18/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Amazzonia, storia dei missionari che ci vivono. E lottano per salvarla
Amazzonia brucia“Avrei tanta voglia di dirti mille cose, sto cadendo. Lavorando anche venti ore al giorno e gli ottanta anni pesano. Ma ho tanta, tanta fede. Sono felice anche nel dolore e nelle prove. Stiamo uniti in preghiera, per essere degni di soffrire per la selva, per gli animali e sopratutto per la sua gente. Mi sento pianta e parlo e piango con le piante. Quando le tagliano, cascano che sembra l’universo che si spacca. In realtá si spacca il nostro polmone, la nostra Vita”. Frei Ettore Turrini ha ottanta anni. Vive nel cuore dell’Amazzonia da una vita e da una vita si batte per difenderla, per proteggerla. La foresta e i suoi abitanti sono la sua famiglia, il suo mondo. Con queste parole ci risponde sull’emergenza che da troppi giorni sta vivendo la grande foresta.
 
Una squadra d’eccezione. Insieme a fra Paolino Baldassarri, anche lui ottantenne, e a fra Rodrigo Trejo, Ettore gestisce l’Igreia Matriz, a Sena Madureira, nella regione di confine dell’Acre, stato centro-occidentale Brasile. Da decenni, con passione, lavorano e parlano di Amazzonia. Denunciano gli incendi dolosi che la devastano, il disboscamento che incombe, la selva che muore. E puntano il dito sui cacciatori di legno pregiato, sui grandi proprietari terrieri in cerca di pascoli, sulle multinazionali assetate di petrolio e minerali strategici, rimanendo spesso, troppo spesso, inascoltati. Questa volta il loro grido si è fatto disperato. Da 120 giorni nemmeno una goccia di pioggia. La siccità è a livelli eccezionali e i soliti incendi, gravi, ma controllabili, sono diventati tragici come le conseguenze che ne derivano. E non solo dal punto di vista ecologico. La mancanza d’acqua e il fumo che ha oscurato il cielo stanno provocando gravi danni alle persone più deboli, bambini e anziani, costretti al ricovero in ospedale. 48 bambini sono addirittura deceduti. “Anche fra Paolino ha una brutta bronchite – spiega frei Ettore - ma é partito ugualmente per l’Alto Jaco. Starà via 36 giorni”.
 
Amazzonia bruciaIl contenuto dell’ultimo appello. “Questa è la voce del popolo e di Fra Paulino Baldassarri,  Fra Heitor Turrini  e Fra Rodrigo Trejo OSM, che implorano vita per l’Amazzonia e per il mondo”, scrivevano pochi giorni fa, “Noi, fra Paolino e fra Heitor, siamo due Frati Servi di Maria italiani, di 80 anni, con 55 anni di vita nella foresta e che insieme a migliaia di bambini e anziani soffriamo di una terribile bronchite e di altre malattie polmonari causate dalla distruzione della nostra foresta amazzonica. Chiediamo aiuto per difendere la vita di queste migliaia di bambini e anziani minacciati dagli incendi, caldo e siccità. La nostra foresta, polmone del mondo è asfissiata e sono molte le vittime. La situazione sta peggiorando sempre di più. La distruzione registrata via satellite è enorme e le fiamme stanno bruciando alberi secolari. Il nostro Stato sta vivendo momenti di oscurità a causa dello spesso fumo originato da incendi privi di controllo. Agricoltori e fazendeiros non riescono a controllare gli incendi e neppure le nostre autorità possiedono le condizioni e la fermezza di domare i focolai domestici che inquinano la preziosa aria. La preoccupazione riguarda anche il futuro, si verificano infatti distruzioni di pascoli, piantagioni di manioca, banane e caffè. E anche le case bruciano. Il bestiame sta morendo e la produzione di latte è diminuita addirittura del 50 percento. Ma ciò che più preoccupa sono le vittime umane. Siamo minacciati dal Rotavirus, che sta aumentando la sua potenza grazie alla siccità, al fumo e alla polvere. Ogni giorno centinaia di bambini vengono portati al pronto soccorso, a causa di diarrea, vomito e febbre associate alla disidratazione”.
 
Amazzonia bruciaLadri di vita. “L’uomo non ha mai sottratto tanto all’ambiente come durante gli ultimi 50 anni, causando ovunque degradazione e alterazioni climatiche”, continuano i due missionari, “Speriamo che Dio Misericordioso ci aiuti e che l’uomo prenda coscienza di quanto sta succedendo in Amazzonia e su tutto il pianeta, altrimenti avremo altri Tsunami ed altri disastri come quello di New Orleans. L’Amazzonia con vento e fuoco a 200 km all’ora può scomparire in 24 ore con quasi 10 milioni di brasiliani sul rogo o morenti per mancanza d’acqua, ma nessuno vuole ascoltare questo discorso. I soldi possiedono più forza della stessa salute e la guerra è più forte della pace e della giustizia. Osservando tanta distruzione sentiamo stringerci il cuore e con il cuore imploriamo che dai responsabili arrivi un gesto di controllo per diminuire l’olocausto della foresta. Cosa fare? Coloro che sono solidali con la situazione che stiamo vivendo, divulghino quanto sta accadendo in Amazzonia e nel mondo. Siamo consapevoli che uno dei cammini da percorrere per trovare la soluzione di tali problemi non è sbarrare lo sviluppo economico, ma prendere decisioni intelligenti per quanto riguarda l’ambiente ed evitare lo spreco, smettere di bruciare, distruggere, inquinare. Stiamo chiedendo sostituzione di tecnologie inquinanti come gli incendi e i prodotti chimici ecc., stiamo chiedendo la sostituzione di fonti di energia a favore della salute umana. La velocità delle notizie è di 300 mila chilometri al nanosecondo. La velocità dell’amore è infinita, infatti Dio è amore. Abbiamo bisogno dell’ amore di tutti a favore dell’Amazzonia”.
 
Canoa, tipico mezzo di trasporto della selva“E’ ora di svegliarvi”. E questa volta le “urla di dolore piene di speranza” stanno facendo il giro del mondo, tanto che qualcosa si sta muovendo. “Tutta la stampa e le televisioni parlano dell’Amazzonia finalmente, anche qui in Brasile”, ci ha raccontato, felice, padre Massimo Lombardi, missionario di Rio Branco, anche lui impegnato da 25 anni nella nobile causa amazzonica. “Padre Ettore si sta mettendo ancor più al lavoro. È una persona mistica, idealista e lungimirante. Sta spendendo tutte le sue forze per la vita della Foresta. Anche la rivista Veja sta facendo reportage sull’Amazzonia bruciata. Finalmente. E intanto, cento pompieri della Força Rarefa sono venuti da Brasilia e hanno finalmente spento il fuoco nella Riserva Ecologica Chico Mendes”. La siccità persiste. È la peggiore degli ultimi trent’anni. L’acqua potabile negli stati amazzonici scarseggia, e con lei i pesci, che sono alimento base della gente povera della foresta. Alcuni Stati, come quello di Amazonas, hanno iniziato a distribuire viveri e medicine con l’aiuto delle forze armate, ma alcune zone sono talmente remote, che è difficile persino raggiungerle in elicottero. “La situazione è critica – commenta padre Massimo - ma questi assurdi fenomeni atmosferici stanno svegliando di nuovo le coscienze addormentate ed è il momento di riprendere la Bibbia e rileggerla come una volta, per illuminare la nostra vita e la nostra realtà: «É l’ora di svegliarvi»”.
 

Stella Spinelli

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