17/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo del Kazakistan minaccia di denunciare un famoso comico inglese
Sacha Baron Cohen "Borat"Tra gli ospiti della kermesse televisiva dell’Mtv Europe Music Awards, tenutasi a Lisbona i primi di novembre, c’era il famoso comico britannico Sacha Baron Cohen, meglio noto come Ali G, il nome dell’eccentrico rapper da lui interpretato. Quella sera però Cohen vestiva i panni di un altro personaggio, Borat, strampalato giornalista della televisione di Stato del Kazakistan. A Mtv, Borat ha messo in scena il suo classico repertorio di battute sui kazaki. Dopo essere arrivato a Lisbona a bordo di un biplano della Air Kazakh guidato da un pilota senza un occhio e con un bottiglia di vodka in mano, il baffuto personaggio ha strappato gli applausi del pubblico dicendo che il Kazakistan è un paese di alcolizzati che si divertono a prendere a pugni sul muso le mucche e a sassate i cani, per poi far festa bevendo vino fatto con urina di cavallo fermentata.
Qualcuno del governo kazako evidentemente stava guardando il programma e non ha gradito. Così lunedì il ministero degli Esteri dell’ex repubblica sovietica ha minacciato di denunciare il comico per diffamazione. “Non escludiamo che il signor Cohen serva gli interessi politici di qualcuno che vuol mettere in cattiva luce il nostro Paese”, ha dichiarato ai giornalisti Yerzhan Ashykbayev, portavoce del ministero.
 
Nursultan NazarbayevUn momento delicato per il regime di Nazarbayev. Forse Cohen non era stato avvertito che non era il momento adatto per scherzare sul Kazakistan. In questo periodo nel grande Paese centroasiatico, ricchissimo di petrolio, c’è un'atmosfera molto tesa a causa delle elezioni presidenziali del prossimo 4 dicembre, che rischiano di segnare la fine del regime del presidente Nursultan Nazarbayev, che dopo sedici anni di potere assoluto teme di finire travolto dall’ennesima rivoluzione arancione.
Un’eventualità comunque remota, dato che nell’ultimo anno, dopo la rivoluzione ucraina, Nazarbayev ha fatto di tutto per scongiurarla. La sede kazaka della Fondazione del magnate americano George Soros , ritenuta non a torto ispiratrice e finanziatrice di tutte le rivoluzioni di velluto degli ultimi cinque anni (Belgrado 2000, Tbilisi 2003, Kiev 2004), è stata incriminata per frode fiscale. La stessa sorte è toccata ad altre ong e organizzazioni legate agli Stati Uniti e sospettate di svolgere attività politica (Croce Rossa Americana, International Republican Institute, National Democratic Institute, Institute for War and Peace Reporting, Eurasia Foundation, Organizzazione Mondiale della Sanità, ecc).
 
Zharmahan TuyakbaiOppositori politici perseguitati e uccisi. Per non parlare della persecuzione scatenata contro i militanti dei movimenti democratici giovanili (in particolare del gruppo Kahar, Protesta) e dei partiti d’opposizione riuniti nella coalizione ‘Per un Giusto Kazakistan’ (Zsk), capeggiata dal candidato presidenziale oppositore di Nazarbayev, il filo-occidentale Zharmahan Tuyakbai. Molti attivisti e politici sono finiti in ospedale dopo essere stati aggrediti, moltissimi sono finiti in carcere con le più diverse accuse e alcuni sono anche stati eliminati fisicamente. L’ultimo e più clamoroso caso risale al 12 novembre: Zamanbek Nurkadilov, politico di spicco dell’opposizione, aveva preannunciato di mostrare le prove della corruzione del presidente e dei suoi fedelissimi. Pochi giorni dopo, sabato scorso, lo hanno trovato in casa, ucciso da tre colpi di pistola.
 
KazakistanCorruzione, assolutismo e censura. La corruzione di Nazarbayev e del suo governo è solo uno degli argomenti dell’opposizione. Ma certamente uno dei più forti. Secondo l'organizzazione Transparency International, il Kazakistan è uno dei dieci paesi più corrotti del mondo. Gli enormi guadagni derivanti dal settore petrolifero (i giacimenti kazaki del Mar Caspio sono tra i maggiori al mondo) finiscono tutti nelle tasche del presidente e dei suoi più stretti collaboratori, che sono poi gli stessi che si sono spartiti gli enormi ricavi delle privatizzazioni delle aziende di Stato, rimaste sostanzialmente nelle loro mani. Tutto questo mentre gran parte della popolazione kazaka vive nella miseria.
Oltre alla corruzione, c’è il problema dell’autoritarismo assolutista di Nazarbayev, che ha modificato la costituzione in modo da ridurre il parlamento a un organo inutile e da concentrare tutti i poteri nelle sue mani o in quelle dei suoi collaboratori e familiari: i suoi generi, Rahamat Aliev e  Timor Kulibaev, sono a capo rispettivamente della polizia e della compagnia petrolifera di Stato Kazmunaygas, e sua figlia maggiore, Dariga, controlla quasi tutti i canali televisivi nazionali, compresa la televisione di Stato. Proprio quella in cui lavora Borat, il giornalista televisivo interpretato dal comico Sacha Baron Cohen. Che ora rischia di condividere realmente la sorte dei giornalisti kazaki: quella di ostaggi di un regime che non scherza. Anche se lui, solo a causa del suo umorismo di cattivo gusto.

Enrico Piovesana

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