21/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Afghanistan, un video mostra soldati Usa che bruciano i cadaveri dei talebani
In Afghanistan, lontano dai riflettori, l’esercito degli Stati Uniti continua a combattere contro i talebani. Con tutti i mezzi, anche quelli meno ortodossi, rientranti sotto l’ambigua categoria di ‘guerra psicologica’. A metà settembre Stephen Dupont, un fotogiornalista australiano al seguito delle truppe Usa, ha filmato una di queste operazioni. Nelle sue immagini, trasmesse mercoledì dall’emittente australiana Sbs nel programma ‘DateLine’, si vedono i soldati Usa che per stanare i talebani dai loro nascondigli sulle montagne ‘sparano’ dagli altoparlanti dei loro blindati musica occidentale a tutto volume, intervallandola con insulti e provocazioni, minacciano i civili di rappresaglie per ottenere informazioni sul nemico. E infine bruciano i corpi dei talebani uccisi in battaglia.

Unità musicale PsyOpsA colpi di Fleetwood Mac. Tra le desolate montagne a nord di Kandahar, dove ci si aspetterebbe di sentire solo il canto del muezzin, risuonano le parole in inglese delle vecchie canzoni dei Fleetwood Mac diffuse a tutto volume dagli altoparlanti montati sui blindati di un’unità ‘PsyOps’ (operazioni psicologiche) dell’US Army. I soldati sono tutti reduci da missioni in Iraq. Uno di loro spiega che la notte precedente un loro compagno e un soldato afgano sono stati uccisi da quelle parti in un’imboscata dei talebani, i quali hanno perso due dei loro nell’azione abbandonandoli sul campo di battaglia. La loro unità speciale è stata chiamata per stanare i talebani responsabili dell’agguato e per convincere la popolazione di un vicino villaggio a dare informazioni sui loro nascondigli. La musica dei Fleetwood Mac serve a questo, a provocare il nemico facendo leva sul suo odio per la musica occidentale per farlo uscire allo scoperto e quindi attaccarlo. Ma non sembra funzionare un granché.
 
Soldati Usa in AfghanistanMinacce ai civili. Nel pomeriggio l’unità arriva al villaggio di Gonbaz, sospetto luogo di provenienza degli attaccanti notturni. Dagli altoparlanti non esce più musica in inglese, ma frasi in pashto dettate dagli ufficiali e tradotte da un interprete afghano: “Se vedete i talebani, se vedete quegli uomini, sappiate che sono servi del Pakistan, schiavi dei Punjabi”. I soldati trovano nel villaggio dei civili feriti dal fuoco americano durante la battaglia notturna, ma non se ne curano. Entrano nella moschea, radunano tutti gli uomini e li interrogano sui talebani. Nessuno dice niente. Il soldato che conduce l’interrogatorio a un certo punto perde la pazienza: “Sentite, il mio comandante vuole venire qui in forze per arrestare tutti quanti voi perché nessuno di questo villaggio vuole aiutarci. Vi do altri cinque minuti, poi ce ne andremo. Questa è l’ultima possibilità che vi concediamo!”.
 
Una scena del video“Troppo death metal!”. Prima di andarsene i soldati americani salgono sulla cima di una collinetta che domina il villaggio. Vi portano i corpi dei due talebani uccisi in battaglia e, dopo averli disposti in direzione della Mecca, appiccano il fuoco ai cadaveri. Uno dei soldati, guardando commenta la macabra scena dicendo: “Wow, guarda il sangue che gli esce dalla bocca a quello là! Fa troppo death metal!”. Mentre il fumo nero si alza in cielo sopra il villaggio, il sergente Jim Baker inizia a dettare nuovi messaggi agli altoparlanti: “Attenzione talebani, siete dei cani codardi. Guardate qui: permettete che i vostri combattenti vengano bruciati così. Siete troppo impauriti per venire qui a riprendervi i loro corpi! Questo prova che siete solo delle signorine, come noi abbiamo sempre saputo!”. E lo dice, forse, non sapendo che per un musulmano avere il corpo bruciato, eliminato, è una delle peggiori sciagure: l'Islam vieta la cremazione, secondo il Profeta bruciare il corpo di un morto è come bruciarlo vivo, e chi viene cremato non potrà disporre del suo corpo dopo il giorno del giudizio.
 
Il generale Jason KamiyaRischio nuovo scandalo. Questo episodio di profanazione di cadaveri di nemici, vietata dalle Convenzioni di Ginevra, rischia di suscitare l’ennesimo scandalo e di far riesplodere in Afghanistan l’odio antiamericano, come è già drammaticamente avvenuto in occasione delle profanazioni del Corano a Guantanamo.
Per questo i comandi Usa sono subito corsi ai ripari.
Il generale Jason Kamiya, comandante della Task Force-76, ha dichiarato in una nota ufficiale diffusa ieri dal Comando Unificato delle Forze Usa in Afghanistan: “In nessuna circostanza sono ammesse profanazioni, abusi o trattamenti inappropriati di combattenti nemici. Queste azioni sono contrarie ai nostri valori e alle linee d’azione di questo comando. Su tali episodi è stata già aperta un’inchiesta. Se i fatti si riveleranno veri, verranno presi provvedimenti legali e disciplinari in base al codice militare”.
 

Enrico Piovesana

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