31/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo mezzo secolo si apre il muro tra India e Pakistan
La cartina con indicato il muroSubito dopo il terremoto, gli abitanti del Kashmir pachistano e di quello indiano, regioni divise per oltre mezzo secolo da una frontiera tra le più militarizzate al mondo, avevano chiesto per settimane, disperatamente, di poter raggiungere i loro cari oltre confine. Ma in pochissimi erano riusciti ad attraversare la Linea di controllo (Loc), come viene chiamato il “muro kashmiro”.
Adesso invece, e nonostante gli attentati che sabato hanno sconvolto Nuova Delhi - attentati rivendicati dal gruppo islamico kashmiro Islami Inqilabi Mahaz e mirati proprio a far deragliare i negoziati tra India e Pakistan - i governi dei due Paesi hanno raggiunto uno storico accordo: l'apertura del muro della cosiddetta Linea di Controllo che dal 1949 divide il Kashmir tra zona sotto controllo Indiano e zona sotto controllo pachistano. La decisione e' ben più di una misura volta a facilitare i soccorsi ai terremotati. Dal 7 novembre lungo la frontiera verranno aperti cinque varchi, a Nauseri-Tithwal, Chakhti-Uri, Hajipur-Uri, Rawalakot-Poonch e Tattapani-Mendhar. E resteranno aperti a tempo indeterminato, consentendo il passaggio di civili e il ricongiungimento di famiglie che per 56 anni sono state divise da questa barriera.

profughi pakistaniI primi passi. Un servizio autobus tra Muzaffarabad - ormai ridotta a un cumulo di macerie - e Srinagar, le due capitali delle regioni kashmire, era stato inaugurato in aprile: la prima apertura dopo tanti anni di guerra. Ora però quella linea di autobus è di nuovo è interrotta, perché la strada di collegamento tra le due città dopo il sisma è diventata inaccessibile.
Nonostante le aperture dei due governi, e nonostante il terremoto, la tensione nella zona del Kashmir rimane alta. Le vittime di questo conflitto continuano a essere molte, nonostante il cammino a tappe forzate verso la pace che i rispettivi governi indiano e pakistano hanno intrapreso.
La prima tappa è stata raggiunta nell’aprile 2003, quando l’ex primo ministro indiano Atal Mehari Vajpayee ha offerto “una mano di amicizia” al Pakistan, dopo che le due potenze nucleari erano arrivate sull’orlo di una guerra. Nel novembre successivo i due Paesi hanno ordinato ai rispettivi eserciti di cessare i combattimenti lungo la Loc e nel 2004 si sono seduti più volte al tavolo delle trattative. In giugno hanno rinnovato il bando degli esperimenti nucleari e a settembre il presidente pachistano Pervez Musharraf e il nuovo premier Singh, eletto in maggio, si sono incontrati a New York in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Un faccia a faccia che si ripeterà il 14 settembre prossimo in concomitanza della più importante riunione annuale a Palazzo di vetro.
Un altro passo simbolico è stato il servizio di autobus attraverso la Loc per collegare la capitale del Kashmir indiano, Srinagar, a quella del Kashmir pachistano Muzaffarabad: il primo che, dopo sessanta anni di conflitti, ha permesso a un centinaio di persone di rivedere i famigliari e gli amici dall’altra parte del “muro kashmiro”.
Poi a novembre, un esiguo numero di soldati indiani (appena mille) ha lasciato la provincia himalayana per segnare la volontà di disimpegno di Nuova Dheli.
Resta, tuttavia, da vedere se cesseranno gli abusi commessi dai soldati indiani in nome della guerra ai terroristi (esecuzioni ed arresti sommari, stupri, retate) e che fine faranno gli almeno 500mila soldati ancora stanziati in tutti i distretti kashmiri.

soldati indianiLa storia. Per la contesa del Kashmir, le due potenze nucleari hanno combattuto ben tre guerre (1947-49, 1965 e 1971). In seguito, a partire dal 1989, diversi gruppi guerriglieri musulmani hanno cominciato un’insurrezione armata in territorio indiano contro “le truppe d’occupazione”. Alcuni di questi chiedono l’indipendenza da New Dheli, altri l’annessione al Pakistan. I civili del Kashmir indiano (la maggior parte di fede musulmana) sono di continuo vittime degli scontri e degli attacchi compiuti dalle due parti in lotta.

red

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