Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.44- 2005 dal 4 al 10/11
Cecenia e Caucaso. Il
3 novembre a Khasavyurt, in Daghestan,
8 guerriglieri ribelli sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza.
A Grozny un soldato russo è stato ucciso dall’esplosione di una bomba artigianale.
A Nazran, in Inguscezia, la polizia ha ucciso due militanti islamici.
Il 4 sempre a Nazran i ribelli hanno ucciso un funzionario dell’Fsb, i servizi segreti russi.
E il 5, nella stessa città, 2 agenti della polizia speciale sono stati uccisi in un agguato.
Nel distretto ceceno meridionale di Itum-Kalè un soldato russo è stato ucciso in uno scontro a duoco con i guerriglieri.
Il 6 nel centro di Grozny un ragazzino è rimasto ucciso in circostanze non chiarite.
Il 7 nella zona di Baba-Yurt, in Daghestan, le forze armate hanno ucciso un miliziano ceceno.
Nel distretto ceceno di Itum-Kalè un soldato russo è stato ucciso in un combattimento.
Nella zona di Ram-Yurt, in Daghestan, un militante islamico è stato ucciso.
L’8 un altro ribelle è stato ucciso a Baba-Yurt, in Daghestan.
Il 9 le forze russe hanno bombardato con granate il villaggio di Starie-Atagi, a
sud di grozny, ferendo 7 civili e danneggiando otto abitazioni.
Nel distretto di Shali un soldato russo è stato ucciso dai guerriglieri.
Secondo i guerriglieri ceceni, tra il 7 e l’8 almeno 18 soldati russi sono stati
uccisi in diversi scontro a fuoco verificatisi nei distretti meridionali di Vedenò,
Itum-Kalé, Nojay-Yurt e Kurchaloy.
Colombia. Il 7 sospetti guerriglieri hanno aperto il fuoco contro un autobus di pendolari,
scambiato per un veicolo militare. Il fatto è avvenuto nel nord della Colombia.
Secondo la ricostruzione della polizia sono rimaste uccise madre e figlia di 16 anni. Feriti altri tre civili. "Un gruppo armato ha fatto fuoco sull'autobus mentre
stava viaggiando nei pressi di Granada, a 200 chilometri a nordovest di Bogota,
nello stato di Antiquia", ha affermato un poliziotto.
Pakistan. Il 5, 8 persone sono rimaste uccise per un’esplosione nel Waziristan del nord,
regione al confine con l’Afghanistan. L’incidente è avvenuto in una casa di Mosaki,
a 20 chilometri da Miranshah, la principale città del Waziristan del nord, mentre
presunti terroristi – tra cui anche una donna - stavano preparando alcuni ordigni.
La regione è teatro del conflitto tra esercito pachistano e militanti facenti
parte di diversi gruppi tribali e dei talebani.
India. Il 6, è' di 3 morti e un imprecisato numero di feriti il bilancio delle
violenze che hanno scosso un villaggio dell'india settentrionale. A fronteggiarsi un gruppo di induisti e uno di musulmani, accusati dai primi
di aver macellato alcune vacche, animale sacro per gli indù. Le successive indagini
della polizia hanno però stabilito che le accuse erano false.
Kashmir indiano. Il
4,
2 presunti ribelli islamici sono stati uccisi dall’esercito indiano nei pressi della Linea di controllo, ovvero la frontiera che divide il Kashmir
indiano da quello pachistano. “Abbiamo chiesto loro di fermarsi, ma hanno aperto
il fuoco contro di noi”, ha detto Vijay Batra, portavoce dell’esercito indiano.
Gli scontri tra militanti musulmani e soldati indiani continuano nella regione
himalayana, nonostante la grave situazione causata dal terremoto dell’8 ottobre
scorso: quasi 75mila persone sono morte e centinaia di migliaia sono gli sfollati
bisognosi di soccorso. Negli ultimi giorni alcuni passi in avanti sono stati fatti
da Islamabad e Nuova Delhi che si sono accordate per aprire la Loc al passaggio
degli aiuti umanitari.
Sri Lanka. Il 5, un esponente di un partito moderato Tamil è stato ucciso mentre distribuiva il
giornale del suo movimento. Sotto accusa per l'omicidio sarebbero i ribelli delle Tigri, che da oltre vent'anni
sono in guerra per ottenere l'indipendenza della regione e che spesso in passato
hanno preso di mira esponenti dei partiti moderati. Intanto il governo ha fatto
sapere che il mese scorso sono state venti le vittime causate dalle Tigri, tra
queste soprattutto militari e poliziotti
Nigeria. Il 7 le forze di sicurezza ugandesi hanno riferito di aver ucciso nel fine settimana 6 ribelli del Lord's Resistance Army (Lra) e di aver liberato 8 uomini che i rivoltosi
avevano rapito la scorsa settimana. I raid dell'esercito sono stati condotti nel
distretto di Adjumani, nel nord del paese.
Sudan. Il 7 ribelli ugandesi del Lord's Resistance Army (Lra) sono accusati di aver ucciso in un agguato un operatore umanitario inglese nel Sudan meridionale. Collin Lee, 67 anni, era alla guida della sua auto quando
è stato attaccato. Ma gli attacchi non sono una casualità. Cinque giorni prima
due uomini, un sudanese e un iracheno, erano stati uccisi nella città di Juba, sempre nella regione meridionale del Sudan. Esperti del
conflitto hanno dichiarato che i ribelli hanno cominciato questi attacchi in risposta
alla dichiarazione della Corte Internazionale di Giustizia, che ha reso noto,
il 14 ottobre scorso, di voler processare cinque comandanti del Lord's Resistance
Army.
Repubblica democratica del Congo. Il 7 ribelli ruandesi Hutu hanno ucciso 3 civili e incendiato molte abitazioni
a Bingi, un villaggio a nord della ragione del Kivu. La presenza di ribelli Hutu
appartenenti alle Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda (Fdlr) è considerata
dalla comunità internazionale una minaccia per la pace tra i due paesi. L'esercito
ruandese aveva infatti invaso il Congo orientale nel 1997, con l'obiettivo di
dare la caccia ai guerriglieri, accusati di essere responsabili del genocidio
del Paese del 1994. La guerra congolese ha provocato più di 3 milioni di morti.
Il governo congolese, dopo gli accordi di pace del 2002, ha più volte accusato
il governo di Kigali di aver infiltrato clandestinamente nel proprio territorio
contingenti armati.
Somalia. Il 5 la capitale somala Mogadiscio è stata scossa nella notte da violenti combattimenti
che hanno causato la morte di 4 persone e il ferimento di altre 12. Secondo il
governo di transizione somalo, si sarebbe trattato di una insurrezione popolare
contro un gruppo islamico che farebbe parte della cosiddetta Corte Nazionale,
movimento radicale islamico che sta cercando di prendere il potere nella capitale.
Il 6 9 persone hanno perso la vita nell'attentato contro il primo ministro somalo
Ali Mohamed Gedi. Il convoglio sul quale viaggiava il politico è stato attaccato
con un fitto lancio di granate. Gedi è rimasto illeso. Al momento si hanno notizie
di almeno 20 persone ferite.
Etiopia. Per oltre una settimana il paese è stato scosso da violenze dovute alla reazione
della polizia e dell’esercito alle manifestazioni di protesta contro il governo
accusato di aver manipolato i risultati delle elezioni. Il bilancio degli scontri
è tuttora imprecisato, ma almeno 50 persone sono state uccise.
Israele – Palestina
Il 3, Ahmed Islam Hatib, palestinese di 13 anni, è stato ucciso a Jenin dal fuoco di soldati israeliani. Miliziani palestinesi hanno sparato un colpo
di mortaio dalla Striscia di Gaza verso il territorio israeliano, ferito lievemente
un soldato.