19/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Le Ong cecene creano in Svizzera un Forum per la pace
L’idea è venuta due anni fa a Zainap Gashaeva, nota attivista pacifista cecena e direttrice dell’ong Echo Vojny (Eco della Guerra). Riunire i rappresentanti della società civile cecena, individui, associazioni e ong, per dar vita a un organismo indipendente che lavori in sede europea per la difesa dei diritti umani del popolo ceceno e per una soluzione pacifica di un conflitto che dura ormai quasi ininterrottamente da undici anni. Ora quell’idea è diventata realtà. A fine settembre si è tenuta a Berna, in Svizzera, l’assemblea costituente del Forum della Società Civile Cecena (Ccsf).
 
CCsfI membri del Forum. La Ccfs, nata con il patrocinio dell’Associazione per i Popoli Minacciati, annovera per ora venticinque membri, tutti ceceni. Oltre all'ideatrice Gashaeva, ci sono rappresentanti di diverse ong cecene che lavorano per la pace (Società di Amicizia Russo-Cecena, Dialogo, Alleanza Strategica), che lottano per la difesa dei diritti umani (Memorial), delle donne cecene (Madri Cecene), dei bambini ceceni (Salviamo una Generazione) della cultura tradizionale cecena (Istituto di Cultura Cecena), e rappresentanti del mondo artistico, accademico e giornalistico ceceno. E poi vari membri della diaspora cecena in Europa, tra cui lo scrittore Sultan Yashchurkaev e la cantante Liza Umarova, e rappresentanti di diverse comunità di rifugiati ceceni all’estero.
 
Fosse comuni in CeceniaGli obiettivi principali del Ccfs. Gli obiettivi principali che il Ccfs si è posto sono tutti molto ambiziosi: rompere l’embargo informativo che impedisce al mondo di conoscere la vera situazione in cui vive la popolazione cecena; fornire assistenza e protezione a quei soggetti che in Cecenia e all’estero, lavorano in difesa dei diritti umani; impegnarsi per la creazione di un tribunale che giudichi i crimini di questa guerra in esecuzione della risoluzione 1323 dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (Pace); coordinare le organizzazioni cecene e internazionali che sono impegnate per una soluzione pacifica del conflitto; sostenere i progetti a vantaggio dei giovani ceceni in campo educativo, lavorativo e di cultura di pace; monitorare le violazioni dei diritti umani e civili subite dai cittadini ceceni, in particolare dei gruppi sociali più svantaggiati; promuovere lo sviluppo di una forte e consapevole società civile in Cecenia.
 
Donne e blindati a GroznyUna sola voce per parlare all’Europa. Questo nuovo organismo si propone come rappresentante unitario della società civile cecena presso le istituzioni europee.
“Fino ad oggi – ha dichiarato Hans-Peter Bigler, presidente dell’Associazione del Popoli Minacciati, in occasione della prima riunione del Ccfs – l’Europa ha sempre avuto come interlocutori della società civile cecena singoli individui e organizzazioni che si presentavano in maniera non coordinata e quindi politicamente debole. Con la creazione di questo Forum le cose cambieranno”.
Dopo Bigler ha preso la parola la signora Ruth Gaby, parlamentare svizzera ed europea: “Questo Forum non è una semplice conferenza, come ce ne sono state tante. Questo Forum rappresenta una grande novità: finora la società cecena ha parlato solo tramite organismi occidentali o russi, ora inizia a parlare con la sua propria voce”.
 
Soldati russi a GroznyIl vero rappresentante della società cecena. L’importanza politica di questo organismo è tanto più evidente se si tengono presente due fatti.
Da una parte l’impossibilità per l’Europa di dialogare con gli indipendentisti ceceni dopo la svolta fondamentalista seguita all’assassinio del leader indipendentista ceceno moderato Aslan Maskhadov.
Dall’altra l’inaffidabilità e l’illegittimità dell’organismo ufficiale di rappresentanza del popolo ceceno, vale a dire quel parlamento ceceno che verrà eletto il prossimo 27 novembre con elezioni-farsa organizzate in regime di occupazione militare e che non sarà altro che un mansueto organismo manovrato dagli occupanti russi.
La popolazione cecena non si riconosce più nel fanatismo sanguinario degli indipendentisti islamici che vogliono solo continuare la guerra contro i russi. E di certo non si sentirà rappresentata da un parlamento che sarà un burattino cerato e manovrato da Putin e dai suoi sostenitori locali.
Questo Forum, per ora, è l’unico rappresentante delle aspirazioni di pace e giustizia della società civile cecena.
 

Enrico Piovesana

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