Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.42- 2005 dal 20/10 al 27/10
Thailandia. Il 27, almeno 6
persone sono morte in una serie di attacchi attribuiti dalle autorità
a presunti militanti islamici nel sud del Paese. I ribelli hanno
preso decine di armi dalle case dei capi villaggio e degli addetti
alla difesa nelle province meridionali di Narathiwat, Yala e Pattani.
Tra le vittime ci sono anche due capi villaggio e due militanti.
Quasi mille persone sono morte dal
gennaio 2004, quando sono iniziati gli attacchi dei radicali
islamici contro le comunità buddiste della Thailandia del sud.
Le forze dell’ordine, nonostante i metodi repressivi applicati per
porre fine agli attentati, non sono riuscite a fermare l’insurrezione.
Kashmir indiano. Il 24, 5
presunti militanti islamici sono stati uccisi dalle truppe indiane.
Il 26, una guardia di confine
è morta e altre 25 persone, tra cui 5 civili, sono rimaste
uccise per l’esplosione di un’autobomba nella periferia della
capitale Srinagar. L’attentato ha colpito un autobus con a
bordo soldati della Forza di Sicurezza di Confine, che stava
viaggiando sull’autostrada di collegamento tra Srinagar e
Baramulla.
Gli attacchi dei militanti islamici e
gli scontri tra questi ultimi e le truppe indiane continuano
nonostante il sisma che ha devastato la regione l’8 ottobre scorso
e ha causato almeno 1.400 morti e 5mila feriti.
Pakistan.
Il 24, una bomba posta
sul ciglio della strada è esplosa uccidendo 1
militare pachistano e
provocando il ferimento di altre 11 persone nel Waziristan
meridionale.
Nigeria. Il
20 alcuni sospetti ladri di petrolio sono stati uccisi in uno
scontro a fuoco con la polizia nigeriana, mentre un oleodotto è
andato a fuoco nei pressi della città di Warri. Lo ha reso
noto la polizia nigeriana. L'incendio è scoppiato mentre gli
agenti stavano cercando di fermare alcuni ladri che avevano forato
l'oleodotto per rubare il petrolio e trasportarlo su barconi-cisterna
lungo il fiume Oregha, nello Stato del Delta. Si calcola che ogni
anno il contrabbando di petrolio causi alle compagnie petrolifere la
perdita del 10 percento degli introiti. Il 21 almeno 3 persone
sono state uccise e decine di veicoli bruciati in scontri tra fazioni
di una milizia fuorilegge nel sobborgo della capitale commerciale
Lagos. Gli scontri tra milizie e bande criminali sono uno tra i
maggiori problemi del paese.
Rep. Dem.
Congo. Il 22 l'esercito ha ucciso 30 miliziani di
due diversi gruppi armati in una serie di operazioni per il controllo
del territorio nella provincia dell'Ituri, nel nord-est del paese.
Negli scontri avvenuti tra Mbindjo, Akwe e Yeti, a nord di Mongwalu,
sarebbero rimasti uccisi almeno 17 combattenti dell'Unione dei
patrioti congolesi (Upc) – fino a un anno fa una delle più
potenti milizie dell'Ituri – e 2 militari governativi; nella
zona di Bukiringi, a sud delle grandi miniere, si conterebbero 13
miliziani uccisi tra le fila di un altro gruppo armato molto attivo
nella provincia, il Pusic. Durante il conflitto del 1998-2003, in
questa provincia ci sono stati non meno di 50mila morti e oltre mezzo
milione di sfollati.
Cecenia e Caucaso. Il 20
ottobre a Kurchaloy, villaggio ad est di Grozny, un blindato russo ha
investito un’auto civile uccidendo sul colpo un uomo che
stava alla guida.
Il 21 nel distretto meridionale
di Vedenò 3 guerriglieri ceceni sono stati uccisi in un
combattimento con le forze speciali russe.
Nel distretto nord-orientale di Shelkov
un guerrigliero ceceno è stato ucciso dai soldati
russi.
In Cabardino-Balcaria 2 ribelli
islamici sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con l’esercito
russo impegnato nei rastrellamenti iniziati dopo l’attacco dello
scorso 13 ottobre.
Il 22 nel distretto ceceno
nord-occidentale di Naur le forze russe hanno ucciso 2 ribelli.
Nel distretto di Vedenò la
guerriglia ha ucciso 3 poliziotti ceceni.
Nel quartiere industriale di Grozny 2
paramilitari kadyroiti sono stati uccisi in uno scontro a fuoco
con i guerriglieri.
In Cabardino-Balcaria altri 2
ribelli islamici sono stati uccisi nel corso di un’operazione
speciale delle forze di sicurezza.
Il 23 nel distretto di Shatoy 2
guerriglieri ceceni sono morti in un combattimento con le forze
russe. Anche un paramilitare ceceno è morto.
Il 25 in Daghestan le forze di
sicurezza russe hanno ucciso tre militanti islamici che si
erano asserragliati in un appartamento di Makhachkala.
A Grozny ignoti hanno ucciso un
amministratore locale.
Il 26 nei pressi di Tolstoy-Yurt
2 soldati russi sono morti quando il loro mezzo è
saltato su una bomba telecomandata. Anche 2 paramilitari
kadyroviti sono rimasti uccisi in un altro agguato a Grozny.
A Nazran, in Inguscezia, 3
poliziotti sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con militanti
islamici.
Israele-Palestina. Il 22, due soldati israeliani hanno ucciso 2 palestinesi nei
pressi della città di Tulkarem.
Il 24, Luai Assai, dirigente del
gruppo armato palestinese della Jihad Islamica, è stato ucciso
durante un raid mirato in Cisgiordania da parte delle forze armate
israeliane.
Il 26, un attentatore suicida
si è fatto esplodere nel mercato ortofrutticolo di Hadera, in
Israele. Nell'esplosione sono morte 5 persone e altre 30 sono
rimaste ferite. L'azione è stata rivendicata dalla Jihad
Islamica.
Algeria. Il 20, nelle
province orientali di Bouira e Jijel, sono morte 20 persone
negli scontri tra esercito e polizia algerini e i gruppi
d'integralisti islamici.
Il 26, a Medea, un gruppo armato di
integralisti ha fatto irruzione in un caffè. Il commando ha
aperto il fuoco contro un agente di polizia che ha risposto al fuoco.
La sparatoria è costata la vita a 4 persone, oltre a 4 feriti.
I morti causati dalla violenza dei terroristi islamici nella città
di Medea sono almeno 50 dall'inizio di ottobre.
Colombia. Il
25, almeno
7 persone sono state uccise in un'incursione armata a San
Miguel, nella regione del Putumayo, al confine con l'Ecuador, mentre
a Bogotà i presidenti dei due Paesi, Alvaro Uribe e Alfredo
Palacio, erano intenti a discutere del
rafforzamento della sicurezza lungo i 586 chilometri di frontiera
comune. Secondo le fonti di polizia, l'attacco sarebbe opera dei
guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie
della Colombia.