27/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Si procede nei confronti dei 'represores' argentini nel processo di Roma
 
scritto per noi
da Gianluca Ursini
  I 4 componenti della Junta e 4 dei 'represores' sotto processo in ROma
“Por fin va a empezar!” (Alla fine si comincia!). Con questo commento di vittoria Jorge Ithurburu, animatore del CenRi (Centro Relazioni Internazionali) ha salutato l’udienza preliminare del 26 ottobre tenuta in Roma dal giudice per le indagini preliminari Marco Mancinetti. Si è stabilito come anche gli oppressori argentini Jorge Vildoza, Jorge Acosta, Alfredo Astiz, Antonio Vanek e Hector Febrès verranno giudicati dalla giustizia italiana, nella causa ‘Massera e altri 5’, per la scomparsa e l’omicidio dei tre cittadini italo-argentini Susanna e Giovanni Pegoraro e Angela Aieta. I militari erano stati invitati a comparire al processo, ma hanno  dimostrato “volontà di non presenziare all’udienza”, secondo il gup, una “chiara volontà di non riconoscere la legittimità del processo e la giurisdizione della stessa magistratura italiana”. Verranno giudicati in contumacia.
 
Assenti o dementi. Resta da definire la posizione processuale dell’ammiraglio Emilio Massera, uno dei membri della Junta militare che ha terrorizzato il paese latinoamericano dal marzo 1976 al dicembre 1983; il suo legale ha chiesto di riconoscere ‘l'incapacità a stare in giudizio’, per infermità mentale.

Carlos Giullermo Suarez Mason, ergastolo nel 2004La cupola del terrore. Adesso si potranno forse accertare anche le colpe dei militari che, decidendo ieri di non riconoscere la giustizia italiana, si sono negati la possibilità di comparire in giudizio. Tranne Vildoza, latitante da tre anni, gli altri (Massera incluso), sono al momento sotto processo anche nel loro Paese,  per i crimini commessi tra le mura della Scuola Meccanica. Le colpe vanno divise tra ognuno degli imputati. Come spiega Ithurburu che lavora in italia da anni e ha lottato per portare avanti queste cause – Massera era membro della giunta militare e comandante della Marina . Vildoza era a capo della struttura militare di comando della Scuola. Vanek era il comandante delle operazioni e dei movimenti (quindi anche dei macabri ‘voli della morte’, in cui si gettavano in pieno oceano i corpi dei desaparecidos uccisi). Acosta era a capo della intelligence militare (in breve: organizzava i sequestri, ndr). Astiz eseguiva alcuni omicidi. Febrès era addetto a smistare i bambini sottratti alle desaparecidas che partorivano in carcere.
 
Emilio MasseraTutto da dimostrare. La perizia medica su Emilio Massera, presentata anche ai giudici argentini, parla di demenza senile. Un documento che secondo il Pubblico ministero Francesco Caporale, “non dimostrerebbe che le incapacità del militare sarebbero tali da non poter presenziare un processo, né da essere considerate definitive”. L’avvocatessa Luciana Canonica, difensore d’ufficio di Massera, ha riconosciuto durante l’udienza che la perizia risale a circa un anno fa, facendo notare come nella stessa si specifichi che l’impedimento del militare vada “monitorato di trimestre in trimestre”. In base a questi elementi il gup ha deciso di rimandare a novembre una nuova perizia: un medico dovrà spiegare che tipo d’incapacità comporti la malattia degenerativa addotta dall’ammiraglio. Si riserva di disporre una nuova perizia per rogatoria internazionale.
 
Adesso si comincia. Una soddisfazione enorme per gli avvocati delle parti civili che rappresentano le famiglie delle vittime, Marcello Gentili e Giancarlo Maniga, che già avevano rappresentato le famiglie delle vittime nel primo processo italiano contro i represores. Maniga ha parlato con PeaceReporter di “una giornata decisiva perché i militari sono diventati parte accusata nel processo. Finora non era chiara la loro posizione perché si trovavano agli arresti nel loro Paese, ma il loro rifiuto ha convinto il giudice a procedere in loro assenza”. Per l’avvocato Gentili “stiamo arrivando alle conseguenze di un lavoro durato 17 anni. La mia prima richiesta di istradare un processo contro gli accusati condannati dalla Cassazione nel marzo 2004 in forma definitiva risale al 28 settembre 1988, di fronte al giudice istruttore Renato Squillante. Abbiamo stentato molti anni a trovare dei giudici disposti ad andare al processo. Dall’Argentina protestavano dicendo che i militari erano già stati giudicati, ma essere stati ‘indultados’ non vuol dire aver affrontato un processo”.
 
Emilio Massera, Jorge Videla e Leopoldo GualtieriAvvocati d'impegno. Gentili fu contattato dalla milanese ‘Lega dei diritti dei Popoli’; conosciuto per il suo impegno civile, aveva difeso le famiglie delle vittime della strage di Piazza Fontana, o nel processo a Erich Priebke i familiari delle vittime della strage delle Fosse Ardeatine. Poi, un lungo impegno per far processare i militari argentini. “In questa udienza i militari hanno ripetuto l’errore del primo processo: rifiutandosi di comparire, permettono che li si giudichi in loro assenza”.

Già condannati. Il primo processo, istruito nel 2000, vide accusati sette militari argentini . Furono giudicati colpevoli dell’omicidio di 7 argentini di passaporto italiano, con sentenza definitiva di Cassazione nel marzo 2004: ergastolo per i generali Santiago Omar Riverso e Carlos Guillermo Suarez Mason, colpevoli di aver pianificato gli assassinii. Altri 5 militari furono condannati a 24 anni di reclusione.
Categoria: Diritti, Tortura
Luogo: Argentina
Articoli correlati:
23/09/2005 Meglio tardi che mai: Le nonne di Plaza de Mayo trovano l'81esimo figlio di desaparecidos
13/09/2005 Genocidio dimenticato: A un anno dal rapporto sulle vittime della guerra, il Perù ricorda le sue 69.280 vittime
05/09/2005 La sorella ritrovata: Dopo 28 anni trovati i resti di una delle due suore francesi desaparecidas
29/08/2005 Missing: Giornata internazionale dei detenuti "desaparecidos": il dossier e i processi in corso
01/07/2005 I fiori ostinati della speranza: Basta annullare due leggi per mettere fine all'impunità dei crimini della dittatura?
30/06/2005 Un popolo dimezzato: Ammissione ufficiale: 300 mila ceceni morti e 200 mila spariti nel nulla
20/06/2005 Militanza della memoria: Madri, nonne, ma anche figli di Plaza de Mayo, invitano a non rassegnarsi al crimine dell’oblio
16/06/2005 Massimo Carlotto: Sulla sentenza del tribunale argentino che riapre i processi ai militari golpisti
07/05/2005 Mai più: Le madri di Plaza de Mayo, l'emblema della lotta per la giustizia e la verità
11/04/2005 La verità sepolta: I familiari dei desaparecidos reclamano giustizia di fronte alla 'Colonia dignidad'
17/02/2005 Scheletri nell'armadio: L'ambiguo passato di John Negroponte, appena nominato 'zar' dell'intelligence Usa
23/06/2004 Identità cercasi disperatamente: Un centro di aiuto psicologico si rivolge ai figli dei desaparecidos
30/12/2003 I desaparacidos di Oxapampa: La testimonianza di Raquel Martin
18/12/2003 Non c'è democrazia senza giustizia: Intervista a Enrico Calamai, ex console italiano nell'Argentina di Videla
La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: