21/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Decine di candidati fra violenze, degrado morale e una popolazione stremata
 
Scritto per noi da
Francesco Fantoli
 
Il primo ministro LatourtueAd Haiti per la quarta volta in tre mesi le elezioni sono state rinviate. “A meta’ dicembre dovremmo farcela” ha dichiarato il Primo Ministro Gerard Latortue, “siamo in ritardo, l’organizzazione e’ difficile, c’e’ confusione, ma abbiamo gia’ iscritto 3 milioni di elettori su 4,5 aventi diritto”.
 
Miseria e corruzione. Nel frattempo il nuovo capo della polizia, Mario Andresol, recentemente nominato in sostituzione del precedessore coinvolto in uno scandalo che vedeva la PNH incassare dallo Stato 6.000 stipendi mensili quando gli effettvi sono 3.500, ha dichiarato che “molti poliziotti sono implicati in rapimenti, racket e traffico di armi”.
Si e’ solo dimenticato del traffico di droga che resta il primo business di questa piccola e martoriata isola dei Caraibi. “I casi di corruzione non risparmiano gli alti gradi” prosegue il nuovo capo della polizia “e l’Istituzione ha  l’immagine di una banda”.
Sono 550 poliziotti sospesi o arrestati negli ultimi mesi per ogni tipo di reato, dai traffici di armi, droga, prostituzione fino ad odiosi casi di rapimento di cui piu’ di 700 confermati dalle autorita’ nel periodo giugno/settembre 2005 . Da segnalare in particolare il terribile episodio di un bimbo di 8 anni restituito vivo, ma senza occhi, alla famiglia che non poteva pagare il riscatto!
 
PrevalCandidati favoriti. In questo stato di perenne caos, violenza e miseria, il CEP, Comitato Elettorale
Provvisorio, organizza le prime elezioni presidenziali e legislative dopo l’esilio del vecchio Presidente Jean Bertrand Aristide, fuggito nel febbraio 2004. Il CEP e’ assistito, finanziato e sorvegliato dalla Comunita’ Internazionale ma si e’ piu’ che altro distinto per i furiosi litigi che hanno caratterizzato i rapporti tra i suoi consiglieri.
I partiti sono piu’ di 100, mentre 34 sono i candidati presidenziali, ma forse saranno 35 per il “repechage’ in extremis dell’osteggiatissimo candidato Diumarsais Simeus, il multimilionario haitiano, emigrato giovanissimo negli USA, del quale oggi si contesta la nazionalita’.
Tra i candidati favoriti va’ segnalata la presenza di Rene’ Preval, gia’ Presidente nel quinquennio 1996 – 2001, stretto collaboratore di Aristide e popolare nelle zone rurali e nei quartieri poveri del Paese, mentre Charlito Baker, un mulatto borghese con un buon curriculum di manager privato, appoggiato dal Movimento 184, raccoglie le Aristidecomponenti della societa’ civile che costrinse Aristide all’esilio e sembra riunire i consensi di chi vuole vedere un vero cambiamento di rotta nella gestione dello Stato.
Scenario paradossale. Molti candidati hanno possibilità di vittoria, ma tutto dipendera’ dalle alleanze che sapranno produrre. Marc Luis Bazin, per esempio, e’ il candidato che probabilmente  raccogliera’ l’eredita’ del movimento Lavalas, il partito creato da Aristide, tutt’oggi molto popolare tra i senzanulla e gli analfabeti.
Sono almeno 9 i candidati piu’ o meno legati ad Aristide, ma Bazin appare  il piu’ organizzato per affrontare il probabile ballottaggio del 3 gennaio 2006.
Ad oggi nessun candidato sembra in grado di raccogliere piu’ del 50% dei consensi nel primo turno elettorale.
In questo scenario paradossale, dove la disoccupazione sfiora il 70%, dove nulla e’ stato ricostruito, dove gli aiuti promessi  sono ancora intrappolati nelle pastoie burocratiche, in un perenne caos e degrado morale, con la popolazione stremata e disillusa, il Governo Provvisorio, assistito da vari organismi internazionali e 7.000 caschi blu, tenta di realizzare l’unico suo vero obbiettivo: libere e credibili elezioni in Haiti.
Categoria: Politica
Luogo: Haiti
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