28/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La natura non dà tregua ai paesi dei Caraibi. Ecco la tempesta Alpha
 
Un uragano in tutta la sua potenza devastanteAlla fine ad Haiti è arrivata anche la tempesta tropicale Alpha, con tutta la sua forza e la sua potenza, anche se molto inferiore ai veri e propri uragani di questi ultimi tempi. La fortuna haitiana è stata quella di essere un Paese con montagne abbastanza alte in grado di bloccarne la potenza e quindi di limitare, per quanto possibile, i danni. Ma, nonostante tutto, non ha dato tregua alla popolazione; ha spazzato Haiti e le poche cose che questo popolo ha ancora la forza di conservare. Durante il suo tragico e distruttivo passaggio ha lasciato sul campo una scia di morte e distruzione: quindici persone hanno perso la vita, una decina sono quelle che risultano ancora disperse, e i danni materiali sono nell’ordine di decine di milioni di dollari. Tutto questo in un Paese che è già provato da un paio di anni di crisi politica e dal passaggio di diverse tempeste tropicali.
 
L'occhio del cicloneHaiti e non solo. La tempesta tropicale Alpha (chiamata così perchè l'elenco alfabetico di nomi disponibili per i fenomeni tropicali atlantici e' stato esaurito, e quindi si è pensato di ricorrere alle lettere dell'alfabeto greco) che si è formata sul Mar dei Carabi, e che è la numero 22 (se si trasformasse in uragano sarebbe il tredicesimo di quest’anno) di questa stagione catastrofica, ha fatto sobbalzare gli studiosi di questi fenomeni atmosferici: erano almeno 150 anni che non si registravano così tanti uragani e tempeste tropicali.
 
Alpha è solo l’ultima di queste tempeste; ha fatto soffiare i suoi venti in alcuni casi a quasi 100 chilometri all’ora, soprattutto nella regione caraibica dell’Isola di Hispaniola, dove si trovano la Repubblica Domenicana e Haiti, provocando anche in queste zone molti danni.
Ad Haiti il passaggio delle tempeste tropicali, in primis Wilma e infine Alpha, hanno causato smottamenti, inondazioni e decine di morti soprattutto nel sud dell’isola; nella capitale, Port au Prince, l’aeroporto internazionale è stato chiuso per tutta la giornata di domenica a causa dei forti venti e la pioggia incessante. “Non dovremmo avere tante vittime a ogni passaggio di tempesta, ma le infrastrutture qui sono vulnerabili” ha fatto sapere Maria Alta Jean Baptiste, responsabile della sicurezza civile haitiana, precisando che molto probabilmente il numero delle vittime sarà destinato ad aumentare.
 
Nella Repubblica dominicana, ad esempio, le piogge torrenziali portate da Alpha hanno causato la morte di due persone e, secondo quanto riferito dai responsabili della protezione civile ci sono almeno 20mila persone che sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa delle enormi inondazioni. La regione più colpita dell’isola è stata quella meridionale dove anche migliaia di abitazioni sono state spazzate via. Ma non solo. Molte località sono difficilmente raggiungibili per via della carenza di strade agibili e la mancanza di elettricità ha causato l’isolamento di diversi paesi.
 
Il satellite fotografa le tempeste tropicaliPrima c'è stato Wilma. Ma ci aveva pensato già l’uragano Wilma, nel corso del fine settimana, a seminare terrore e distruzione ai Caraibi, causando la morte di sette persone e l’allontanamento forzato dalle zone turistiche messicane, di decine di migliaia di turisti, soprattutto a Cancun, rinomata città dello Yucatan, tanto da costringere i villeggianti a riparare in centri di accoglienza, o costringendoli ad un rientro anticipato nei paesi di origine. Ad Haiti invece Wilma ha provocato smottamenti che hanno ucciso 10 persone, e praticamente bloccato l’erogazione di energia elettrica. In Florida, Wilma ha fatto perdere la vita a quattro persone. La forza dei venti e le abbondanti piogge che ha portato con sè hanno distrutto i vetri dei palazzi, sradicato gli alberi e lasciato senza corrente elettrica almeno sette milioni di persone provocando danni di miliardi di dollari.
  

Alessandro Grandi

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