scritto per noi da
I bananeros
infettati dal pesticida
Nemagón , alla fine, hanno vinto. Il governo ha ceduto alla loro
tenacia: gli accordi sono firmati, giustizia è fatta. E’ arrivato il momento di
festeggiare.
In marcia. Un lunghissimo corteo ha
percorso le strade di Chinandega per festeggiare gli accordi firmati con il
Governo e con la Asamblea Nacional dopo quasi otto mesi di dura lotta. I bananeros
ammalati
a causa del Nemagón hanno ribadito la loro forza e la loro volontà di partecipazione
camminando per vari chilometri e concentrandosi all'interno di un edificio che
si è rivelato molto piccolo per poterli accogliere tutti.
Rifiuti eccellenti. Il raduno finale doveva riempire una delle piazze
principali di Chinandega, ma il sindaco sandinista, Julio Velasquez, si è rifiutato
di concedere il permesso perché qualcun
altro era arrivato prima: il deputato Marcelino García, anche lui del Frente
Sandinista, ne aveva già chiesto l'utilizzo per un'attività che poi alla fine
non c'è stata. E'
quindi risultato evidente il tentativo di boicottaggio da parte di
quei settori del sandinismo che vengono accusati dagli stessi bananeros di aver
mal gestito i fondi derivanti dalla commercializzazione del banano e di averli
usati per altri scopi, invece di redistribuirli tra lavoratori ed ex lavoratori.
Diritti violati. La lunga colonna di persone
ha sfilato in modo ordinato con cartelli e striscioni e si è stipata per
ascoltare le parole dei propri dirigenti e degli invitati. I ringraziamenti sono
andati a tutte quelle organizzazioni di solidarietà, nazionali e
internazionali, che hanno accompagnato i bananeros per tutto il tempo
della lotta e che, ancora oggi,
continuano a sostenere in ogni modo
questa gente che da più di dieci anni combatte per difendere i propri diritti
violati brutalmente.
Per primi hanno preso la parola Denis Meléndez
del Cisas e Jamileth Mejía del Movimiento Autonomo de Mujeres, due
organizzazioni della società civile nicaraguense. Ripercorrendo gli otto mesi
di lotta hanno rimarcato l'importanza
di mantenersi uniti per affrontare i prossimi passi in difesa di
questi accordi. Sono
intervenuti anche rappresentanti del Governo e della Asamblea Nacional, i quali
hanno garantito il
rispetto di quanto hanno firmato. Dopo vhe i vari gruppi
locali hanno animato l'enorme platea con canzoni e musiche popolari, ha preso
la parola il Presidente della Asotraexdan, Victorino Espinales.
Per alzata di mano. Il suo discorso si
è concentrato soprattutto sulle strategie future nei confronti delle
multinazionali. Dopo avere presentato le prove scritte delle cause perse in varie
parti
del mondo dallo studio legale che in passato aveva
rappresentato i bananeros della Asotraexdan, il leader bananero ha sottoposto
al voto, espresso per alzata di mano, una serie di decisioni importanti. Praticamente
all'unanimità, è stato deciso di revocare la rappresentanza agli avvocati
nicaraguensi
e nordamericani legati al buffet di Juan José Dominguez, con i quali sono
entrati in conflitto ormai da alcuni mesi. Hanno deciso di non accettare più l'imposizione
di dare ai legali il 40 per
cento di tutti gli indennizzi e di presentare un progetto di legge in
Parlamento affinché questa
percentuale sia fissata al 15 percento. Infine, i bananeros hanno votato
all'unanimità la decisione di iniziare un negoziato diretto con le
multinazionali,
a cui dovranno assistere anche le istituzioni dello Stato (Governo, Procura con
i suoi avvocati,
Parlamento, Corte Suprema de Justicia), la società civile, il Centro
Nicaraguense de Derechos Humanos (Cenidh) e gli organi di stampa.
"Chi è d'accordo alzi la mano! – ha incalzato Espinales - Mai
più menzogne, calunnie e truffe!
Le negoziazioni avverranno
alla luce del sole. Basta con quella maledetta mania di
prendere decisioni di nascosto dalla classe lavoratrice, di fare affari
sottobanco. Inviteremo i mezzi di comunicazione affinché
tutti sappiano. Ancora una volta alzi la mano chi è d'accordo. Nonostante le calunnie,
e
nonostante il sindaco non abbia voluto darci una strada e nemmeno la piazza per
celebrare questa assemblea, non ci fermeranno. Se hanno intenzione di farmi
incarcerare nei prossimi giorni sappiano che altri compagni sono già pronti a
prendere il
mio posto, e che ci condurranno tutti insieme alla negoziazione!"