17/10/2005
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Il rischio di pandemia e le misure di prevenzione illustrate da un esperto
Scritto per noi da
Alberto E. Tozzi*
Se arriverà e quando arriverà la pandemia non lo sa nessuno. Perché si
verifichi un evento simile è necessario che sussistano due condizioni
fondamentali: la prima è che emerga un virus influenzale nuovo, e la
seconda è che questo virus sia trasmissibile da persona a persona. I
virus dell’influenza cambiano tutti gli anni. Questo succede per la
curiosa capacità di questi virus di potersi rimescolare da un ospite
all’altro, dall’animale all’uomo. Un virus candidato per la pandemia
c’è già e si chiama H5N1, un virus responsabile dell’influenza aviaria.
I virus dell’influenza aviaria possono mescolarsi con i virus umani
dell’influenza e dar luogo ad una sorta di ibrido. Quando questo
riarrangiamento dà luogo ad un virus molto diverso da quelli che hanno
circolato precedentemente, la popolazione generale non avrà alcuna
protezione immunitaria contro di esso perché questo virus non avrà
alcuna similitudine con quelli vecchi.
In viaggio per il mondo. H5N1 ha provocato milioni di casi tra i polli ed altri volatili ed è in
circolazione da qualche anno. In circa 140 casi questo virus è stato
trasmesso all’uomo. In nessun caso il virus è stato trasmesso da una
persona ad un’altra. Se questo virus, attraverso un riarrangiamento
acquisisse la capacità di essere trasmesso da persona a persona avremmo
una pandemia. Cosa si può fare per evitarla? L’Organizzazione mondiale della sanità
coordina una rete globale che raccoglie informazioni dai veterinari e
dai medici. I veterinari hanno il compito di controllare la diffusione
della malattia nei polli e negli uccelli. Spesso, per contenere la
circolazione di questa infezione, è necessario eliminare tutti i
volatili degli allevamenti dove sia stato documentato anche un solo
caso di infezione. Lo scenario dove avvengono più frequentemente questi eventi
è l’Asia.
In alcune zone di questo continente la densità di popolazione e di
animali è così elevata da favorire i contatti e il riarrangiamento del
virus. Purtroppo H5N1 è in grado di trasmettersi ad altre specie
aviarie oltre il pollo ed ha contagiato alcuni uccelli migratori che
sono stati trovati positivi per questo virus in Siberia e in Tajikistan
prima, ed in questi giorni in Turchia e in Romania. Questo fatto
documenta la capacità del virus di essere trasportato a lunga distanza.
Per arrivare all'uomo. Nessun caso nell’uomo è mai stato documentato, tuttavia, al di fuori
del continente asiatico. La trasmissione dall’uccello all’uomo di questo virus
si verifica solo
attraverso un contatto diretto con gli animali. L’ultimo dei casi
segnalati in Indonesia aveva avuto contatti stretti con i volatili
malati della sua fattoria. Il pollo ammalato elimina il virus
attraverso le vie respiratorie e presumibilmente con le feci. I virus,
inoltre, sono microrganismi dipendenti da cellule vive e non possono
sopravvivere a lungo in un animale morto. Infine, questo tipo di virus
viene rapidamente inattivato (a circa 70°), e di conseguenza la
trasmissione per via alimentare è altamente inverosimile.
Qualora si verificassero le condizioni per una trasmissione da persona
a persona, dunque, saremo esposti al rischio di una pandemia. In questo
caso dovremmo provvedere a mettere in atto numerose misure preventive
che, sebbene complesse, dovrebbero permettere di contenere la
diffusione della malattia.
Buona parte dei paesi europei, compreso il nostro, ha redatto un piano
per far fronte a una possibile simile emergenza. Questo piano prevede
l’applicazione di strategie preventive con un ordine di priorità per
diverse fasce della popolazione: prima di tutti i dipendenti dei
servizi sanitari, dei trasporti, le persone con malattie preesistenti,
i bambini e infine la popolazione generale.
Controllare il virus. Abbiamo a disposizione due strumenti preventivi principali: il vaccino
e alcuni farmaci antivirali. Il primo è in avanzata fase di messa a
punto e dal momento di una possibile pandemia potrebbe essere
disponibile in breve tempo. L’Italia si è già assicurata una opzione
per un quantitativo consistente di questo vaccino. Non tutti gli
antivirali sembrano efficaci nel trattamento dell’influenza aviaria. Il
ruolo di questi farmaci potrebbe essere utile nelle prime fasi di una
pandemia, prima della disponibilità di un vaccino. Le misure di controllo generali
sono altrettanto importanti. Il
lavaggio delle mani e mettersi la mano davanti alla bocca quando si
tossisce sono semplici ed efficaci misure di controllo. Intanto arriva l’influenza
“normale”. Nulla di nuovo rispetto al
passato. Bisogna vaccinarsi? Sicuramente devono vaccinarsi le categorie
a rischio. Il Ministero della salute promuove comunque un aumento della
diffusione della vaccinazione con due scopi: il primo è quello di
rodare un meccanismo che in caso di pandemia permetterebbe una
vaccinazione più rapida. Il secondo è che più persone sono vaccinate,
minori sono le probabilità che un virus aviario si possa ricombinare
con questo.