Dal nostro inviato
Come se non bastasse una guerra civile e il continuo rischio di uragani devastanti,
un altro gravissimo problema affligge Haiti: la penuria d’acqua.
La guerra civile che ha sconquassato Haiti non si è ancora placata. L’uragano
Jeanne, che si è abbattuto sul paese riducendo in miseria quello che già viene

considerato un paese fra più poveri al mondo con tutta la sua potenza devastante
ha lasciato segni indelebili. Soprattutto nella zona di Gonaives nel centro di
Haiti. Ma un’altra piaga sta affliggendo il paese: l’emergenza acqua.
Nell'isola è praticamente impossibile trovare acqua potabile.
Nel sottosuolo l’acqua c’è ma è salmastra e non esistono i depuratori. I costi
di trasporto dai paesi vicini, come gli Stati Uniti, sono enormi e questo costringe
la popolazione ad arrangiarsi come può.
Nei centri abitati con una grande densità di popolazione, come Port au Prince
(la capitale), Port de Paix (nel nord), Cap Haitiene (nel centro del paese), è
facile vedere la gente dissetarsi da sacchetti di plastica. Sono confezioni pratiche
ed economiche che si possono comprare nelle bancarelle, per strada. Il contenuto,
circa sedici once, riesce a dissetare una persona. Ma la situazione non può durare
molto.
Bere dai rubinetti non è privo di pericoli. Soprattutto fuori città. Le tubature,
quando ci sono, non garantiscono una igiene sufficiente. Poi però, nei grandi
ristoranti della zona ricca di Port au Prince, Petion Ville, l’acqua viene offerta
gratuitamente. Con tutte le garanzie igieniche.
Ma com’è possibile che in un paese cosi verde e lussureggiante non vi sia acqua
potabile?
La risposta è semplice. L’acqua c’è, ma non si vede.

In profondità vi sono le falde acquifere che regalano un’acqua pura, incontaminata
e anche piuttosto buona. Solo che l’amministrazione statale non ha mai fatto nulla
per poter sfruttare al meglio questa risorsa. Anche perché sono trent'anni che
non esiste un'amministrazione statale vera e propria ad Haiti.
“Spesso e volentieri mi trovo ad avere una sete incredibile. Ma sono abituato
a non bere” ci dice Jean Luc, un ragazzo che ha sì la fortuna di lavorare, ma
ha la sfortuna di stare tutto il giorno sotto il sole. E' un manovale e di sete
ne ha abbastanza tutto il giorno. “Mi arrangio. Credo che abbia più difficoltà
tu, Blan. Tu a casa tua hai la possibilità di bere. Noi a stare senz'acqua ci
abbiamo fatto l’abitudine”.
Nessun governo ha pensato di risolvere il problema e allora i cittadini si arrangiano
come possono. Ad esempio raccogliendo l’acqua piovana e poi filtrandola. Quella
salmastra invece viene utilizzata solo per lavare. “Sarebbe facilissimo risolvere
il problema su un'isola. Basterebbe un desalinatore, oppure una diga, che raccolga
l’acqua dei due fiumi haitiani. Ma meglio sarebbe andare un profondità a cercare
le sorgenti. Come quella (trovata casualmente) che sbuca a Haut Turgeau, una montagna
a ridosso della capitale Port au Prince. La sorgente in questo caso fornisce un’ottima
acqua fresca” raccontano dal presidio della Croce Rossa di stanza a Port au Prince.
“Il nostro lavoro, negli ultimi mesi, si è concentrato anche su questo. L’emergenza
acqua. Haiti è stata fortunata perché quest’anno ha piovuto abbastanza e quindi
le riserve di acqua piovana sono bastate. Ma se non ci fosse stata abbastanza
pioggia, la popolazione haitiana sarebbe nei guai seri.”
Eppure anche così non è raro vedere bambini, ma anche adulti, attingere l’acqua
da pozze formate dalle piogge. Oppure vedere i più piccoli fare chilometri alla
ricerca del pozzo più vicino. L’acqua in questi casi è sporca, piena di insetti
e portatrice di malattie. La situazione sanitaria viene inevitabilmente compromessa.
E sono soprattutto le donne ad essere colpite dalle infezioni.
Una campagna per combattere questo tipo di infezione viene condotta dai missionari.
Non essendoci acqua, anche la qualità del cibo ne risente. E’ sconsigliato fermarsi
nei ristorantini haitiani che generalmente si trovano ai bordi delle strade. Quasi
certamente tutto il cibo e le bevande che vengono offerti sono stati lavati con
l’acqua sporca che si trova in giro.
Addirittura, vista la totale assenza della rete fognaria, ci si può imbattere
in locali che si affacciano su rigagnoli di fogna a cielo aperto. Con conseguenze
immaginabili. “La situazione sanitaria è veramente compromessa” dicono sempre
dalla Croce Rossa, “l’acqua non c’è e non c’è nessuno che si impegni veramente
per cercarla. Si alimenta il mercato delle acque minerali provenienti dalle grandi
multinazionali Usa e questo crea anche un’inevitabile squilibrio economico. Molte
persone non si possono permettere di comprare l’acqua in bottiglia, e bevono schifezze.
Che sono causa di pericolose malattie. La Croce Rossa fatica molto a tenere sotto
controllo la situazione sanitaria”.