14/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



In Nicaragua si affaccia un'alternativa al bipolarismo: Herty Lewites, sandinismo puro
scritto per noi da
Carlo Carlucci
 
Protesta in Nicaragua contro la corruzione
Fino a ieri le opzioni circa il futuro politico (elezioni al novembre 2006) del Nicaragua erano due: il ritorno alla presidenza di Daniel Ortega o l’elezione di un candidato neoliberista. Di fatto il potere politico (oltre che una parte consistente del potere economico) è sempre rimasto in mano agli Ortega & Company.

Spiragli.
Ma qualcosa ha cominciato a muoversi, vi sono dei segnali che aprono la speranza di una terza via. Herty Lewites, un sandinista di spicco della prim’ora, ( il fratello Israel Lewites è nel Panteon dei grandi eroi caduti per la Rivoluzione) dopo alcuni anni di indugi  e qualche passo reticente, espulso dallo FSLN, ha fondato il ‘Movimento per il riscatto del Sandinismo e la vittoria elettorale del 2006’. La decisione di riprovare a correre da solo e sempre sotto la bandiera del sandinismo gli è venuta proprio dall’esperienza e dalla popolarità raggiunta come sindaco di Managua. Il valore della sua azione politica (unita ad una  assoluta integrità morale) gli ha permesso di ampliare il consenso popolare e dunque la base su cui poggiare per puntare a due obiettivi, ineludibili entrambi: l’elezione a Presidente della repubblica e la maggioranza nel parlamento. Alcune forze politiche si sono già unite a lui, ultimi i socialisti e, quel che più conta forse, agli occhi dell’elettorato, è iniziata la diaspora  dei sandinisti ‘puliti’ verso il suo Movimento: Ernesto Cardenal, la scrittrice Gioconda Belli, l’eroica comandante guerrigliera Monica Baltodano e altri nomi di spicco del sandinismo si sono schierati  con lui.  La Spagna di Zapatero è con lui e pure con lui è Lula e tutta la sinistra in America Latina eccezion fatta per Fidel Castro e Chavez.
 
Donna con cartello "No alla corruzione"Tentacoli. Una delle critiche che gli vengono mosse è di non aver ben precisato il suo programma politico, ma il fatto è che egli non ha potuto ancora liberarsi dai tentacoli, dalle trappole e dalle maglie  continuamente tese da quell’astutissimo politico che è Ortega e la sua non sarà una vita facile, né tantomeno scontata la sua vittoria anche se i sondaggi lo danno in costante, indeflettibile ascesa. Del resto Ortega non può spingersi più di tanto contro di lui in quanto sa che l’ex compagno conserva i suoi bravi scheletri nell’armadio. L’America Latina sta cambiando sospinta da un nuovo orgoglio e da una nuova coscienza che hanno fatto fallire il vertice delle Americhe di Mar della Plata . Solo il Messico di Fox si è schierato con le multinazionali del nord (perché parlare di USA o di Canada?). Oramai tutti sono consapevoli di quanto si nasconde dietro l’etichetta del ‘libero commercio’. L’azione di Lewites in Nicaragua si inserisce in questo vento di novità. Sandino non era marxista ( un ideologia rispettabile, ma nata e  applicabile altrove). La rivoluzione nicaraguense fu autenticamente popolare, ma la stragrande maggioranza di coloro che avevano combattuto non voleva un regime e un’economia socialisti, quali furono imposti al paese dai vertici dello Fsln (Ernesto Cardenal in primis). Gli stessi cooperanti cubani lo suggerivano più o meno apertamente: 'Non ripetete i nostri errori, non copiateci, trovate la vostra via’. Ma la dittatura del partito unico e quindi il potere a vita erano tentazioni troppo grandi per quei giovani rivoluzionari che tanto poco avevano avuto dalla vita. Anche i cooperanti russi rimanevano allibiti. Ricordo un ingegnere che, nel vedere le frotte di ragazzini abbandonati nelle strade, senza nessuna istituzione che si occupasse di loro, mi raccontava come nella Russia del ’18, le prime misure del governo rivoluzionario erano verso i bambini e la gioventù  che rappresentavano il futuro della nuova patria. ‘Questi Comandanti pensano solo a sé e non al futuro del paese’, concludeva  sconsolato.
 
Herty LewitesContro le bustarelle. Il nuovo sandinismo che si raccoglie sotto la bandiera di Lewites vuole ricominciare appunto da Sandino: il riscatto mai avvenuto dei diseredati dentro una Patria che sappia finalmente accoglierli.
Alcuni stralci da una lettera di un ‘umile soldato’ indirizzata a Lewites e pubblicata da ‘El Nuevo Diario’, organo di stampa vicino allo FSLN, bene riassumono lo stato d’animo e le aspettative dei tanti che hanno lottato e ci hanno creduto: ‘ Se il suo impegno è col popolo, con l’onestà, contro le bustarelle e la generale corruzione, allora può contare su questo umile soldato ( Juan Bosco Acosta Lopez) il quale anche se qui sta parlando per sé, rappresenta tuttavia il sentimento di migliaia di sandinisti, impegnati nelle lotte sociali, stanchi di vedere un futuro senza speranza per i propri figli, stanchi di corruzione, di demagogia, di politici insensibili. Stanchi, ma con l’ansia di un futuro migliore.
Signor Herty, nella sua battaglia il Nicaragua le chiede un impegno solido, senza marce indietro, senza menzogna,  l’impegno verso un paese sventurato vittima dei suoi figli degeneri. Non tradisca la sua Patria e neppure noi che a poco a poco incominciamo a darle il nostro aiuto. Che Dio la benedica.’
 
Categoria: Politica
Luogo: Nicaragua
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