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Mercoledì 26 ottobre in un’aula della Corte d’appello di Roma, davanti al giudice
per l’udienza preliminare Marco Mancinelli, proseguirà il processo a carico dell’ammiraglio
Emilio Massera e di altri cinque represores accusati di torturare i detenuti politici.
Revoluciòn y Pueblo. “Ho passato quasi 11 anni in prigione; ma ero un prigioniero ‘legale’, non ‘desaparecido’, non ho vissuto i tormenti del campo di concentramento. Sono stato per due
anni un ostaggio, e so cosa vuol dire avere una vita molto provvisoria”. Lo ha
dichiarato due anni or sono alla rivista ‘En Marcha’ Edoardo Anguita, professore universitario di Scienze della Comunicazione, ex
giornalista, ora scrittore, autore del manuale storico più completo finora pubblicato
sugli anni della repressione politica in Argentina, ‘La Voluntad’, insieme con Martin Caparròs. Precoce attivista politico, a 17 anni passò dalla
Juventud Estudiantil Catòlica all’Ejercito Revolucionario del Pueblo, formazione di lotta amata alleata dei temuti Montoneros attuata dalla Junta militare. Dopo avere partecipato all’assalto ad un Comando dell’esercito
in Buenos Aires nel 1973, venne arrestato e rimase in carcere fino all’avvento
della dittatura.
Cosa successe nel Cono Sur nei ’70?
Gli Usa tornarono alla dottrina Monroe (dal presidente Usa James Monroe 1816-1824,
che teorizzò l’ingerenza nell' ’estero vicino’ per difendere interessi statunitensi)
per influire sul confronto tra "antimperialisti" e "controrivoluzionari" durante
la
guerra fredda.
La rivoluzione cubana era servita a Washington come scusa per avviare
la repressione dei movimenti antimperialisti. La ‘Escuela de las Americas’ degli
Usa a Fort Benning in Georgia, non era in realtà un laboratorio di
ideologie politiche ma si dedicò a concepire politiche di repressione
violenta.
Dunque fu tutto pianificato?
Nessuna improvvisazione, bensì un piano ben organizzato; si dice da noi che
in Argentina si azionò l’opzione ‘algerina’. I nostri ufficiali poi divenuti ‘represores’ andarono nelle accademie militari francesi a studiare i metodi adottati nella
ex colonia maghrebina francese.
Con la benedizione di Washington?
Il segretario di Stato Henry Kissinger (ministro degli esteri della presidenza
di Richard Nixon) disegnò questo nuovo tipo di confronto, nel quale il nemico
degli Usa non era solo Mosca: la guerra fredda
andava combattuta sull’intero mappamondo. Dopo il Vietnam non si poteva perdere
l’America Latina, sopratutto con la vittoria di Salvador Allende in Cile, che
dimostrò la possibilità della vittoria democratica per il socialismo. Il ‘Plan
Condor’, come dimostrato dagli archivi Cia di recente desecretati, fu appoggiato
dai servizi segreti Usa, e non fu un caso che i golpe militari si produssero di
seguito in Cile con Pinochet, in Paraguay con Stroessner e infine nel mio Paese.
Non riuscirono a mantenere il controllo di Paesi come Perù, Colombia o Brasile,
ma per lungo tempo i militari comandarono in Uruguay, o a Panama.
E con l’appoggio delle Forze Armate...
L’esercito argentino è sempre stato diviso in fazioni, con interessi economici
distinti, che agivano uniti quando
questi diversi interessi coincidevano; i militari che sotto Menem (Carlos, presidente
Argentina 1989-99) furono scoperti a vendere armi pesanti alle nazioni balcaniche
in guerra (violando un embargo Onu, ndr) erano gli stessi che dopo il golpe costruirono
una rete d’interessi per lo sfruttamento dell’Argentina. La Cia non si affida
sempre ai militari per le sue politiche di repressione, come dimostrano i casi
di Guatemala e Nicaragua
Il risultato fu la perdita di sovranità dell’America Latina...
Soprattutto di sovranità economica! Qui si combinarono due fattori: da un lato
gli interessi economici di Stati Uniti e nazioni europee, che
incontrarono imprenditori
argentini desiderosi di prestarsi a questo progetto per trarne
vantaggi.Venne
propugnata una ideologia ultraliberista che trovò nel ministro
dell’Economia José Alfredo Martinez, al potere per un decennio
(anche in democrazia) il capofila
di un progetto economico applicato nel Cile di Pinochet da altri
economisti che
come lui avevano frequentato la
cosiddetta ‘Scuola di Chicago’.Questi progetti non solo
favorirono
i capitali stranieri, ma anche la concentrazione del potere
economico
del Paese in poche mani, col risultato del disastro finanziario
nazionale ad anni di distanza.
Perché non bisogna dimenticare le ingiustizie di quegli anni?
L'annullamento delle amnistie per i militari coinvolti nella repressione (leggi
Punto Final e Obedencia debida, approvate sotto la presidenza di Raul Alfonsìn, ndr) sono fondanti per la società
argentina.Ogni società cerca di proteggere la democrazia dall'interno, dopo una
esperienza traumatica, creando leggi in sua difesa.La
figura del detenuto desaparecido fu un tentativo di superare i problemi posti dalla Dichiarazione Universale
dei diritti umani,
non lasciando alcun testimone che un giorno potesse chiamare i repressori a
rispondere delle loro colpe davanti a un tribunale internazionale.Ma dai tribunali
europei ci avete mostrato che non bisogna mai desistere dal ricorrere alla giustizia.