L’idea è venuta due anni fa a
Zainap Gashaeva,
nota attivista pacifista cecena e direttrice dell’ong
Echo Vojny (Eco della Guerra). Riunire i rappresentanti della
società civile cecena, individui, associazioni e ong, per dar vita a un
organismo indipendente che lavori in sede europea per la difesa dei diritti
umani del popolo ceceno e per una soluzione pacifica di un conflitto che dura
ormai quasi ininterrottamente da undici anni. Ora quell’idea è diventata
realtà. A fine settembre si è tenuta a Berna, in Svizzera, l’assemblea costituente
del
Forum della Società Civile Cecena (Ccsf).
I membri del Forum.
La Ccfs, nata con il patrocinio dell’
Associazione per i Popoli Minacciati, annovera per ora
venticinque
membri,
tutti ceceni. Oltre all'ideatrice Gashaeva, ci sono rappresentanti di diverse
ong
cecene che lavorano per la pace (Società di Amicizia Russo-Cecena, Dialogo,
Alleanza Strategica), che lottano per la difesa dei diritti umani (Memorial),
delle donne cecene (Madri Cecene), dei bambini ceceni (Salviamo una
Generazione) della cultura tradizionale cecena (Istituto di Cultura Cecena), e
rappresentanti del mondo artistico, accademico e giornalistico ceceno. E poi
vari membri della diaspora cecena in Europa, tra cui lo scrittore Sultan
Yashchurkaev e la cantante Liza Umarova, e rappresentanti di diverse comunità
di rifugiati ceceni all’estero.
Gli obiettivi principali
del Ccfs. Gli obiettivi principali che il Ccfs si è posto sono tutti molto
ambiziosi: rompere l’embargo informativo che impedisce al mondo di conoscere la
vera situazione in cui vive la popolazione cecena; fornire assistenza e
protezione a quei soggetti che in Cecenia e all’estero, lavorano in difesa dei
diritti umani; impegnarsi per la creazione di un tribunale che giudichi i
crimini di questa guerra in esecuzione della risoluzione 1323 dell’Assemblea
Parlamentare del Consiglio d’Europa (Pace); coordinare le organizzazioni cecene
e internazionali che sono impegnate per una soluzione pacifica del conflitto;
sostenere i progetti a vantaggio dei giovani ceceni in campo educativo,
lavorativo e di cultura di pace; monitorare le violazioni dei diritti umani e
civili subite dai cittadini ceceni, in particolare dei gruppi sociali più
svantaggiati; promuovere lo sviluppo di una forte e consapevole società civile
in Cecenia.
Una sola voce per
parlare all’Europa. Questo nuovo organismo si propone come rappresentante
unitario della società civile cecena presso le istituzioni europee.
“Fino ad oggi – ha dichiarato Hans-Peter Bigler, presidente dell’Associazione
del Popoli Minacciati, in occasione della prima riunione del Ccfs – l’Europa ha
sempre avuto come interlocutori della società civile cecena singoli individui
e
organizzazioni che si presentavano in maniera non coordinata e quindi
politicamente debole. Con la creazione di questo Forum le cose cambieranno”.
Dopo Bigler
ha preso la parola la signora Ruth Gaby, parlamentare svizzera ed europea:
“Questo Forum non è una semplice conferenza, come ce ne sono state tante.
Questo Forum rappresenta una grande novità: finora la società cecena ha parlato
solo tramite organismi occidentali o russi, ora inizia a parlare con la sua propria
voce”.
Il vero
rappresentante della società cecena. L’importanza politica di questo
organismo è tanto più evidente se si tengono presente due fatti.
Da una parte l’impossibilità per l’Europa di dialogare con
gli indipendentisti ceceni dopo la svolta fondamentalista seguita
all’assassinio del leader indipendentista ceceno moderato Aslan Maskhadov.
Dall’altra l’inaffidabilità e l’illegittimità dell’organismo
ufficiale di rappresentanza del popolo ceceno, vale a dire quel parlamento
ceceno che verrà eletto il prossimo 27 novembre con elezioni-farsa organizzate
in regime di occupazione militare e che non sarà altro che un mansueto
organismo manovrato dagli occupanti russi.
La popolazione cecena non si riconosce più nel fanatismo
sanguinario degli indipendentisti islamici che vogliono solo continuare la
guerra contro i russi. E di certo non si sentirà rappresentata da un parlamento
che sarà un burattino cerato e manovrato da Putin e dai suoi sostenitori
locali.
Questo Forum, per ora, è l’unico rappresentante delle
aspirazioni di pace e giustizia della società civile cecena.