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Per l’Irlanda del Nord è un altro passo verso la pace, non solo sulla carta:
il Loyalist Volunteer Force (Lvf), un piccolo ma agguerrito gruppo paramilitare della comunità protestante,
abbandona la lotta armata e lascia capire che presto potrebbe distruggere tutte
le armi in suo possesso. L’annuncio ufficiale, che era ritenuto imminente da molti
osservatori, è arrivato ieri, e ha effetto immediato. E nel comunicato emesso
dalla leadership del Lvf si fa esplicito riferimento al disarmo annunciato a fine
estate dall’Irish Republican Army (Ira), il maggiore gruppo paramilitare cattolico: “Questa decisione è stata presa
in diretta risposta alle recenti azioni dell'Ira. Anche se rimaniamo scettici
sul loro fine, crediamo che ci siano prove sufficienti per esplorare la possibilità
di un processo di pace in Irlanda del Nord”, si legge nel comunicato.
Lotte di potere. Il primo risultato sarà probabilmente la fine della faida che negli ultimi anni
ha visto la piccola organizzazione opposta all’Ulster Volunteer Force (Uvf), il gruppo paramilitare da cui nel 1996 si separò una frangia di militanti
fedeli al boss Billy Wright, dando vita al Lvf.
Verso il disarmo. La scorsa settimana sono già giunti segnali in questo senso. L’Uvf e l’Uda hanno
ripreso i contatti con la commissione indipendente del generale John de Chastelain,
che supervisiona il processo di smantellamento delle armi dell’Ira. Tra i paramilitari
lealisti, gli unici a distruggere una parte del proprio arsenale in passato sono
stati proprio quelli del Lvf, nel 1998. Quella volta l’obiettivo principale era
di dare un segnale di buona volontà per arrivare alla scarcerazione di alcuni
militanti del gruppo, come previsto dall’accordo di pace appena firmato. “Per
questi falsi allarmi del Lvf, c’è da essere cauti dopo l’ultimo annuncio”, conclude
Alex Attwood, un deputato del Sdlp (il partito dell’area cattolica più moderato)
all’Assemblea di Stormont: “E’ sicuramente una buona notizia, ma la gente ora
vuole vedere ben di più”.Alessandro Ursic