04/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La figlia del Che, fra medicina e movimenti di libertà. Un esempio per i giovani
Aleida Guevara durante la manifestazione in onore del padre Ernesto Che GuevaraAleida Guevara è una dottoressa cubana, esperta d’allergie e con un’enorme volontà di essere d’aiuto al prossimo, soprattutto se più debole. Aleida è anche una fervente attivista vicina a tutti i movimenti sociali dell’America Latina, soprattutto al Movimento sem Terra brasiliano che secondo lei è “il movimento più bello, più forte che c’è in questo momento in Sud America”, ma è anche un’ottima interprete delle idee del movimento delle madri dei Plaza de Mayo.
Prima d’essere tutto questo, però, Aleida Guevara è conosciuta perché è la figlia del guerrillero heroico, Che Guevara.
Lo sguardo fiero è incredibilmente uguale a quello del padre e incute soggezione. Anche le sue riflessioni sullo stato attuale della società cubana fanno tornare in mente i discorsi romantici del rivoluzionario argentino che alle parole preferiva i fatti.
“Cosa manca a Cuba? Soprattutto tranquillità, ecco cosa manca. Perché l’amministrazione degli Stati Uniti minaccia di invaderci militarmente. Ma non solo. Il nostro grande problema è il bloqueo. Senza libertà di poter fare entrare capitali, senza la libertà di poter gestire l’economia nazionale nel modo migliore per il popolo, le cose si fanno difficili.”, racconta la dottoressa Guevara, 44 anni di età, vissuti in “compagnia” del blocco.
  
Aleida GuevaraIl rispetto. “Ma, in generale, manca il rispetto per il popolo cubano, anche a livello internazionale. La cara e vecchia Europa e il moderno nuovo continente nord americano, non possono più trattare tutti ‘gli altri’ con disprezzo, come se noi fossimo poca cosa. L’Europa è andata avanti per molti anni sfruttando l’America Latina, ad esempio comprando le ‘nostre terre’ ad un prezzo molto basso, come avvenuto in Brasile, Venezuela, Argentina.” Aleida non risparmia qualche critica nemmeno ai turisti europei. “Quando un cittadino europeo viene a Cuba deve sapere che non potrà trovare quello che trova in Europa. Quando un capitalista europeo viene a Cuba deve tenere conto della diversità della società cubana. Non si può traslare un modello di società. Un modello di vita. Ogni Stato ha le sue differenze. Soprattutto però mi sento di sottolineare la mancanza di conoscenza intorno a tutto quello che riguarda la nostra isola. A cominciare da tutti quelli che sostengono che a Cuba non ci sono mai elezioni. Non sanno quello che dicono”.
  
Aleida alla conferenzaContro il Bloqueo. “Senza il bloqueo, con una vera possibilità di libero commercio si permetterebbe lo sviluppo reale del popolo cubano. Così non mancherebbe più il cibo, non mancherebbe per tutti i popoli dell’America Latina la possibilità di cambiare la loro società, che in questo momento è diseguale.”
Il governo cubano ha fatto della solidarietà uno dei suoi punti di forza. In giro per i Paesi del Sud America lavorano migliaia di medici cubani, inviati da Fidel Castro per mettere la loro esperienza a disposizione delle popolazioni più bisognose. “In Venezuela ci sono 23mila professionisti della salute cubani, ad Haiti ce ne sono 240 e la nostra medicina in generale è riconosciuta come una delle migliori del pianeta, ma questo non viene mai messo in risalto. Perché fa paura. Dimostrare che un paese considerato del “terzo mondo”, cambiando il suo sistema sociale, può fare qualcosa di molto grande per il suo popolo, crea timori nelle grandi potenze”.
  

Alessandro Grandi

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