scritto per noi da
"
Esquadrao da Morte Nunca Mais", "Mai più
squadroni della morte", recita lo striscione affisso davanti al tribunale
di Rio Branco nello stato brasiliano dell'Acre. E’
padre Massimo a
raccontarci dell'arresto dei Capi dello "Squadrone della Morte" che
ha terrorizzato lo Stato con delitti efferati: vittime con organi genitali
strappati o mutilate di braccia e gambe. Le colpe delle persone torturate? Aver
ostacolato i
justiceiros, così vengono chiamati questi feroci killer,
nei loro loschi traffici.
La testimonianza. Ma si perde la vita anche per molto meno. Ne sanno
qualcosa i meninos de rua, i bambini di strada, che popolano le favelas
delle metropoli brasiliane, colpevoli di piccoli furti, di non pagare i
biglietti dell'autobus, di rispondere male a un poliziotto o a un justiceiro
e puniti per questo "con una pallottola alla testa. Prima, però, vengono
torturati, le bambine violentate, i corpi gettati nelle discariche oppure fatti
a pezzi per evitare che vengano identificati". Questa la macabra
testimonianza di Jubilee Compaign, una ong inglese, che in un rapporto
intitolato "The silent War", la guerra silenziosa, snocciola
cifre da eccidio: nel solo quartiere di Rio de Janeiro, la Baixada Fluminense,
si registrano dodici omicidi al giorno, l'età media dei bambini si è abbassata
da 10-12 anni a 4–5 . La maggior parte dei delitti rimane impunito, anche per
la forte complicità della polizia di stato colpevole molte volte di questi
stessi omicidi.
“Il novantanove percento di noi"
spiega M., agente di polizia che preferisce l’anonimato "pensa che i
bambini di strada siano un problema che non ha soluzione. Assaltano le auto,
usano droghe, rubano. Se per caso li arrestiamo, dopo un mese sono di nuovo
fuori. Ci siamo veramente stufati. Pensiamo che sia meglio per tutti, e soprattutto
per loro, se li facciamo fuori senza tante storie".
Senza terra. Un altro bersaglio
privilegiato degli squadroni della morte sono i contadini del movimento
Sem
Terra, i senza terra. Questo movimento fondato negli anni Ottanta, sostiene
oltre 57mila famiglie che hanno occupato terre incoltivate in 23 stati. Negli
ultimi 10 anni dagli squadristi della morte, spesso assoldati dai latifondisti,
sono state uccisi oltre 1000
sem terra. Anche in questi casi la
connivenza della polizia militare con gli assassini è palese. Anzi, spesso la
stessa polizia diviene il braccio armato degli squadristi. Come accadde il 17
aprile 1996 nello stato di Pará, quando la polizia uccise 19 contadini
appartenente ai
Sem Terra mentre manifestavano pacificamente.
Intervento Onu. Il
presidente brasiliano Lula, nel 2003, per far fronte all’emergenza ‘squadroni
della morte’, ha chiesto l’intervento di un inviato dell’Onu, scontrandosi con
la Corte Suprema Locale, che ha poco gradito l’ingerenza dell’Onu, adducendo il
fatto che il Brasile al pari dell’Iraq vedrebbe in questo un’intromissione che
ridurrebbe la propria sovranità nazionale. La situazione è davvero
complessa. Come ha constatato l’inviata dell’Onu si tratterebbe di incriminare
i "tutori
della legge", stipendiati dallo stato, che godono di forti appoggi a livello
locale, spesso legati a criminali potenti. Nella sua riforma del sistema, il
presidente Lula rischia di trovarsi impantanato in una fitta rete fatta di
criminalità e omertà.