31/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Come l'Ira, nell'Ulster il gruppo paramilitare Lvf depone le armi
Un murales del Loyalist Volunteer Force a BelfastPer l’Irlanda del Nord è un altro passo verso la pace, non solo sulla carta: il Loyalist Volunteer Force (Lvf), un piccolo ma agguerrito gruppo paramilitare della comunità protestante, abbandona la lotta armata e lascia capire che presto potrebbe distruggere tutte le armi in suo possesso. L’annuncio ufficiale, che era ritenuto imminente da molti osservatori, è arrivato ieri, e ha effetto immediato. E nel comunicato emesso dalla leadership del Lvf si fa esplicito riferimento al disarmo annunciato a fine estate dall’Irish Republican Army (Ira), il maggiore gruppo paramilitare cattolico: “Questa decisione è stata presa in diretta risposta alle recenti azioni dell'Ira. Anche se rimaniamo scettici sul loro fine, crediamo che ci siano prove sufficienti per esplorare la possibilità di un processo di pace in Irlanda del Nord”, si legge nel comunicato.
 
Il fondatore del Lvf, Billy Wright, ucciso in carcere nel 1997 da alcuni militanti repubblicaniLotte di potere. Il primo risultato sarà probabilmente la fine della faida che negli ultimi anni ha visto la piccola organizzazione opposta all’Ulster Volunteer Force (Uvf), il gruppo paramilitare da cui nel 1996 si separò una frangia di militanti fedeli al boss Billy Wright, dando vita al Lvf.
Gli uomini di Wright, ucciso in carcere nel 1997 da alcuni detenuti militanti di un gruppo paramilitare cattolico, sentivano da mesi il fiato sul collo: nel corso dell’estate il gruppo rivale si è reso responsabile di quattro omicidi di pesci piccoli del Lvf, nel tentativo di farla finita con il clan. Da sempre attivo nel traffico di droga e considerato un’organizzazione terroristica nel Regno Unito, il piccolo gruppo – sempre più disorganizzato dopo la morte del suo fondatore – già in passato aveva annunciato un temporaneo cessate il fuoco, successivamente non mantenuto. L’ordine ai militanti di deporre le armi è ora tutto da interpretare.
 
Ora la palla passa agli altri. E’ solo una mossa tattica o un segno che le cose stanno cambiando anche nel panorama politico lealista? Ciaran McKeown, l’ideatore del movimento “Peace People” che nel 1976 vide premiate le sue due maggiori esponenti con il premio Nobel per la pace, propende per la seconda ipotesi: “Qualcosa si sta effettivamente muovendo. Credo che la decisione vada inquadrata nei rapporti di potere tra i vari gruppi paramilitari: l’Uvf in estate ha cercato di eliminare fisicamente la leadership del Lvf, questa mossa potrebbe essere una specie di scappatoia. Come a dire: ok, vi lasciamo in pace, ma in cambio voi dichiarate il cessate il fuoco”, dice. Chris Thornton, analista politico per il quotidiano Belfast Telegraph, è d’accordo e crede che l’annuncio del Lvf non sarà privo di conseguenze. “Sicuramente metterà pressione all’Uvf e all’Ulster Defence Association (Uda), i due gruppi paramilitari lealisti più consolidati”, spiega.
 
Alcuni militanti dell'Ulster Defence Association, uno dei gruppi paramilitari lealisti più radicatiVerso il disarmo. La scorsa settimana sono già giunti segnali in questo senso. L’Uvf e l’Uda hanno ripreso i contatti con la commissione indipendente del generale John de Chastelain, che supervisiona il processo di smantellamento delle armi dell’Ira. Tra i paramilitari lealisti, gli unici a distruggere una parte del proprio arsenale in passato sono stati proprio quelli del Lvf, nel 1998. Quella volta l’obiettivo principale era di dare un segnale di buona volontà per arrivare alla scarcerazione di alcuni militanti del gruppo, come previsto dall’accordo di pace appena firmato. “Per questi falsi allarmi del Lvf, c’è da essere cauti dopo l’ultimo annuncio”, conclude Alex Attwood, un deputato del Sdlp (il partito dell’area cattolica più moderato) all’Assemblea di Stormont: “E’ sicuramente una buona notizia, ma la gente ora vuole vedere ben di più”.

Alessandro Ursic

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