22/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un ufficiale inglese rifiuta di tornare in Iraq: un precedente scomodo per le forze armate
Battaglia tra soldati inglesi e iracheni a BassoraCome fanno i soldati israeliani che si rifiutano di servire nei Territori Occupati, ora anche la Gran Bretagna ha il suo primo refusenik. Malcolm Kendall-Smith, un tenente della Royal Air Force che è già stato una volta in Afghanistan e due in Iraq, ora non vuole tornare alla base inglese di Bassora, nell’Iraq meridionale, appellandosi al fatto che la guerra scatenata nel 2003 da Usa e Regno Unito contro l’ex regime di Saddam Hussein era illegale. Sospeso dal servizio (anche se continua a ricevere lo stipendio) da giugno, ora Kendall-Smith rischia il carcere. La settimana prossima dovrà rispondere di cinque capi di imputazione davanti a una corte militare in una base non definita dell’Inghilterra meridionale.
 
Alla base britannica di Bassora ha fatto visita anche il principe CarloNon è obiezione di coscienza. Si tratta di una protesta sul piano legale, non su quello etico della guerra, spiega il suo avvocato Justin Hougheston-Roberts. “Il mio cliente non pensa all’obiezione di coscienza, né agisce per motivi religiosi. La base del caso è che questa guerra, l’invasione iniziale e l’occupazione, è palesemente illegale. E qualunque cosa che ne derivi rimane un atto illegale. Quindi, Kendall-Smith non ha intenzione di eseguire un ordine illegale”. Questa posizione è sostenuta dagli esperti di diritto internazionale per i quali la guerra all’Iraq mancava di giustificazione legale, in quanto gli Stati Uniti e la Gran Bretagna non hanno aspettato una seconda risoluzione delle Nazioni Unite che autorizzasse l’uso della forza. E lo stesso Kendall-Smith ha tirato in ballo il parere del procuratore generale britannico Lord Goldsmith, che all’inizio aveva dichiarato la guerra legale ma in seguito ha fatto dichiarazioni opposte, che lasciavano intravedere il suo ripensamento.
 
Il premier britannico Tony Blair in visita al contingente inglese in Iraq, nel maggio 2003Chi è Kendall-Smith. Il tenente – che in quanto membro delle forze armate non può parlare con la stampa – è un medico di 37 anni nato in Australia, cresciuto in Nuova Zelanda e trasferitosi da qualche anno in Gran Bretagna, dove è entrato a far parte della Raf: dal 2000 è assegnato alla base aeronautica scozzese di Kinloss. Ha riflettuto sul da farsi dopo aver concluso la sua seconda missione in Iraq, all’inizio dell’anno, e a giugno ha rifiutato di tornare nel Paese mediorientale, anche se il suo caso è divenuto pubblico solo nell’ultima settimana. La sua causa, assicura l’avvocato Hougheston-Roberts, è stata presa a cuore da molta gente nei paesi dove è cresciuto: “Gli arrivano e-mail, telefonate, fax di sostegno da ogni continente, ma particolarmente da Australia e Nuova Zelanda. E io ovviamente gliele passo tutte: sono sbalordito”.
 
Gli scenari possibili. Per le forze armate britanniche è una situazione inedita: finora a rifiutarsi di servire in Iraq erano stati solo alcuni riservisti. Ma qui si tratta di un ufficiale già decorato per le sue missioni precedenti. Per questo i vertici militari stanno cercando di far passare la vicenda sotto silenzio, evitando di fare di Kendall-Smith un martire. Al processo militare il medico, fa sapere il suo legale, si dichiarerà non colpevole nei confronti di ciascuno dei cinque capi d’imputazione. Ed è disposto ad affrontare la prigione. Il suo caso potrebbe creare un precedente molto scomodo a livello internazionale per le forze armate anche di altri Paesi. E una possibilità di spuntarla, norme alla mano, ce l’ha. Il codice militare della Raf prevede infatti che un ufficiale in servizio sia giustificato se rifiuta di obbedire a un comando illegale.

Alessandro Ursic

Articoli correlati: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità