25/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Macedonia, un vescovo condannato per le sue idee da una corte discutibile
scritto per noi da
Roberta Barazza 
 
 
La vicenda si trascina da agosto, ma soltanto pochi giorni fa ha avuto uno sbocco definitivo: il vescovo della Chiesa Ortodossa Macedone Jovan Vranisskovski viene arrestato dalla Corte di Giustizia macedone per incitamento all'odio contro la religione e contro lo Stato. Si era espresso contro l'autonomia della Chiesa Ortodossa Macedone dalla Chiesa Ortodossa Serba (autonomia sancita nel 1967). La Chiesa Ortodossa Macedone non è riconosciuta da nessuna altra autorità religiosa ortodossa e le intenzioni del vescovo erano quelle di riportare la Chiesa locale a un'appartenenza riconosciuta e ufficiale.
ragazze ortodosse accendono un cero in chiesa
 
Un caso di coscienza. E' stato condannato per tradimento della sua Chiesa e della sua nazione. La Chiesa Ortodossa, a differenza di quella Cattolica, non dipende da un'unica autorità centrale, bensì ogni chiesa locale è diretta da una propria autorità religiosa. Per questo la decisione del vescovo macedone di riallinearsi alla chiesa serba, anche considerando che quella macedone è riconosciuta solo in Macedonia e da nessuna altra chiesa ortodossa, non è un'eresia dal punto di vista religioso e la sua condanna sembra piuttosto essere dettata da motivi di ordine politico. Le autorità macedoni erano favorevoli all'arresto ritenendo in questo modo di proteggere e rafforzare l'autonomia della Macedonia. D'altro canto pero' neanche la Chiesa Ortodossa Macedone era contraria alla punizione, anzi vede ristabilita così la propria autonomia e sovranità.

una messa ortodossa Tra politica e fede. Il caso del Vescovo Jovan è stato seguito anche da Amnesty International, che ne ha chiesto l'immediato rilascio in quanto prigioniero per reati di opinione e vittima di un processo politico irregolare, costruito su prove false e accuse infondate. La Corte di Giustizia, che ha stabilito il verdetto, è considerata l'organo piu' corrotto della società macedone. Il fatto poi che il Vescovo Jovan studi per un dottorato in teologia a Salonicco ha sicuramente aggravato la sua posizione a causa delle dispute decennali tra Macedonia e Grecia a proposito del nome Macedonia: per lungo tempo la Grecia non lo ha riconosciuto ritenendolo rubato dal patrimonio culturale greco poichè per Macedonia si intendeva prima solo la regione settentrionale della Grecia resa famosa da Alessandro Magno detto il Macedone. Questione che puo' sembrare marginale, ma che ha avuto invece conseguenze politiche ed economiche molto serie per entrambe le nazioni. Le accuse al vescovo, confermate poi come capo d'imputazione, sono quelle di tradimento e di incitamento all'odio religioso e antinazionalista. Ma contro di lui erano state mosse altre accuse, ritenute in seguito infondate. Una è quella di peculato, in quanto aveva fatto depositare per due soli giorni, nel proprio conto bancario, denaro della diocesi che non poteva essere registrato nel conto bancario diocesano in quanto valuta straniera proveniente dall'estero. E' stato poi accusato di aver celebrato una messa nella casa di suo padre, di avere in casa calendari religiosi, volantini con preghiere, immagini di santi e stampe religiose, e di aver concelebrato con vescovi serbi nel 2003.
un momento di una funzione ortodossa Un caso politico. L'avvocato del vescovo, Vasko Georgiev, dice che il caso sarà presentato alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo. Secondo lui. non solo il vescovo ha subito le indagini, le perquisizioni e le accuse: vari suoi fedeli sono stati accusati e altri condannati, ma solo il vescovo deve scontare il carcere. Un monastero della sua diocesi è stato inoltre distrutto per ordine delle autorità politiche. La polizia macedone e forze armate paramilitari sono entrate nelle dimore del vescovo e dei suoi fedeli violando la legge e i diritti di questi ultimi. Le autorità che hanno condannato l'arresto del vescovo sono state, tra le altre, i Patriarcati Ecumenici Ortodossi Russi, le Chiese Ortodosse di Grecia e America, la Conferenza dei Vescovi Cattolici Europei e il Primo Ministro serbo Vojislav Kostunica. Javier Solana, capo della diplomazia europea, ha informato le autorita' macedoni che l'arresto del Vescovo Jovan e' contrario ai principi di liberta' di pensiero e di scelta religiosa sanciti dalla Costituzione Europea e che questo arresto mette a rischio i negoziati per una possibile entrata della Macedonia nella Comunita' Europea . Ha chiesto per questo l'annullamento della condanna e la liberazione del vescovo. 
Categoria: Diritti, Politica, Religione
Luogo: Macedonia