comunità di riferimento: acquisiscono
autostima e sono fieri di pagare con regolarità, consapevoli che
solamente ad avvenuto pagamento altri soggetti potranno beneficiare
della medesima forma di credito.
Continua Vara Kumari Gadda: “Anche le famiglie, dopo aver concretamente visto
i
risultati del programma, hanno iniziato a partecipare attivamente al
lavoro e le precedenti resistenze sono crollate”.
Credito alle donne. I progetti di microcredito producono solitamente risultati
migliori se rivolti alle donne, in quanto le loro priorità economiche
sono
diverse da quelle degli uomini, sono più legate ai bisogni della
famiglia, all’istruzione dei bambini, alla salute e all’igiene.
Purtroppo in molte società le donne ricoprono ancora un ruolo marginale
e di inferiorità, i loro canali di accesso al credito sono
decisamente limitati.
Abbiamo chiesto a Valerie Therese Kafando, responsabile di un progetto
di microcredito in Burkina faso, perché le Ong preferissero
erogare micro-crediti alle donne. Ci ha risposto che i motivi
principali sono tre: nel paese esse rappresentano il 52 percento della
popolazione, sono le maggiori lavoratrici e custodi delle
razioni alimentari della famiglia e dei bambini piccoli, sono
infine più puntuali nei rimborsi delle somme ricevute.
Quale futuro.
Lo strumento del microcredito potrebbe avere un ruolo fondamentale nel
processo di sviluppo, ed è sicuramente in grande espansione.
Dà spazio, infatti, a idee imprenditoriali innovative e a individui pieni
di voglia di riscatto e forza di volontà.
Però questo strumento non può risolvere i problemi economici dei paesi
più poveri da solo. Soprattutto perché può funzionare solamente
laddove siano presenti un sistema infrastrutturale ed una stabilità di
governo che permettano di mettere a frutto le idee imprenditoriali. E in
molti paesi questo è ancora un risultato da raggiungere.