04/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un giornalista di Teheran offre una lettura critica degli ultimi avvenimenti
Scritto per noi da
Hamed Rouzbehani*

Le dichiarazioni della settimana scorsa del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad hanno scosso il mondo. Anche se il concetto di eliminare lo stato “illegittimo” israeliano esisteva già, dai tempi di Imam Khomeini, nella dialettica politica iraniana,  l’annuncio non era mai stato fatto così chiaramente o, per meglio dire, non era stato così intensamente trattato dai mass media.
 
lo scià iraniano reza paleviUna lunga storia. L’ostilità verso Tel Aviv e quella verso Washington sono un elemento essenziale dell’ideologia della repubblica islamica, perché coincide con la nascita stessa del movimento rivoluzionario islamico in Iran, e la teocrazia iraniana, da difensore dei diritti dei musulmani, richiede sempre alla società internazionale di condannare la politica israeliana, ma questo non basta a spiegare quanto è accaduto.
Al tempo dello scià, l’Iran era l’alleato principale degli Stati Uniti e d’Israele nel Medio Oriente. Per questo, nei paesi arabi, iraniano è stato per molti anni sinonimo di traditore. Correva addirittura voce che certe truppe del regime dello scià, che massacravano la folla scesa nelle strade, erano composte da israeliani. I capi dell’opposizione erano convinti che l’occupazione di Gerusalemme fosse un' offesa ai musulmani del mondo e che i rapporti irano-israeliani fossero una vergogna. Proprio l’odio antiamericano e antiisraeliano era infatti  fra i motivi  principali che hanno portato al rovesciamento della monarchia in Iran, dopo migliaia di anni, e alla nascita della prima repubblica della storia del Paese.
 
il presidente iraniano ahmadinejadIl grande gelo. Dopo la rivoluzione del 1979, l’Iran non ha mai riconosciuto lo stato d’Israele. Non ha mai avuto nessun rapporto con il suo governo e lo ha sempre accusato di essere coinvolto nei complotti contro la sicurezza nazionale della repubblica islamica. D’altronde gli israeliani accusano l’Iran di finanziare i gruppi armati palestinesi e il partito armato sciita degli Hezbollah in Libano, anche se quest’accusa è sempre stata respinta da Teheran. La tensione si fa sentire di tanto in tanto anche nelle vicende sportive. Gli atleti iraniani hanno sempre rifiutato di presentarsi in competizioni dove gareggiassero anche gli israeliani, sia nelle Olimpiadi, sia nelle gare mondiali di tutti gli sport. L’anno scorso per esempio, quando la squadra tedesca del Bayern di Monaco partiva per Israele dove doveva giocare una partita di Champions League, il suo calciatore iraniano Haschemian è rimasto in Germania, perché le leggi iraniane vietano l’ingresso ai propri cittadini nei Territori Occupati.
 
un murales per le strade di teheranUna svolta. Ahmadinejad quindi, fedele a tutti gli ideali antisionisti degli anni Ottanta in Iran, non ha voluto seguire l’esempio dei leader iraniani degli ultimi sedici anni i quali, secondo gli islamisti più ferventi, compresi i redattori dei giornali conservatori come Parto, Kayhan e Yalessarat, avevano spesso deviato dalla teoria della rivoluzione islamica adottando toni moderati verso Israele. Negli ultimi sedici anni, quelli della presidenza di Rafsanjani e Khatami, le autorità iraniane hanno adottato un linguaggio diplomatico e la strategia dominante della politica estera iraniana era diretta ad attenuere le tensioni con il resto del mondo. Così molti non pensavano a una ripresa dei toni aspri verso Israele. Ma l’elezione dall’ex sindaco di Teheran alla presidenza della Repubblica, che ha sorpreso tutti gli osservatori internazionali, ha cambiato l'indirizzo di politica estera.
Molti credono che Mahmoud Ahmadinejad non abbia esperienza sufficiente come uomo politico e sia facile preda delle emozioni. Per esempio, secondo Sadegh Saba, l’analista di BBC in persiano, “il presidente politicamente inesperto(...) non immaginava che le sue parole avrebbero provocato una reazione mondiale così grande. Queste dichiarazioni hanno reso un grande servizio a quelli che chiedevano un approccio ancora più duro verso l’Iran;  è praticamente un auto-goal”.
 
cortei a teheranFuturo ignoto. Ahmad Zeidabadi, specialista del Medio Oriente, scrive che queste parole sono un aiuto per Israele, dove i partiti di destra sanno benissimo strumentalizzarle, distogliendo così l’opinione pubblica internazionale dalla questione palestinese. La reazione negativa da parte dei palestinesi e dei riformisti iraniani, soprattutto quella dell’ex presidente Khatami, dipende proprio da questo. La guida suprema ha spiegato che Ahmadinejad  intendeva solo dire che la resistenza del popolo palestinese alla fine riuscirà a rovesciare Israele, ma ha comunque appoggiato la destituzione di alcuni ambasciatori dell’Iran all’estero che avevano più o meno velatamente criticato le affermazioni di Ahmadinejad. Il futuro dei rapporti internazionali iraniani, fino a quando i nuovi ambasciatori saranno nominati, è più ignoto che mai. Proprio quando di deve decidere sul nucleare e Israele chiede l’esclusione dell’Iran dalle Nazioni Unite.
Categoria: Politica
Luogo: Iran
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