17/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il virus dell'epidemia aviaria circola da anni in Asia
Copyright - Who/P. VirotIl virus H5N1, che dall'Asia è ormai arrivato in Turchia e Romania, è causa dell'influenza aviaria, una malattia dei volatili. Appartiene alla famiglia dei virus influenzali (di tipo A). Il primo virus dell'influenza aviaria identificato risale a oltre un secolo fa, proprio in Italia. Ormai diffuso in tutto il mondo nei suoi diversi sottotipi, può contagiare praticamente tutte le specie di uccelli (anche se alcune sono più resistenti all’infezione) e dare manifestazioni di diversa gravità: da forme con sintomi lievi a forme letali altamente contagiose con diffusione rapida ed epidemie gravi. Si parla in questi casi di influenza aviaria altamente patogenetica, che porta a morte quasi tutti gli uccelli infettati.
 
Il virus protagonista. Esistono quindici sottotipi del virus influenzale che possono infettare i volatili, identificati da sigle diverse. Finora tutte le epidemie più gravi sono state causate dai sottotipi H5 e H7. La lettera N indica invece il tipo di proteina combinata con il virus. L’epidemia attuale, in corso dal 2003 nel Sud Est asiatico, è causata dal virus H5N1. Segnalato per la prima volta nel 1997, questo virus preoccupa per la sua capacità di mutazione rapida, che gli ha permesso di passare dagli uccelli ad altre specie animali (gatti, topi) e all’uomo. Infatti, normalmente i virus dell’influenza aviaria non infettano specie diverse dai volatili e i maiali. I primi casi di infezione umana da H5N1 si sono verificati nel 1997 a Hong Kong, dove 18 persone hanno presentato una malattia respiratoria acuta grave, risultata letale in sei pazienti. Contemporaneamente, lo stesso ceppo era responsabile di un’epidemia di influenza aviaria nei polli della città ed è stato verificato che l’infezione nell’uomo era legata al contatto stretto con il pollame infetto. L’eliminazione in tre giorni di circa un milione e mezzo di volatili  aveva bloccato l’epidemia.  

Copyright - Who/P.Virot Volatili infetti. L’epidemia attuale di influenza aviaria da H5N1 è iniziata nel 2003 e a oggi sono stati registrati casi nei volatili in diversi Paesi: Cambogia, Cina, Corea del Sud, Giappone, Kazakhstan, Indonesia, Laos, Malesia, Mongolia, Romania, Russia, Thailandia, Turchia, Vietnam. Turchia e Romania si sono aggiunte in questi ultimi giorni. Per quanto riguarda invece i casi umani collegati a quest’ultima epidemia, nel gennaio 2004 in Vietnam il virus H5N1 ha nuovamente dimostrato la sua capacità di infettare l’uomo. Il numero complessivo delle persone infettate, aggiornato al 10 ottobre, parla di 117 casi, di cui 60 mortali, distribuiti nei seguenti Paesi: Cambogia (4 casi, 4 morti), Indonesia (5 casi, 3 morti), Thailandia (17 casi, 12 morti) e Vietnam (91 casi, 41 morti). Quasi tutte queste infezioni sono state collegate al contatto con pollame infetto, anche se casi isolati di possibile trasmissione, poco efficiente, da uomo a uomo possono essersi verificati in Vietnam nel 2004 e forse in Thailandia e Indonesia. La mortalità complessiva è dunque intorno al 50 percento (un morto ogni due infettati). Il timore di una pandemia influenzale umana, a partire da quella aviaria, è dato dalla possibilità di ricombinazione del virus H5N1 con quello dell’influenza umana in una persona che presenta le due infezioni contemporaneamente. Questo porterebbe a un virus in grado di trasmettersi fra gli uomini.

Valeria Confalonieri

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità