scritto per noi da
Dan Rabà

Il Comizio aspramente antisraeliano e antisemita del presidente Iraniano Mahmoud
Ahmadinejad è stato recepito molto negativamente in Israele. Il Paese è nato come
risposta al tentativo di sterminio nazista.
L’opinione originaria degli ebrei era: " il mondo vuol distruggerci, nessuno
ci è venuto in aiuto, dobbiamo imparare a difenderci da soli. L’esercito israeliano
è l’unica garanzia di soppravivenza per noi”
Fu così che nel 1981 Israele decise di distruggere il reattore nucleare iracheno*.
Oggi gli statunitensi e gli europei sono terrorizzati dall’idea che Israele possa
distruggere il reattore iraniano. Idea logica secondo la mentalità israeliana:
nel momento che l’Iran avrà una bomba atomica, se Stati Uniti e Unione Europea
non fermeranno il governo iraniano, Israele inevitabilmente distruggerà il reattore.
La minaccia è troppo forte!
I servizi segreti israeliani si occupano della situazione in Iran costantemente, e regolarmente vengono fatte relazioni alla Commissione Sicurezza del Parlamento.
La questione è oggetto di dibattiti e simulazioni nelle diverse istanze militari.
Secondo queste fonti l’Iran è prossimo a raggiungere le tecnologie atte a costruire
la bomba atomica in un periodo che va da 6 mesi a un anno.

Si ritiene che le conoscienze in materia siano state acquisite in Iran quando,
disgregandosi l’Unione
Sovietica, scienzati e militari russi si sono trasferiti in Iran e hanno venduto
le informazioni in loro possesso.
La politica israeliana mira a ottenere e portare le informazioni alla comunità
internazionale. Sperando che le Nazioni Unite e i suoi organismi si mettano in
moto. Intanto l’esercito e i servizi segreti israeliani sono sempre in allerta.
Per quanto riguarda l’opinione pubblica in Israele, la paura dell’Iran è ancora
lontana rispetto, alla preoccupazione dei terroristi palestinesi e della Siria.
Rimane il nervo scoperto dell’antisemitismo e ogni volta che un nemico comune
vuole distruggere il popolo d'Israele, anche se solo con una minaccia così rozza,
il popolo ebraico si unisce e si compatta.
Con una risposta forse meno brillante si può affermare che il nuovo presidente
Mahmoud Ahmadinejad, che ha recentemente vinto le elezioni, deve dimostrare la
sua diversità dal suo predecessore Khatami, uomo di fede e apparentemente più
moderato. Attaccare violentemente Israele è un modo per dire che sono cambiate
le cose e che adesso l’Iran è più radicale e più pericoloso. Il governo israeliano
ricorda sempre che il pericolo dell’Islam radicale minaccia anche l’Europa e l’America
che sono già state ferite dalla violenza terrorista.
* Il 7 giugno 1981 gli aerei da combattimento dell'aviazione israeliana attaccarono
e bombardarono il reattore nucleare di Osirak, in Iraq. L'azione fu presentata
come atto di difesa preventiva in quanto il governo di Tel Aviv riteneva che il
regime dell'allora dittattore iracheno saddam Hussein avesse sviluppato la tecnologia
per la produzione della bomba atomica e si accingesse a utilizzarla contro Israele.