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“Avrei
tanta voglia di dirti mille cose, sto cadendo. Lavorando anche venti
ore al giorno e gli ottanta
anni pesano. Ma ho tanta, tanta fede. Sono felice anche nel dolore e
nelle
prove. Stiamo uniti in preghiera, per essere degni di soffrire per la
selva, per gli animali e sopratutto per la sua gente. Mi sento pianta e
parlo e piango con le
piante. Quando le tagliano, cascano che sembra l’universo che si
spacca. In realtá si spacca il nostro polmone, la nostra Vita”. Frei
Ettore Turrini ha
ottanta anni. Vive nel cuore dell’Amazzonia da una vita e da una vita
si batte
per difenderla, per proteggerla. La foresta e i suoi abitanti sono la
sua
famiglia, il suo mondo. Con queste parole ci risponde sull’emergenza
che da
troppi giorni sta vivendo la grande foresta.
Il
contenuto dell’ultimo appello. “Questa è la voce del
popolo e di Fra Paulino Baldassarri,
Fra Heitor Turrini e Fra Rodrigo
Trejo OSM, che implorano vita per l’Amazzonia e per il mondo”, scrivevano pochi
giorni fa, “Noi, fra Paolino e fra Heitor, siamo due Frati Servi di Maria
italiani, di 80 anni, con 55 anni di vita nella foresta e che insieme a
migliaia di bambini e anziani soffriamo di una terribile bronchite e di altre
malattie polmonari causate dalla distruzione della nostra foresta amazzonica.
Chiediamo aiuto per difendere la vita di queste migliaia di bambini e anziani
minacciati dagli incendi, caldo e siccità. La nostra foresta, polmone del mondo
è asfissiata e sono molte le vittime. La situazione sta peggiorando sempre di
più. La distruzione registrata via satellite è enorme e le fiamme stanno
bruciando alberi secolari. Il nostro Stato sta vivendo momenti di oscurità a
causa dello spesso fumo originato da incendi privi di controllo. Agricoltori e
fazendeiros non riescono a controllare gli
incendi e neppure le nostre autorità possiedono le condizioni e la fermezza di
domare i focolai domestici che inquinano la preziosa aria. La preoccupazione
riguarda anche il futuro, si verificano infatti distruzioni di pascoli,
piantagioni di manioca, banane e caffè. E anche le case bruciano. Il bestiame
sta
morendo e la produzione di latte è diminuita addirittura del 50 percento. Ma
ciò che più preoccupa sono le vittime umane. Siamo minacciati dal Rotavirus,
che sta aumentando la sua potenza grazie alla siccità, al fumo e alla polvere.
Ogni giorno centinaia di bambini vengono portati al pronto soccorso, a causa di
diarrea, vomito e febbre associate alla disidratazione”.
Ladri di vita. “L’uomo
non ha mai sottratto tanto all’ambiente come durante gli ultimi 50 anni,
causando ovunque degradazione e alterazioni climatiche”, continuano i due
missionari, “Speriamo che Dio Misericordioso ci aiuti e che l’uomo prenda
coscienza di quanto sta succedendo in Amazzonia e su tutto il pianeta,
altrimenti avremo altri Tsunami ed altri disastri come quello di New Orleans.
L’Amazzonia con vento e fuoco a 200 km all’ora può scomparire in 24 ore con
quasi 10 milioni di brasiliani sul rogo o morenti per mancanza d’acqua, ma
nessuno vuole ascoltare questo discorso. I soldi possiedono più forza della
stessa salute e la guerra è più forte della pace e della giustizia. Osservando
tanta distruzione sentiamo stringerci il cuore e con il cuore imploriamo che
dai responsabili arrivi un gesto di controllo per diminuire l’olocausto della
foresta. Cosa fare? Coloro
che sono solidali con la situazione che stiamo vivendo, divulghino quanto sta
accadendo in Amazzonia e nel mondo. Siamo consapevoli che uno dei cammini da
percorrere per trovare la soluzione di tali problemi non è sbarrare lo sviluppo
economico, ma prendere decisioni intelligenti per quanto riguarda l’ambiente ed
evitare lo spreco, smettere di bruciare, distruggere, inquinare. Stiamo
chiedendo sostituzione di tecnologie inquinanti come gli incendi e i prodotti
chimici ecc., stiamo chiedendo la sostituzione di fonti di energia a favore
della salute umana. La velocità delle notizie è di 300 mila chilometri al
nanosecondo. La velocità dell’amore è infinita, infatti Dio è amore. Abbiamo
bisogno dell’ amore di tutti a favore dell’Amazzonia”.
“E’ ora di svegliarvi”. E
questa volta le “urla di dolore piene di speranza” stanno facendo il giro del
mondo, tanto che qualcosa si sta muovendo. “Tutta la stampa e le televisioni
parlano dell’Amazzonia finalmente, anche qui in Brasile”, ci ha raccontato,
felice, padre Massimo Lombardi, missionario di Rio Branco, anche lui impegnato
da 25 anni nella nobile causa amazzonica. “Padre Ettore si sta mettendo ancor
più al lavoro. È una persona mistica, idealista e lungimirante. Sta spendendo
tutte le sue forze per la vita della Foresta. Anche la rivista Veja sta facendo
reportage sull’Amazzonia bruciata. Finalmente. E intanto, cento pompieri della
Força Rarefa sono venuti da Brasilia e hanno finalmente spento il fuoco nella
Riserva Ecologica Chico Mendes”. La siccità persiste. È la peggiore degli
ultimi trent’anni. L’acqua potabile negli stati amazzonici scarseggia, e con
lei i pesci, che sono alimento base della gente povera della foresta. Alcuni
Stati, come quello di Amazonas, hanno iniziato a distribuire viveri e medicine
con l’aiuto delle forze armate, ma alcune zone sono talmente remote, che è
difficile persino raggiungerle in elicottero. “La situazione è critica –
commenta padre Massimo - ma questi assurdi fenomeni atmosferici stanno
svegliando di nuovo le coscienze addormentate ed è il momento di riprendere la
Bibbia e rileggerla come una volta, per illuminare la nostra vita e la nostra
realtà: «É l’ora di svegliarvi»”.Stella Spinelli