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Il virus H5N1, che dall'Asia è ormai arrivato in Turchia e
Romania, è causa dell'influenza aviaria, una malattia dei volatili.
Appartiene alla famiglia dei virus influenzali (di tipo A).
Il primo virus dell'influenza aviaria identificato risale a oltre un
secolo fa, proprio in Italia. Ormai diffuso in tutto il mondo nei suoi
diversi sottotipi, può
contagiare praticamente tutte le specie di uccelli (anche se alcune
sono più resistenti all’infezione) e dare manifestazioni di diversa
gravità: da forme con sintomi lievi a forme letali altamente contagiose
con diffusione rapida ed epidemie gravi. Si parla in questi casi di
influenza aviaria altamente patogenetica, che porta a morte quasi tutti
gli uccelli infettati.
Volatili infetti. L’epidemia attuale di influenza aviaria da H5N1 è
iniziata nel 2003 e a oggi sono stati registrati casi nei volatili in
diversi Paesi: Cambogia, Cina, Corea del Sud, Giappone, Kazakhstan,
Indonesia, Laos, Malesia, Mongolia, Romania, Russia, Thailandia,
Turchia, Vietnam. Turchia e Romania si sono aggiunte in questi ultimi
giorni. Per quanto riguarda invece i casi umani collegati a
quest’ultima epidemia, nel gennaio 2004 in Vietnam il virus H5N1 ha
nuovamente dimostrato la sua capacità di infettare l’uomo. Il numero
complessivo delle persone infettate, aggiornato al 10 ottobre, parla di
117 casi, di cui 60 mortali, distribuiti nei seguenti Paesi: Cambogia
(4 casi, 4 morti), Indonesia (5 casi, 3 morti), Thailandia (17 casi, 12
morti) e Vietnam (91 casi, 41 morti). Quasi tutte queste infezioni sono
state collegate al contatto con pollame infetto, anche se casi isolati
di possibile trasmissione, poco efficiente, da uomo a uomo possono
essersi verificati in Vietnam nel 2004 e forse in Thailandia e
Indonesia. La mortalità complessiva è dunque intorno al 50 percento (un
morto ogni due infettati). Il timore di una pandemia influenzale umana,
a partire da quella aviaria, è dato dalla possibilità di ricombinazione
del virus H5N1 con quello dell’influenza umana in una persona che
presenta le due infezioni contemporaneamente. Questo porterebbe a un
virus in grado di trasmettersi fra gli uomini.Valeria Confalonieri