27/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



L'accordo è stato raggiunto: avranno indennità e dignità
scritto per noi da
Giorgio Trucchi

Ammalati per il Nemagon
I bananeros infettati dal pesticida Nemagón , alla fine, hanno  vinto. Il governo ha ceduto alla loro tenacia: gli accordi sono firmati, giustizia è fatta. E’ arrivato il momento di festeggiare.
 
In marcia. Un lunghissimo corteo ha percorso le strade di Chinandega per festeggiare gli accordi firmati con il Governo e con la Asamblea Nacional dopo quasi otto mesi di dura lotta. I bananeros ammalati a causa del Nemagón hanno ribadito la loro forza e la loro volontà di partecipazione camminando per vari chilometri e concentrandosi all'interno di un edificio che si è rivelato molto piccolo per poterli accogliere tutti.
 
Rifiuti eccellenti. Il raduno finale doveva riempire una delle piazze principali di Chinandega, ma il sindaco sandinista, Julio Velasquez, si è rifiutato di concedere il permesso perché qualcun altro era arrivato prima: il deputato Marcelino García, anche lui del Frente Sandinista, ne aveva già chiesto l'utilizzo per un'attività che poi alla fine non c'è stata. E' quindi risultato evidente il tentativo di boicottaggio da parte di quei settori del sandinismo che vengono accusati dagli stessi bananeros di aver mal gestito i fondi derivanti dalla commercializzazione del banano e di averli usati per altri scopi, invece di redistribuirli tra lavoratori ed ex lavoratori.
 
Cartello in difesa degli accordiDiritti violati. La lunga colonna di persone ha sfilato in modo ordinato con cartelli e striscioni e si è stipata per ascoltare le parole dei propri dirigenti e degli invitati. I ringraziamenti sono andati a tutte quelle organizzazioni di solidarietà, nazionali e internazionali, che hanno accompagnato i bananeros per tutto il tempo della lotta e che, ancora oggi, continuano a sostenere in ogni modo questa gente che da più di dieci anni combatte per difendere i propri diritti violati brutalmente.
Per primi hanno preso la parola Denis Meléndez del Cisas e Jamileth Mejía del Movimiento Autonomo de Mujeres, due organizzazioni della società civile nicaraguense. Ripercorrendo gli otto mesi di lotta hanno rimarcato l'importanza di mantenersi uniti per affrontare i prossimi passi in difesa di questi accordi. Sono intervenuti anche rappresentanti del Governo e della Asamblea Nacional, i quali hanno garantito il rispetto di quanto hanno firmato. Dopo vhe i vari gruppi locali hanno animato l'enorme platea con canzoni e musiche popolari, ha preso la parola il Presidente della Asotraexdan, Victorino Espinales.
 
La folla dei bananeros partecipa alla votazione per alzata di manoPer alzata di mano. Il suo discorso si è concentrato soprattutto sulle strategie future nei confronti delle multinazionali. Dopo avere presentato le prove scritte delle cause perse in varie parti del mondo dallo studio legale che in passato aveva rappresentato i bananeros della Asotraexdan, il leader bananero ha sottoposto al voto, espresso per alzata di mano, una serie di decisioni importanti. Praticamente all'unanimità, è stato deciso di revocare la rappresentanza agli avvocati nicaraguensi e nordamericani legati al buffet di Juan José Dominguez, con i quali sono entrati in conflitto ormai da alcuni mesi. Hanno deciso di non accettare più l'imposizione di dare ai legali il 40 per cento di tutti gli indennizzi e di presentare un progetto di legge in Parlamento affinché questa percentuale sia fissata  al 15 percento. Infine, i bananeros hanno votato all'unanimità la decisione di iniziare un negoziato diretto con le multinazionali, a cui dovranno assistere anche le istituzioni dello Stato (Governo, Procura con i suoi avvocati, Parlamento, Corte Suprema de Justicia), la società civile, il Centro Nicaraguense de Derechos Humanos (Cenidh) e gli organi di stampa.
"Chi è d'accordo alzi la mano! – ha incalzato Espinales - Mai più menzogne, calunnie e truffe!
Le negoziazioni avverranno alla luce del sole. Basta con quella maledetta mania di prendere decisioni di nascosto dalla classe lavoratrice, di fare affari sottobanco. Inviteremo i mezzi di comunicazione affinché tutti sappiano. Ancora una volta alzi la mano chi è d'accordo. Nonostante le calunnie, e nonostante il sindaco non abbia voluto darci una strada e nemmeno la piazza per celebrare questa assemblea, non ci fermeranno. Se hanno intenzione di farmi incarcerare nei prossimi giorni sappiano che altri compagni sono già pronti a prendere il mio posto, e che ci condurranno tutti insieme alla negoziazione!"

Categoria: Diritti
Luogo: Nicaragua
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