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Tra gli 11 morti nell’incendio che l’altra notte è divampato nel centro di permanenza
temporanea di Schiphol, scoppiato per cause non ancora accertate e su cui è stata
aperta un’inchiesta indipendente, c’erano spacciatori di droga e immigrati illegali.
E almeno un bambino, anche se sarebbero potuti essere di più: il Cpt adiacente
all’aeroporto, costruito nel 2002 (e già andato a fuoco tre volte) insieme a uno
analogo vicino allo scalo di Rotterdam, è infatti il simbolo della dura politica
sull’immigrazione del governo olandese di Jan Peter Balkenende, il leader dei
cristiano-democratici al potere da oltre tre anni. La linea è semplice: si punta
tutto sull’assimilazione culturale, volontaria o meno, e sullo scoraggiare l’arrivo
di nuovi immigrati adottando misure restrittive nei confronti dei richiedenti
asilo presenti anche da anni nei Paesi Bassi. Con il risultato che, nell’attesa
dell’espulsione, famiglie intere sono detenute nei Cpt finché non si sbloccano
le pratiche con i paesi d’origine. E possono passare anche sei mesi, denunciano
alcuni critici.
Espulsi dopo anni in Olanda. “Il diritto alla libertà è un diritto fondamentale di cui non si dovrebbe essere
privati alla leggera”, dice Trees Wijn, portavoce del Dutch Refugee Council, un’organizzazione che offre sostegno ai richiedenti asilo. “Le famiglie con bambini
non dovrebbero essere rinchiuse, e un Paese civilizzato non dovrebbe proprio imprigionare
bambini”. Può capitare, tra l’altro, che i bambini siano addirittura nati in Olanda:
le norme sull’immigrazione approvate nel febbraio 2004 dal governo hanno infatti
messo in cantiere l’espulsione di 26mila immigrati nel triennio successivo. La
legge colpisce migliaia di richiedenti asilo presenti nei Paesi Bassi da oltre
cinque anni, alcuni fino a dieci: persone che si considerano a tutti gli effetti
olandesi, e che in questo Paese hanno messo su famiglia. “Per questa gente è un
dramma: le domande di asilo si sono trascinate per ragioni burocratiche, intanto
loro si sono fatti una vita qui, poi un bel giorno si decide di rispedirli indietro”,
spiega Peter Abspoel della Refugee Organization of Netherlands.
Clima di diffidenza. Il giro di vite sull’immigrazione è figlio del sommovimento di coscienze occorso
in Olanda dopo gli omicidi di Pim Fortuyn e, successivamente, di Theo Van Gogh.
Fu l’eccentrico candidato premier assassinato nel maggio 2002 a spingere sul concetto
che “l’Olanda è già piena” di immigrati – il Paese, grande quanto la Lombardia
e il Veneto messi insieme, ha 16 milioni di abitanti di cui il 10 per cento è
di origine straniera – e in particolare di musulmani, circa un milione. Il governo
Balkenende attualmente in carica, nato pochi mesi dopo la morte di Fortuyn, ha
in sostanza fatto proprie le vedute sull’immigrazione del politico ucciso. E lo
scorso novembre l’omicidio per mano di un marocchino del regista Van Gogh, che
qualche mese prima aveva realizzato un cortometraggio di accusa nei confronti
dell’Islam, ha fatto aumentare la diffidenza già presente in molti olandesi. “Da
quattro anni ormai il Paese si sente all’erta: i gruppi di destra sono più organizzati,
l’atteggiamento ostile della gente si è consolidato. Su questo vento soffia il
governo”, dice Abspoel.
Calo delle richieste d’asilo. “L’Europa di domani sarà senza frontiere interne, quindi dobbiamo lavorare più
intensamente sull’asilo”, disse il premier Balkenende un anno fa, annunciando
l’accordo europeo per una politica comune in merito. Lui lo sta facendo, tanto
che le domande di asilo in Olanda sono calate da 43mila nel 2000 a 20mila nel
2003: il Paese ha la percentuale di accoglimento delle domande più severa in Europa.
Nuove leggi, che dovrebbero entrare in vigore il prossimo anno, puntano a rendere
l’integrazione un dovere: i richiedenti asilo non saranno solo costretti a seguire
un corso di lingua olandese, ma dovranno pure pagarselo. E dovranno arrivare a
un certo livello di conoscenza, pena multe che si aggirano intorno ai mille euro.
Un altro testo propone l’espulsione anche per gli immigrati in regola con il permesso
di soggiorno che si sono macchiati di reati minori, come il furto in un negozio.
Misure considerate eccessive anche da molti sostenitori del governo: gli ultimi
sondaggi hanno evidenziato un drastico calo dei consensi per Balkenende. Nel frattempo,
i Cpt sono stati ampliati per far posto al numero crescente di richiedenti asilo
in attesa di espulsione: quello di Schiphol ospita al momento 350 persone. Se
il possibile sovraffollamento ha avuto una parte nell’incendio dell’altra notte,
lo stabilirà l’inchiesta.Alessandro Ursic