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Tra gli ospiti della kermesse televisiva dell’Mtv Europe Music Awards, tenutasi
a Lisbona i primi di novembre, c’era il famoso comico britannico Sacha Baron Cohen,
meglio noto come Ali G, il nome dell’eccentrico rapper da lui interpretato. Quella
sera però Cohen vestiva i panni di un altro personaggio, Borat, strampalato giornalista
della televisione di Stato del Kazakistan. A Mtv, Borat ha messo in scena il suo
classico repertorio di battute sui kazaki. Dopo essere arrivato a Lisbona a bordo
di un biplano della Air Kazakh guidato da un pilota senza un occhio e con un bottiglia
di vodka in mano, il baffuto personaggio ha strappato gli applausi del pubblico
dicendo che il Kazakistan è un paese di alcolizzati che si divertono a prendere
a pugni sul muso le mucche e a sassate i cani, per poi far festa bevendo vino
fatto con urina di cavallo fermentata.
Un momento delicato per il regime di Nazarbayev. Forse Cohen non era stato avvertito che non era il momento adatto per scherzare
sul Kazakistan. In questo periodo nel grande Paese centroasiatico, ricchissimo
di petrolio, c’è un'atmosfera molto tesa a causa delle elezioni presidenziali
del prossimo 4 dicembre, che rischiano di segnare la fine del regime del presidente
Nursultan Nazarbayev, che dopo sedici anni di potere assoluto teme di finire travolto
dall’ennesima rivoluzione arancione.
Oppositori politici perseguitati e uccisi. Per non parlare della persecuzione scatenata contro i militanti dei movimenti
democratici giovanili (in particolare del gruppo Kahar, Protesta) e dei partiti d’opposizione riuniti nella coalizione ‘Per un Giusto
Kazakistan’ (Zsk), capeggiata dal candidato presidenziale oppositore di Nazarbayev,
il filo-occidentale Zharmahan Tuyakbai. Molti attivisti e politici sono finiti
in ospedale dopo essere stati aggrediti, moltissimi sono finiti in carcere con
le più diverse accuse e alcuni sono anche stati eliminati fisicamente. L’ultimo
e più clamoroso caso risale al 12 novembre: Zamanbek Nurkadilov, politico di spicco
dell’opposizione, aveva preannunciato di mostrare le prove della corruzione del
presidente e dei suoi fedelissimi. Pochi giorni dopo, sabato scorso, lo hanno
trovato in casa, ucciso da tre colpi di pistola.
Corruzione, assolutismo e censura. La corruzione di Nazarbayev e del suo governo è solo uno degli argomenti dell’opposizione.
Ma certamente uno dei più forti. Secondo l'organizzazione Transparency International,
il Kazakistan è uno dei dieci paesi più corrotti del mondo. Gli enormi guadagni
derivanti dal settore petrolifero (i giacimenti kazaki del Mar Caspio sono tra
i maggiori al mondo) finiscono tutti nelle tasche del presidente e dei suoi più
stretti collaboratori, che sono poi gli stessi che si sono spartiti gli enormi
ricavi delle privatizzazioni delle aziende di Stato, rimaste sostanzialmente nelle
loro mani. Tutto questo mentre gran parte della popolazione kazaka vive nella
miseria.Enrico Piovesana