17/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Uno scritto di Edmondo de Amicis
Potrebbe scrivere un libro utile chi dimostrasse quante bugie dicano e mettano in La copertina dell'almanacco illustrato per la Pace, a cura della Società internazionale per la pace, del 1897giro, durante una guerra, quante leggende assurde creino ed accettino l'ambizione degli individui, l'orgoglio nazionale credulo, la condiscendenza della stampa interessata a adularlo, e l'ignoranza infantile della moltitudine.
Neppur da questo lato, certamente, giova la guerra a "innalzare i caratteri" poiché intorno a un piccolo numero di eroi veri e un numero maggiore di combattenti valorosi, ma non eroici, suscita un numero grandissimo di sballoni e di millantatori e di complici loro coscienti od ingenui, che offrono tutti insieme a chi serbi sereno lo spirito uno degli spettacoli più compassionevoli che possa dar di sé la natura umana.
 
Non parliamo dei moltissimi che, non avendo preso parte ad alcun fatto d'armi, affermano, dopo un certo numero d'anni, quando si son confusi i ricordi degli avvenimenti, d'aver "visto il fuoco" di ogni battaglia; nè degli altri molti che, non essendo stati ad una battaglia che come spettatori fuor di pericolo, si vantano, in capo a un certo tempo, d'avervi preso parte vivissima, e scroccano nella loro famiglia, fra gli amici e nel pubblico una considerazione che non meritano. Ma di quelli stessi che combatterono e rischiarono la vita davvero quanti smentiscono i sentimenti che provarono, e ingrandiscono le gesta proprie e altrui, e danno per verità delle fantasie. Se n'ha la prova nelle diversità grandissime e nelle contraddizioni enormi che si riscontrano fra i racconti di quelli stessi che assistettero allo stesso fatto, non già molti anni, ma pochi giorni dopo ch'esso è avvenuto.
 
Certo, vi sono uomini di tempra quasi superiore alla umana, che danno esempio, fra i pericoli supremi, d'una tranquillità d'animo meravigliosa, che compiono atti e pronunciano parole, anche morendo, degni dell'ammirazione di un popolo. Ma sono, in realtà, rare eccezioni, e non diventan molti se non perché l'immaginazione ambiziosa li moltiplica. Nove volte su dieci, quelle tanto frequenti descrizioni di gente che "non batte ciglio" sotto il grandinar delle palle, che scherza sulle proprie membra lacerate e spira gridando evviva, sono purissime favole; le quali sono anche spinte il più delle volte a un'esagerazione di particolari così impudente e puerile da mover le risa o lo sdegno in chiunque sia stato una volta sul campo di battaglia.
 
Così, di recente, abbiamo letto d'un combattimento in cui, mentre la morte li Edmondo De Amicisdecimava, una schiera di combattenti faceva una tale allegria che era "un vero carnevale" e d'un ufficiale che, mezzo affogato in un pantano, ammazzò non so quanti e mise in fuga il resto d'un drappello di nemici, e di "tre soldati" che arrestarono da un'altura cento assalitori, e altri tanti e tali prodigi, che indussero un ufficiale valoroso a levar la voce perchè si mettesse un termine, per sentimento di dignità nazionale, alla fabbricazione delle leggende. E in tutti i paesi, in tutte le guerre, segue il medesimo, e più forse nelle guerre sfortunate che nelle vittoriose, per una ragione facile a comprendersi; il qual fatto può anche far dubitare della verità della sentenza: che le sconfitte ritemprano i popoli insuperbiti e corrotti dalla fortuna riconducendoli a un giusto giudizio del proprio valore.
 
La quarta di copertina dell'almanacco illustrato per la Pace, a cura della Società internazionale per la pace, del 1897Nè questa è l'ultima cagione della persistenza d'un avventato e provocante spirito bellicoso in un così gran numero d'uomini, che non videro mai la guerra fuor che nei quadri; vale a dire: un concetto falsissimo, creato in loro dalla menzogna convenzionale e tradizionale, della guerra stessa, della facilità dell'eroismo e della moltiplicità degli eroi; concetto falsissimo che si comunica e si tramanda in tutti gli scritti storici, apologetici e poetici, relativi alla guerra, ai quali s'informa l'educazione della gioventù, e fa sì che la letteratura guerresca sia la più adulatrice e la più bugiarda di tutte le letterature.
 
 
Edmondo De Amicis
Categoria: Pace
Luogo: Italia