16/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Arrestati in Acre i capi degli squadroni della morte, sostenuti dalla polizia
scritto per noi da
Irene Lucania
 
 
Bambini delle favelas
"Esquadrao da Morte Nunca Mais", "Mai più squadroni della morte", recita lo striscione affisso davanti al tribunale di Rio Branco nello stato brasiliano dell'Acre. E’ padre Massimo a raccontarci dell'arresto dei Capi dello "Squadrone della Morte" che ha terrorizzato lo Stato con delitti efferati: vittime con organi genitali strappati o mutilate di braccia e gambe. Le colpe delle persone torturate? Aver ostacolato i justiceiros, così vengono chiamati questi feroci killer, nei loro loschi traffici.
 
La testimonianza. Ma si perde la vita anche per molto meno. Ne sanno qualcosa i meninos de rua, i bambini di strada, che popolano le favelas delle metropoli brasiliane, colpevoli di piccoli furti, di non pagare i biglietti dell'autobus, di rispondere male a un poliziotto o a un justiceiro e puniti per questo "con una pallottola alla testa. Prima, però, vengono torturati, le bambine violentate, i corpi gettati nelle discariche oppure fatti a pezzi per evitare che vengano identificati". Questa la macabra testimonianza di Jubilee Compaign, una ong inglese, che in un rapporto intitolato "The silent War", la guerra silenziosa, snocciola cifre da eccidio: nel solo quartiere di Rio de Janeiro, la Baixada Fluminense, si registrano dodici omicidi al giorno, l'età media dei bambini si è abbassata da 10-12 anni a 4–5 . La maggior parte dei delitti rimane impunito, anche per la forte complicità della polizia di stato colpevole molte volte di questi stessi omicidi.
“Il novantanove percento di noi" spiega M., agente di polizia che preferisce l’anonimato "pensa che i bambini di strada siano un problema che non ha soluzione. Assaltano le auto, usano droghe, rubano. Se per caso li arrestiamo, dopo un mese sono di nuovo fuori. Ci siamo veramente stufati. Pensiamo che sia meglio per tutti, e soprattutto per loro, se li facciamo fuori senza tante storie".
 
Sem Terra Senza terra. Un altro bersaglio privilegiato degli squadroni della morte sono i contadini del movimento Sem Terra, i senza terra. Questo movimento fondato negli anni Ottanta, sostiene oltre 57mila famiglie che hanno occupato terre incoltivate in 23 stati. Negli ultimi 10 anni dagli squadristi della morte, spesso assoldati dai latifondisti, sono state uccisi oltre 1000 sem terra. Anche in questi casi la connivenza della polizia militare con gli assassini è palese. Anzi, spesso la stessa polizia diviene il braccio armato degli squadristi. Come accadde il 17 aprile 1996 nello stato di Pará, quando la polizia uccise 19 contadini appartenente ai Sem Terra mentre manifestavano pacificamente.
 
Poveri accampati su cartoniIntervento Onu. Il presidente brasiliano Lula, nel 2003, per far fronte all’emergenza ‘squadroni della morte’, ha chiesto l’intervento di un inviato dell’Onu, scontrandosi con la Corte Suprema Locale, che ha poco gradito l’ingerenza dell’Onu, adducendo il fatto che il Brasile al pari dell’Iraq vedrebbe in questo un’intromissione che ridurrebbe la propria sovranità nazionale. La situazione è davvero complessa. Come ha constatato l’inviata dell’Onu si tratterebbe di incriminare i "tutori della legge", stipendiati dallo stato, che godono di forti appoggi a livello locale, spesso legati a criminali potenti. Nella sua riforma del sistema, il presidente Lula rischia di trovarsi impantanato in una fitta rete fatta di criminalità e omertà. 
Categoria: Bambini, Costume
Luogo: Brasile
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