04/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un giornalista israeliano racconta la paura dell'atomica iraniana
scritto per noi da
Dan Rabà

 
 
fungo atomicoIl Comizio aspramente antisraeliano e antisemita del presidente Iraniano  Mahmoud Ahmadinejad è stato recepito molto negativamente in Israele. Il Paese è nato come risposta al tentativo di sterminio nazista.
L’opinione originaria degli ebrei era: " il mondo vuol distruggerci, nessuno ci è venuto in aiuto, dobbiamo imparare a difenderci da soli. L’esercito israeliano è l’unica garanzia di soppravivenza per noi”
 
Fu così che nel 1981 Israele decise di distruggere il reattore nucleare iracheno*. Oggi gli statunitensi e gli europei sono terrorizzati dall’idea che Israele possa distruggere il reattore iraniano. Idea logica secondo la mentalità israeliana: nel momento che l’Iran avrà una bomba atomica, se Stati Uniti e Unione Europea non fermeranno il governo iraniano, Israele inevitabilmente distruggerà  il reattore. La minaccia è troppo forte!
I servizi segreti israeliani si occupano della situazione in Iran costantemente,  e regolarmente vengono fatte relazioni alla Commissione Sicurezza del Parlamento. La  questione è oggetto di dibattiti e simulazioni nelle diverse istanze militari. Secondo queste fonti l’Iran è prossimo a raggiungere le tecnologie atte a costruire la bomba atomica in un periodo che va da 6 mesi a un anno.
 
l'impianto atomico di Osirak in IraqSi ritiene che le conoscienze in materia siano state acquisite in Iran quando, disgregandosi l’Unione
Sovietica, scienzati e militari russi si sono trasferiti in Iran e hanno venduto le informazioni in loro possesso.
La politica israeliana mira a ottenere e portare le informazioni alla comunità internazionale. Sperando che le Nazioni Unite e i suoi organismi si mettano in moto. Intanto  l’esercito e i servizi segreti israeliani sono sempre in allerta. Per quanto riguarda l’opinione pubblica in Israele, la paura dell’Iran è ancora lontana rispetto, alla preoccupazione dei terroristi palestinesi e della Siria. Rimane il nervo scoperto dell’antisemitismo e ogni volta che un nemico comune vuole distruggere il popolo d'Israele, anche se solo con una minaccia così rozza, il popolo ebraico si unisce e si compatta.
Con una risposta forse meno brillante si può affermare che il nuovo presidente Mahmoud Ahmadinejad, che ha recentemente vinto le elezioni, deve dimostrare la sua diversità dal suo predecessore Khatami, uomo di fede e apparentemente più moderato. Attaccare violentemente Israele è un modo per dire che sono cambiate le cose e che adesso l’Iran è più radicale e più pericoloso. Il governo israeliano ricorda sempre che il pericolo dell’Islam radicale minaccia anche l’Europa e l’America che sono già state ferite dalla violenza terrorista.
 
* Il 7 giugno 1981 gli aerei da combattimento dell'aviazione israeliana attaccarono e bombardarono il reattore nucleare di Osirak, in Iraq. L'azione fu presentata come atto di difesa preventiva in quanto il governo di Tel Aviv riteneva che il regime dell'allora dittattore iracheno saddam Hussein avesse sviluppato la tecnologia per la produzione della bomba atomica e si accingesse a utilizzarla contro Israele.