04/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



In Croazia si creano zone sminate per i bimbi
scritto per noi da
Francesca Micheletti
 
 
In alcune zone del mondo il parco giochi non è un lusso, ma una necessità. Perché è l’unico luogo dove i bimbi possono giocare con la certezza di non calpestare una mina. I safe playgrounds, campi da gioco sicuri,  nascono proprio così: zone sminate e recintate, arricchite di altalene, scivoli e attrezzature di un comune giardino pubblico. Queste strutture, allestite dal Comitato internazionale della Croce rossa, in collaborazione con alcuni enti locali, restituiscono il diritto di divertirsi all’aperto a bambini che in molti casi non hanno mai visto un parco giochi in vita loro.
 
un playground della croce rossaIl caso Croazia. Il record del numero di campi spetta in questo momento alla Croazia, che ne ospita circa 40. Fanno parte del Mine risk education program, portato avanti dalla Croce Rossa croata. Ma ci sono campi sicuri anche in Cecenia, in Azerbaijan, nella zona di Nagorno Karabakh e in Tajikistan. Il Paese balcanico, che fu tra i primi a vedere la fine dei combattimenti durante la guerra tra le repubbliche dell’ex-Jugoslavia, è ancora insidiato da 250mila mine, distribuite su una superficie di 1174 chilometri quadrati. Dall’inizio del conflitto nel 1991, le vittime di questo tipo di ordigni sono state 1743, tra le quali 81 bambini.
A rischio adesso sono in particolare coloro che stanno facendo ritorno nelle case abbandonate durante il conflitto, dove potrebbero trovare brutte sorprese. Ma chiunque abiti in una delle 12 contee minate (su un totale di 21) deve stare molto attento. Non solo i bambini, ma anche gli adulti che per lavoro o necessità si trovano a passare nelle zone meno frequentate, come i boschi e i dintorni di fiumi e laghi.
 
una mina antiuomoEducare al rischio. “Infanzie spensierate sono state spazzate via da incidenti con le mine – spiega Vjiorga Roseg, responsabile del progetto per Zagabria - e per evitarli serve una vera e propria educazione al rischio”. Difficile spiegare a chi frequenta un asilo o una scuola elementare che sul terreno potrebbero trovarsi macchine di morte in grado di portargli via un arto, o addirittura ucciderlo. Come è accaduto a Slavko Liovic, 25 anni, che lo scorso aprile ha perso una gamba in un’esplosione in cui è morto l’amico che gli stava di fianco.
“Non sempre i bambini capiscono perché le mine sono lì - aggiunge Annick Bouvier, funzionaria per l’Europa Orientale nella sede centrale della Icrc a Ginevra – ma ne avvertono le conseguenze”. Molte delle attività nei campi sono finalizzate a sensibilizzare genitori e figli rispetto al pericolo che si può celare in terra. I metodi sono disparati: dal dipingere e indossare t-shirt colorate con la scritta “Bambini attenti alle mine!” all’allestimento di teatrini con pupazzi per spiegare la questione ai piccoli senza spaventarli.
Spesso sono gli stessi bambini ad inventare gli slogan per mettere in allerta adulti e coetanei. Bastano frasi semplici, come “Attenzione a dove metti i piedi”, titolo della campagna 2003, terminata con un concerto a Zagabria della Filarmonica della Scala di Milano.
 
i giochi sicuriInvestire sul futuro. “I campi servono proprio a stabilire le basi per una cultura della sicurezza a lungo termine”, spiega Roseg,  “l’importante è diffondere tra la popolazione, anche adulta, la consapevolezza di questo problema ambientale”.
L’ultimo campo, inaugurato a settembre di quest’anno, si trova a Hrvace, nella Croazia meridionale, una delle zone maggiormente infestate dalle mine. Ci giocano circa 70 bambini in età prescolare, che spesso vengono accompagnati dai genitori. “I playground – aggiunge Roseg – diventano veri e propri punti di riferimento per la comunità locale, che contribuisce alla loro costruzione e finisce per considerarli un’oasi di pace e spensieratezza”. Almeno fino al 2010, termine entro il quale il centro per l’azione sulle mine Cromac prevede di estirpare il problema definitivamente, in osservanza della Convenzione di Ottawa sulla non proliferazione e l’eliminazione delle mine antiuomo, siglata anche dalla Croazia nel 1999. 
Categoria: Bambini, Diritti, Guerra
Luogo: Croazia
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