04/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.43- 2005 dal 28/10 al 3/11
Israele - Palestina
Il 27, l’ esercito israeliano ha lanciato un attacco aereo vicino a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza, 7 persone sono rimaste uccise e 15 ferite. 2  degli uccisi appartenevano alla Jihad Islamica.
Il 28, è morto un miliziano di al-Fatah, ferito giovedì da un missile sparato da un aereo israeliano nel nord della Striscia di Gaza.
IL 30, soldati israeliani hanno ucciso 2 militanti della Jihad Islamica a Qabatiya, nel nord della Cisgiordania.
IL 31, un attivista palestinese che stava piazzando un esplosivo a Kabatiya è stato ucciso nella notte dai soldati israeliani.
L’1, 2 miliziani delle Brigate dei martiri di al-Aqsa e di Ezzedin al-Qassam sono stati uccisi da razzi sparati da elicotteri israeliani contro la loro jeep mentre attraversavano il campo profughi di Jabalya.
Il 2, un palestinese armato è stato ucciso dal fuoco di soldati israeliani durante uno scontro a fuoco nel villaggio di Kabatya, vicino a Jenin. Un soldato israeliano è stato ucciso durante un’operazione nel villaggio cisgiordano di Mirka, vicino a Jenin. Un palestinese è stato ferito dai soldati israeliani a Nord della Striscia di Gaza. Una donna è stata lievemente ferita dai razzi qassam caduti su Sderot.

Algeria
Il 28, Nella regione di Boumerdes, a est di Algeri, un islamista pentito è stato assassinato da un gruppo di integralisti.
3 uomini armati sono stati uccisi dalle forze di sicurezza durante un rastrellamento nella zona montagnosa di Ain El Berd, ad ovest Algeri.
Il 30, 8 integralisti del Gspc e 4 militari sono morti negli scontri avvenuti nella regione di Orano e in altre località del Paese.
 
Cecenia e Caucaso
Il 27 ottobre vicino a Grozny un paramilitare filorusso è stato ucciso in un agguato della guerriglia. Secondo fonti cecene l’azione sarebbe finita con l’uccisione di 4 paramilitari e un ribelle.
Il 28 nel distretto meridionale di Vedenò un soldato russo è morto quando il suo mezzo è saltato su una mina. Nel centro di Grozny una bomba telecomandata ha ucciso 3 soldati russi.
Il 29 in Daghestan 2 guerriglieri islamici locali sono stati uccisi in uno scontro a fuco con le forze di sicurezza.
Il 30 un altro guerrigliero daghestano è stato ucciso. Nel distretto di Shatoy le forze russe hanno attaccato un villaggio distruggendo una casa e uccidendo 2 sospetti guerriglieri. Un soldato russo è morto.
Il 31 sempre nel distretto ceceno di Shatoy 2 soldati russi sono morti in uno scontro a fuoco con i guerriglieri. Nel distretto di Nojay-Yurt un guerrigliero ceceno è stato ucciso in un altro combattimento.
Il novembre a Nalchik, in Cabardino-Balcaria, le forze speciali hanno ucciso un sospetto terrorista.
Secondo fonti cecene, nel distretto di Vedenò i guerriglieri avrebbero ucciso 6 soldati russi e avrebbero perso un combattente. E nel distretto di Shali in un altro combattimento sarebbero morti 2 soldati russi e 2 ribelli ceceni, e di un agguato nel distretto di Gudermes costato la morte di 3 soldati russi.
La stessa fonte dà notizia di nuovi combattimenti il 2, sempre a Vedenò, che sarebbero finiti con l’uccisione di 8 soldati russi. Il distretto è stato poi bombardato dai caccia e dall’artiglieria russa.
A Grozny un soldato russo è morto per l’esplosione di una bomba telecomandata.
Nel distretto di Vedenò 2 paramilitari filorussi sono morti in uno scontro a fuoco con i ribelli.
A Nazran, in Inguscezia, la guerriglia ha ucciso un ufficiale di polizia.
 
Zanzibar (Tanzania).
Il 30, in occasione delle elezioni presidenziali tenutesi nell’arcipelago di Zanzibar, pesanti scontri sono scoppiati tra la polizia e i sostenitori del Cuf (Civic United Front), il fronte di opposizione uscito sconfitto dalle consultazioni che ha però denunciato brogli a vantaggio di Amani Abeid Karume, il presidente uscente rieletto per un nuovo mandato. Gli scontri sono proseguiti fino al 2 provocando la morte di 9 persone, tra cui 5 manifestanti e 4 poliziotti.

Sudan
Il 2 l'organizzazione non governativa svizzera Swiss Foundation for Mine Action, impegnata in operazioni di sminamento nel sud del Sudan, ha reso pubblica la notizia della morte di 2 suoi operatori in un agguato avvenuto nei pressi di Nimule, città al confine con l'Uganda. La responsabilità dell’attacco è stata attributo ai ribelli ugandesi del Lra (Lord’s Resistance Army), operanti al confine tra i due paesi.

Rep. Dem. Congo
Il 28 i ribelli ruandesi appartenenti alle Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda hanno ucciso almeno 2 persone, mentre altre sette, tra cui tre donne e un bambino, sono state rapite. L’attacco è avvenuto nella regione del Kivu, nel Congo orientale. I ribelli ruandesi hanno rinunciato ufficialmente alla lotta armata lo scorso marzo, ma finora nessun passo è stato fatto per organizzare il loro disarmo e il rimpatrio in Ruanda. Il 2 è stata lanciata dall’esercito congolese un’operazione per espellere i ribelli dal Kivu. All’operazione partecipano anche i mezzi della Monuc, la missione Onu nel paese. Il 31 in un raid condotto da esercito e Monuc nei pressi di Burondo, nel Nord Kivu, sono stati uccisi 34 miliziani Mayi-Mayi. Giorni addietro i miliziani avevano preso in ostaggio alcuni ufficiali della commissione elettorale, liberati durante l’operazione. Le milizie Mayi-Mayi hanno aderito solo in parte al programma di disarmo al termine della guerra congolese, e alcuni gruppi operano ancora nell’est del paese.

Uganda
Il 25 e 26 una serie di attacchi condotti dai ribelli del Lra (Lord’s Resistance Army) ha provocato la morte di 2 operatori umanitari nell'Uganda settentrionale, presso i centri di Pader e Kitgum. Nell’ultimo anno il Lra è stato fortemente indebolito dalla pressione militare dell’esercito, ma continua ad attaccare obiettivi civili. La guerra in Uganda dura ormai da 19 anni e le recenti trattative di pace tra governo e ribelli sono arrivate a un punto morto.

Etiopia
Il 1 violenti scontri sono scoppiati nella capitale Addis Abeba fra le forze dell’ordine e i sostenitori dell’opposizione uscita sconfitta dalle elezioni politiche dello scorso maggio. Al momento il bilancio parla di 27 morti e 150 feriti, ma gli scontri potrebbero continuare nei prossimi giorni. L’opposizione denuncia i brogli elettorali che hanno permesso al partito del premier Meles Zenawi di uscire vittorioso dalle consultazioni, criticate anche dagli osservatori internazionali per la mancanza di trasparenza. Lo scorso maggio scontri di piazza seguiti alla pubblicazione dei risultati elettorali avevano provocato decine di morti nella capitale.

Kashmir indiano
Il 31, 5 ribelli sono stati uccisi dall'esercito indiano durante un raid in un covo di presunti estremisti islamici. Il fatto è avvenuto in una foresta del Kashmir indiano, 95 chilometri a nord della principale città del Kashmir indiano, Srinagar. Il 2, un’autobomba è esplosa a Srinagar uccidendo 4 persone e ferendone altre 14. Poche ore prima si era insediato al governo il nuovo primo ministro Ghulam Nabi Azad.
L’insurrezione dei separatisti islamici nella regione himalayana contesa da India e Pakistan è cominciata nel 1989 e finora ha causato oltre 60mila vittime.
 
Orissa
Il 2, ribelli del Centro comunista maoista hanno fatto esplodere la casa di un politico nello stato orientale di Orissa (India) uccidendo 1 persona. Secondo la polizia, il bersaglio dell'attacco sarebbe il nazionalista indù Arbind Dhali, ex deputato dell'assemblea locale che si è salvato perché non era in casa.
 
Thailandia
Il 28, 2 presunti ribelli musulmani hanno ucciso un imam e gravemente ferito un capo villaggio del sud della Thailandia.
Il 2, diverse bombe sono esplose nella provincia meridionale di Narathiwat causando almeno 1 ferito.
Nel sud del Paese almeno 1000 persone sono morte da quando, nel gennaio 2004, sono cominciati gli attacchi dei radicali musulmani contro le comunità buddiste con conseguente risposta repressiva delle forze dell’ordine.

Sri Lanka
Il 30, il capo dei servizi segreti militari dello Sri Lanka, T. M. Meedin, 39 anni, e' stato assassinato vicino alla sua casa di Kiribathgoda, alla periferia della capitale Colombo. Dall'inizio dell'anno sono già state uccise 190 persone in episodi correlati al conflitto tra ribelli separatisti tamil ed esercito governativo, nonostante la tregua in vigore dal 2002.
 
India
Il 29, 62 persone sono morte e oltre 200 sono rimaste ferite in diversi attentati che hanno colpito la capitale indiana, Nuova Delhi. Una bomba è esplosa a Paharganj, vicino alla stazione ferroviaria, uccidendo 16 persone e un’altra, pochi minuti dopo, nel quartiere affollato di Sarojini Nagar causando 43 vittime. Un terzo ordigno era stato lasciato su un autobus, ma non ha provocato morti. I tre attacchi sono stati rivendicati da un gruppo separatista kashmiro ed è probabile che gli attentatori volessero colpire il processo di pace in corso tra India e Pakistan e che ha portato all’apertura della frontiera tra i due Paesi in cinque punti dopo mezzo secolo.
 
Papua Nuova Guinea
Il 2, almeno 3 persone sono morte e 28 sono rimaste ferite nella strage che si è consumata in una scuola media della Papua Nuova Guinea tra polizia e studenti. Secondo quanto riferito dai testimoni, la polizia del Paese avrebbe fermato il preside della scuola per sottoporlo a un controllo anti-alcool in vista della festa di fine anno e gli avrebbe sottratto i soldi che erano stati raccolti per la festa. Secondo quanto riferiscono i testimoni, la polizia avrebbe poi trascinato via il preside e intanto avrebbe malmenato il vicepreside.
A quel punto i ragazzini della scuola avrebbero cominciato a correre sapaventati e la polizia a sparare. Un ragazzino è morto sul colpo, mentre altri due si sono spenti in ospedale. Diversa la versione delle forze dell'ordine che riferiscono di aver aperto il fuoco per disperdere la folla che aveva cominciato a lanciare oggetti di ogni tipo.
 
Indonesia
Il 29, nelle isole Sulawesi 3 ragazzine sono state decapitate e un’altra gravemente ferita mentre si recavano in una scuola cristiana. Le giovani stavano attraversando una piantagione di cocco nei pressi della città di Poso quando sono state attaccate. Ancora non si conoscono i colpevoli delle violenze. Le Sulawesi sono state teatro di scontri tra musulmani e cristiani nel 2001 e nel 2002, ma le tensioni non si sono mai sopite del tutto: a maggio una bomba è stata fatta esplodere nella città a maggioranza cristiana di Tentena uccidendo 22 persone e ferendone oltre 30.
 
Colombia
Il 28 ottobre, almeno 80 persone avrebbero perso la vita in uno scontro tra paramilitari e guerriglieri. Un fronte delle Farc, supportato dall'Esercito di liberazione nazionale avrebbe teso un'imboscata ad alcuni raccoglitori di coca scortati da paramilitari. Obiettivo dell'attacco, il cui esito non è ancora chiaro, sarebbe il controllo di una vasta area destinata alla coltivazione della coca.
Il 31 ottobre, un soldato venezuelano è stato ucciso in uno scontro a fuoco con uomini armati lungo il confine con la Colombia, dove guerriglieri e paramilitari colombiani spesso operano. A riferirlo una fonte militare. Il soldato è stato ucciso dopo che il fuoristrada su cui viaggiava è stato bloccato da una decina di uomini armati non identificati. Secondo la versione di un ufficiale di Guasdualito, base militare dello stato venezuelano di Apure, il soldato ha chiesto loro i documenti e il gruppo ha tirato fuori le armi, facendo fuoco.
 
 
 
 
Categoria: Guerra
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