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Come lei tanti altri. Avevano tentato di rapirla già nello scorso mese di gennaio, ma la sorte era
stata dalla sua parte. Questa volta invece cinque persone, pistole alla mano,
hanno fatto irruzione nel suo ufficio e l’hanno costretta a seguirli. Purtroppo nella
triste classifica degli ‘ostaggi’ Paola non è sola: sono infatti 54 i nostri
connazionali che negli ultimi cinque anni hanno conosciuto l’incubo di un rapimento.
Due anni fa toccò a Renzo Botti e da allora di lui non si sa più nulla. Invano
la nostra comunità in Venezuela chiede che sia fatta chiarezza, anche per gli
altri rapiti: Ornella Ferranti, sequestrata più di un anno fa, Anita Capuozzo,
Marco Russo, Guido Francesco Giovannone, Silvio Stanca e l’ultimo in ordine di
tempo, Eliseo Lepore.
Sequestri Lampo. E’ purtroppo una pratica veloce per fare quattrini, quella dei sequestri, soprattutto
quelli ‘lampo’. Non solo nell’Haiti sconvolta dall’estrema povertà e dalla precarietà
sociale, dove si rapisce per un riscatto misero, che a volte non arriva a cento
dollari. Anche il Venezuela si deve confrontare con questa grave piaga sociale.
Come a Haiti, anche nella repubblica Bolivariana, nella stragrande maggioranza
dei casi, i sequestri-lampo non richiedono l’intervento della polizia. Innanzi
tutto, le famiglie non li denunciano alle autorità e le trattative con i rapitori
sono dirette, veloci e tutto sommato economiche, tanto che la polizia di Chavez,
che già si deve occupare di più di 300 sequestri l’anno, li considera ancora più
pericolosi di quelli "ufficiali".
Una patata bollente. E un brutto affare quello che deve cercare di risolvere il presidente Hugo Chavez,
soprattutto in un momento come questo non brillantissimo dal punto di vista delle
relazioni internazionali. Il leader della repubblica Bolivariana, ha avuto di
recente contrasti con il presidente Usa, Bush e in questi giorni anche con il
capo del governo messicano Vicente Fox, tanto che lo stesso Fox ha miancciato
il ritiro del suo ambasciatore da Caracas, se non arriveranno scuse formali. Pensare
ad un ulteriore problema anche con l’amministrazione italiana, aggraverebbe una
situazione già non facile. 
Alessandro Grandi