Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.41- 2005 dal 13/10 al 20/10
Kashmir indiano. Il
15,
2 soldati indiani e 3 ribelli sono stati uccisi in scontri a fuoco fra l'esercito
e i separatisti. I due soldati sono morti durante un assalto sferrato dai guerriglieri a un campo
militare nel distretto di Kathua, a sud della regione.
Il 19, 3 militanti islamici sono stati uccisi dall’esercito indiano durante uno scontro a fuoco nel distretto meridionale di Pulwama.
Il 18, Ghulam Nabi Lone, ministro dell’istruzione, è stato ucciso da presunti militanti
islamici a Srinagar, capitale del Kashmir indiano. Altre 3 persone, tra cui un poliziotto, una guardia di sicurezza e un ribelle, hanno perso la
vita nell’attacco contro la dimora di Lone.
Il conflitto- tra militanti islamici e truppe di Nuova Dehli - non si ferma nel
Kashmir indiano, nonostante il terremoto che ha sconvolto la regione l’8 ottobre
scorso e che ha colpito anche il Kashmir pachistano e il nord-ovest del Pakistan.
Filippine. Il 16, 3 soldati sono stati uccisi da un commando di guerriglieri
filo-marxisti nella provincia di Cebu. I ribelli si sono confusi tra la folla di un mercato e hanno attaccato i soldati.
Thailandia. Il 14, un contadino è stato decapitato da presunti militanti musulmani nel sud della
Thailandia. È la seconda decapitazione da quando è cominciato il Ramadan e la dodicesima
in 21 mesi di conflitto. Il corpo di Song Sangpetch, contadino buddhista di 68
anni, è stato trovato in una piantagione di ficus a Pattani, una delle tre province
meridionali maggiormente colpite dalle violenze.
Il 16, 2 ragazzi e un monaco buddista sono stati uccisi in un monastero. Secondo la polizia, l’attacco è stato sferrato da presunti estremisti musulmani
che hanno fatto irruzione con armi da fuoco nel luogo di culto della provincia
di Pattani.
La Thailandia del sud dal gennaio 2004 è sconvolta dagli attacchi compiuti dai
musulmani radicali contro le comunità buddiste. Nel conflitto finora sono morte
circa 900 persone.
Turchia. Il 15, 4 persone sono rimaste ferite per una potente esplosione in una stazione di servizio a Istanbul.
Israele – Palestina. Il
13, un militante delle Brigate al-Quds (Jihad islamica) è stato ucciso a Khan Yunis,
nella Striscia di Gaza, durante un battibecco con compagni della sua organizzazione.
Sempre a Khan Yunis un commerciante è stato ucciso sulla porta del suo negozio.
Il 16, numerosi spari sono stati esplosi da un'auto palestinese verso un gruppo di
israeliani in attesa di un autobus lungo la strada tra Betlemme e Hebron. 3 di loro sono morti. Un israeliano è morto anche nel villaggio di Ali, vicino a Ramallah. Un esponente della Jihad Islamica è morto a Jenin in uno scontro a fuoco contro una unità speciale israeliana
Somalia. Il 14 una feroce battaglia scoppiata tra milizie rivali ha causato 15 morti e almeno 20 feriti, tra cui molte donne e bambini. A riferire la notizia sono
fonti locali e testimoni diretti. La battaglia è avvenuta nella zona del villaggio
di Bukakobo, nella Somalia centrale. L'origine delle ostilità sarebbe da ricercare
nei passaggi dei traffici clandestini nel Paese. La guerra civile somala dura
da 14 anni e le nuove istituzioni create lo scorso autunno non riescono a controllare
il territorio, ancora in mano ai signori della guerra.
Sudan. Il 16 il principale gruppo ribelle del Darfur, lo Sla (Sudan Liberation Army), ha
attaccato un avamposto dell'esercito regolare sudanese, che ha risposto al fuoco
con colpi di mortaio. Le vittime sono 7: cinque civili, un guerrigliero e un soldato dell’esercito. Il conflitto in
Darfur,
scoppiato nel febbraio 2003, ha già provocato la morte di 200.000 persone. I negoziati
di pace ad Abuja sono stati interrotti di recente per il protrarsi degli scontri
tra le fazioni in guerra, tra le quali manca unità di intenti al tavolo negoziale.
Congo-Brazzaville. Il 13 almeno 6 uomini hanno perso la vita a seguito di un conflitto a fuoco scoppiato nel quartiere Bacongo, nella capitale
Brazzaville. Le ostilità sarebbero scoppiate tra le forze di sicurezza e gli ex-combattenti
Ninja. Tra le vittime, due poliziotti, tre gendarmi e anche un civile di nazionalità
cinese. I Ninja sono stati i protagonisti della guerra civile conclusasi nel 2004
ma il loro disarmo, previsto dagli accordi di pace, non è ancora cominciato. Sporadici
scontri scoppiano sia nella capitale che nella regione di Pool tra gli ex-combattenti
e le forze di sicurezza.
Cecenia e Caucaso. Il
13 ottobre centinaia di guerriglieri islamici hanno attaccato Nalchik, capitale
della repubblica russa della
Cabardino-Balcaria: nei combattimenti tra ribelli
e forze speciali russe
sono morti almeno 94 miliziani, 35 poliziotti e soldati e 12 civili.
Durante la scorsa settimana in Cecenia, nei distretti meridionali di Vedenò
e Shali, l’artiglieria russa ha ripetutamente bombardato i sospetti rifugi della
guerriglia nelle foreste, costringendo la gente dei villaggi a rifugiarsi nelle
cantine. Non si hanno notizie di vittime.
Nel corso della settimana sono stati rinvenuti i corpi di 6 civili torturati e uccisi dopo essere stati rapiti dalle forze russe e dalle milizie collaborazioniste
cecene.
Il 13 in Cecenia, distretto di Vedenò, un poliziotto ceceno è stato ucciso in uno scontro a fuoco.
Il 14 nel distretto di Gudermes sono stati uccisi in combattimento 2 soldati russi.
Il 15 sono stati uccisi 8 soldati russi in una serie di attacchi compiuti dai ribelli contro le posizioni delle truppe
federali
Il 17 alla periferia di Grozny le forze russe hanno ucciso un guerrigliero.
Il 18 nel distretto di Urus-Martan due guerriglieri sono morti in un combattimento con i russi.
La guerriglia ha ucciso cinque soldati russi in una ventina di attacchi contro convogli e posti di blocco dell’esercito federale,
due poliziotti ceceni in uno scontro a fuoco a Roshi-Chu, poco a sud di Urus-Martan, un altro agente in un’imboscata nel distretto di Shali e un paramilitare collaborazionista in una sparatoria alla periferia di Grozny.
In Inguscezia la polizia ha ucciso un miliziano, e nella notte i guerriglieri hanno attaccato per rappresaglia le abitazioni
di vari poliziotti in due villaggi vicino a Nazran.
Il 19 in Daghestan, a Khasavyurt, almeno due ribelli islamici sono stati uccisi nel corso di un conflitto a fuoco con le forze speciali russe.