22/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Al via il referendum sulla vendita delle armi. Un difensore dei diritti umani spiega il suo sì
scritto per noi da
 
Augusto de Paula*
 
Bambino brasiliano con bandana: PaceStiamo vivendo il momento storico del referendum per decidere se proibire la commercializzazione di armi da fuoco e munizioni nel nostro Paese. Come risultato è stato aperto un intenso dibattito dai mezzi di comunicazione di massa. Le posizioni polari vengono approfondite con strumenti di marketing, senza mettere a fuoco la questione di fondo e trarre profitto dal questo momento di esercizio della cittadinanza.
 
In difesa della Vita. Non possiamo perdere questa opportunità di difendere la Vita e la Dignità. Il motivo che ci porta a votare sì al referendum di domani è l’eccessivo numero di morti, principalmente tra uomini giovani. Tali morti sono il risultato, nella maggior parte dei casi, di discussioni banali, alimentate da un‘aggressività diffusa nella società e che è continuamente rafforzata dai comportamenti dei cittadini che valorizzano le armi, violando leggi in vigore e regole minime di convivenza. Dobbiamo riflettere di più e chiederci: cosa ne sarà della proverbiale indole paciosa dei brasiliani? Chi siamo e dove siamo diretti in quanto società? Che prospettive abbiamo di poter raggiungere un ordine più civile?
 
Bambina disegna il suo no alle armiA salvaguardia della civiltà. Alcuni cittadini miscredenti per quanto riguarda gli interventi promossi dallo Stato, in un momento di grande perdita di credibilità delle istituzioni e delle autorità pubbliche, pretendono di radicalizzare i propri sentimenti di paura imponendo agli altri il facile accesso alle armi da fuoco. Anche se in parte hanno ragione, noi ci posizioniamo frontalmente contro tale prospettiva, infatti le ipotesi di convivio dipendono da un contratto sociale e dall’autocontrollo di ciascuno di noi, ma anche dalla continua pressione dei cittadini sullo Stato affinché questo metta in pratica misure che non solo reprimino quei gruppi che si esprimono attraverso la violenza, ma che ricostruisca sopratutto il suo ruolo di elemento centrale nella mediazione dei conflitti e nel soddisfacimento delle aspettative e delle necessità nazionali. Nonostante la crescente violenza quotidiana, in nome della civile convivenza dobbiamo continuare a considerare la violenza come estrema ed eccezionale  risorsa, che la cittadinanza concede allo Stato, quando tutte le alternative sono esaurite. L' “occhio per occhio, dente per dente” è inaccettabile, poiché rappresenta un’enorme regressione nella costruzione della civiltà.
 
Bambine con bandana: Brasile senza armiLa verità. Durante la campagna di informazione sul referendum, è stata sfacciatamente stimolata la vendetta, la violenza con la scusa dell’autodifesa. E' mia opinione che i difensori del no, ossia, della libera vendita delle armi, dovrebbero dire quello che veramente pensano e desiderano: l’insaziabile guadagno derivante dalla vendita delle armi. La Vita per loro non vale nulla.
 
Lotta quotidiana. Come cittadino e militante dei diritti umani mi colloco a favore del dialogo e della soluzione pacifica dei conflitti e delle differenze. Dobbiamo sempre dire di no alle armi.  Riteniamo che la protezione dei cittadini e la pacificazione di tutte le forme di violenza non dev’essere dissociato dalle politiche di integrazione e solidarietà sociale, di riduzione dell’impunità a tutti i livelli e dagli sforzi diretti alla costruzione di un Paese più giusto e fraterno per i suoi cittadini, siano essi vecchi o giovani, uomini o donne, negri, bianchi o indios. Questa è la nostra lotta quotidiana!
 Dobbiamo aver ben chiara, una volta per tutte Bambino con bandana: Pacela differenza tra lotta contro la violenza e lotta alla criminalità. Il disarmo diminuirà, senza dubbio, la violenza tra la gente comune. Mentre la lotta alla criminalità dovrà essere più dura ed efficace.
Comunque, con le armi non esiste né Pace né Tolleranza, fondamentali per la conquista della felicità e di giorni migliori.
 
Una fra tante. Ieri ho partecipato a un’udienza in cui una giovane donna era accusata di tentato omicidio, perchè ha sparato per gelosia sei colpi contro un’altra giovane donna. Solo per gelosia. È un caso tipico e purtroppo non raro di violenza tra persone.
Se non fosse stato così facile ottenere un’arma, tutto ciò non sarebbe accaduto.

 

Categoria: Diritti, Armi
Luogo: Brasile
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