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Sono passati due anni dalla fine
della guerra in Congo-Brazzaville e nessuno sembra essersene accorto. Il mancato
disarmo degli ex-guerriglieri Ninja e la fallita pacificazione della regione
del Pool sono sfociati nell’ultima settimana nella ripresa degli scontri tra
esercito e guerriglieri, che hanno lasciato sul campo dieci morti e pongono
inquietanti interrogativi su un paese dimenticato dal suo stesso presidente e
dalla comunità internazionale.
Guerriglia urbana. “La situazione in città è sotto controllo”
sostiene il consigliere “se si eccettuano i saccheggi compiuti dall’esercito a
Bacongo. I Ninja sono fuggiti verso sud, nella regione di Pool, mentre una
minoranza si è mischiata tra la popolazione del quartiere che è della stessa
comunità Kongo-Larie dei guerriglieri.” Bacongo è infatti una feudo dei
congolesi del sud dove dalla firma della pace si sono installati i Ninja. “Il
problema è che il leader dei Ninja, conosciuto come il pastore Ntumi, non si è
mai fidato di venire a Brazzaville per questioni di sicurezza. Lui è rimasto
nel Pool, mentre la casa che gli era stata messa a disposizione a Bacongo è
stata occupata abusivamente dai Ninja.”
Prospettive
incerte. C’è la possibilità che gli scontri dell’ultima
settimana possano portare il governo a affrontare seriamente la questione? La
risposta è in mano a Bernard Kolélas. Questo ex-combattente per l’indipendenza
ha collezionato dagli anni ’60 un’impressionante serie di condanne a morte,
detenzioni più o meno arbitrarie e torture dai vari presidenti che l’hanno
sempre visto come un personaggio scomodo. Dopo aver abbracciato la causa di
Lissouba, Kolélas è stato costretto a fuggire dal paese come il suo alleato
prima di venire condannato a morte in contumacia. E’ rientrato nel paese
proprio il 14 ottobre (solo una singolare coincidenza?) grazie a una gentile “concessione
a termine” del presidente Nguesso per poter tumulare la moglie deceduta pochi
giorni fa a Parigi. Ma il bel gesto di Nguesso è disinteressato? “Sicuramente
no” prosegue il contatto all’ambasciata “a Kolélas sarà stato chiesto di andare
nel Pool per trattare con i Ninja e vedere di giungere a un accordo. Il
problema è che se Ntumi non ha più controllo sui ribelli, figuriamoci se può
avercelo un uomo in esilio da sette anni.” La ripresa della guerra non è al
momento un’ipotesi plausibile ma non è detto che, in caso di fallimento delle
trattative, Nguesso non scelga l’opzione militare. Già in passato l’uomo forte
di Brazzaville ha dimostrato di esserne capace. Matteo Fagotto