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L’assurdità del fenomeno delle morti per dote è stata inghiottita dal silenzio.
Eppure proprio ora che state leggendo, con buona probabilità, una donna indiana
sta morendo per mano del suo non troppo caro marito.
Un vero business. La dote è diventata un machiavellico sistema con cui qualche marito tenta di
arricchirsi. Comincia col chiedere un ventilatore, poi il frigorifero, poi la
radio, la tv, l’automobile e avanti così, fino quando la moglie è letteralmente
strangolata dall’ingordigia senza limiti del marito o della suocera, che spesso
è complice del figlio e lo istiga: se non altro perché diventando più ricco lui,
lo diventa anche lei, dal momento che sono i maschi a dover prendersi cura dei
genitori quando questi si incamminano verso la vecchiaia.
La corruzione. E’ difficile quantificare l’entità precisa del fenomeno, molte morti vengono
frettolosamente catalogate come ‘incidenti domestici’, i media non trattano quasi
più l’argomento, che evidentemente non rappresenta più una notizia. Ovviamente
la corruzione e l’adorazione per il dio denaro fanno la loro parte. Non è un segreto
che spesso dietro alla morte di qualche sciagurata ci sia la collaborazione di
medici, polizia e giudici: una bustarella qua, una là, e l’affare è presto fatto
e si va tutti a casa con il portafogli un po’ più gonfio. Il poliziotto chiude
un occhio e finge di non vedere, il medico conferma la teoria dell’incidente domestico
ai fornelli e il giudice trova il modo di dichiarare innocente l’assassino, che
rischierebbe comunque non più di sette anni di carcere.
La speranza. Tuttavia la speranza che la situazioni migliori c’è e non deve spegnersi. Negli ultimi anni infatti sono aumentate le denunce delle donne vittime di abusi e umiliazioni per richieste di dote. Si tratta di un processo lento ma irreversibile, che vuole sradicare la radici di una tradizione antica in un paese dove un vecchio detto recita che: "La morte di una donna dà al marito la possibilità di accaparrarsi una seconda dote. La morte di un bufalo, invece, è un disastro economico per l’intera famiglia".