13/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



In Giordania la popolazione scende in piazza contro il terrorismo
scritto per noi da
Rosarita Catani
 
 
 
Dopo gli attentati migliaia di persone sono scese in piazza in Giordania per condannare il terrorismo. Dimostrazioni spontanee in tutte le città del regno hascemita: ad Amman, a Maan, a Salt, a Irbit e in altre città, dove i manifestanti innalzavano bandiere e manifesti di re Abdallah II di Giordania. Il vice primo ministro Marwan Muasher, durante una conferenza stampa nella capitale, ha riferito che sono dodici i sospetti fermati dalla polizia perchè considerati in qualche modo coinvolti negli attentati compiuti nei tre alberghi di Amman, nei quali hanno perso la vita 57 persone.
 
uno degli alberghi devastati di ammanLa gente è scesa in piazza anche venerdì mattina, subito dopo il sermone. Nelle moschee gli imam hanno condannato l'attacco terroristico ribadendo che questi atti non hanno niente a che fare con l'Islam e con i suoi insegnamenti. Molti giovani per le strade innalzavano cartelloni e bandiere della Giordania. Un gruppo di giovani abitanti nel quartiere di Shafa Badran, nella periferia nord di Amman, si è radunato davanti alla moschea per organizzare un corteo di macchine fino al centro della città. Hanno addobbato le loro macchine con bandiere giordane e hanno scritto manifesti e volantini. Il corteo ha raggiunto Jabal Amman, dove ci sono due dei tre alberghi internazionali colpiti dagli attentatori suicidi. Al passaggio delle macchine, le persone salutavano. Anche la polizia locale, in assetto di guerra con macchine blindate ed armamenti vari, per la prima volta da quando vivo in questo Paese, lasciava passare tutti senza battere ciglio.
 
manifestazioni di giordani contro il terrorismoDi fronte al Radisson e al Days Inn, due delle strutture alberghiere colpite, un altro corteo di cittadini manifestava la propria condanna agli attentati. Dolore, rabbia e costernazione fra i cittadini giordani che sono decisi a non lasciarsi intimorire. Chi ha compiuto questi attentati è nemico del popolo arabo, è nemico dell'Islam e non ha religione. Questo il grido della gente comune nelle strade. Hineid, una giovane donna, dice: " Sono rimasta sconvolta quando ho sentito e visto le immagini alla televisione l'altra notte. E' stato orribile. Sono qui oggi per dare il mio sostegno al Re, per l'unità della Giordania, per il mio popolo e per la fine degli attacchi terroristici". Una giovane madre si fa largo tra la gente tenendo i suoi due figli per mano, e dicendo: "Questo non è un attacco contro il Governo, è un attacco contro un popolo indifeso. E' un'ingiustizia contro la nostra religione che è una religione di pace ed è per questo che oggi marcio per le strade della città. Per lanciare il nostro messaggio di Pace".  Anche a Zarqa, città natale del famigerato al Zarqawi, la popolazione prende le distanze da quanto è successo. Mentre prima approvavano le operazioni effettuate dal leader di Al Qaeda in Iraq contro gli statunitensi, adesso ne prendono le distanze. "Attaccare della gente innocente non ha niente a che vedere con l'Islam", dice un giovane abitante della cittadina. Anche il Profeta Mohammed, quando iniziò a predicare l'Islam, diceva ai fedeli: "In qualsiasi città andate a professare la nostra religione in nome di Dio e dell'Islam. Non uccidete la gente innocente, nè quella del vostro sangue, nè quelli della vostra religione, abbiate cura della loro terra e non togliete neanche un ramo dagli alberi che loro hanno coltivato. Questo e' l'Islam".
Categoria: Guerra, Politica, Popoli
Luogo: Giordania