stampa
invia
Il testo della rivendicazione
Povertà e
disoccupazione. In Cabardino-Balcaria e nelle altre repubbliche
russo-caucasiche a maggioranza islamica, il crollo dell’Unione Sovietica ha
creato un vuoto anche in campo religioso, perché pure questo ambito era gestito
e organizzato da strutture statali. A riempire questo vuoto sono state le nuove
generazioni che, afflitte dalla povertà e dalla disoccupazione, si sono
rifugiate nella religione. Non però nell’islam tradizionale e moderato dei
padri, di matrice sufi, bensì in quello radicale e politico di origine
araba e di matrice salafita.
Distrarre i russi
dalla Cecenia. L’allora leader indipendentista ceceno Aslan Mashkadov era contrario
all’estensione della guerra fuori dai confini ceceni. Ciononostante, il
famigerato comandante ceceno Shamil Basayev continuava a lavorare ‘in proprio’
al suo progetto di trasformare la
guerra indipendentista cecena in una jihad che coinvolgesse tutte le repubbliche
islamiche del Caucaso russo allo scopo di instaurare nella regione uno Stato islamico.
Dietro a questo disegno si nasconde in realtà una lucida strategia
militare: distrarre risorse militari russe dal teatro di guerra ceceno creando
diversivi
nelle repubbliche confinanti.
Una jihad ‘difensiva’.
Molti di questi giovani, già frustrati dalla povertà e dalla mancanza di
lavoro, hanno vissuto questa persecuzione come una provocazione, alla quale
hanno reagito ingrossando le fila delle jamiat
jihadiste come Yarmuk, ormai pronte a dichiarare guerra ‘difesniva’ contro le
autorità locali e federali russe. La proclamazione ufficiale dell’inizio della jihad in Cabardino-Balcaria è dell’agosto
2004.
La prima azione, a scopo di armamento, è l’assalto all’armeria della polizia
anti-droga di Nalchik, lo scorso dicembre. I guerriglieri se ne andarono via
con un vero e proprio arsenale da guerra. A gennaio, in uno scontro a fuoco con
la polizia, Muslim Atayev è stato ucciso. Il suo posto alla guida del gruppo è
stato preso da Anzor Astemirov, che sembra sia rimasto ucciso nell’attacco di
ieri.
Il ‘Fronte
Caucasico’ di Sadulayev. Dopo l’eliminazione di
Maskhadov da parte delle forze speciali russe lo scorso 8 marzo, il progetto di
regionalizzazione del conflitto ceceno di Basayev è diventata la nuova linea
ufficiale della guerriglia cecena capeggiata ora dal radicale Abdul-Khalim
Sadulayev. Questi infatti non ha perso tempo e lo scorso 5 maggio ha ordinato
con decreto ufficiale
la creazione di un nuovo “Fronte Caucasico” della resistenza cecena
all'interno del quale sono
stati inquadrati i gruppi armati jihadisti di Inguscezia, Ossezia del
Nord,
Caracievo-Circassia, Adigezia, Krasnodar e Cabardino-Balcaria.
Comandante delle
operazioni di questo fronte è stato nominato l’emiro Abu-Muslim.
L’emiro Saifullah è stato designato come ‘ufficiale di collegamento’
per il settore della Cabardino-Balcaria, e quindi reale comandnate dei
guerriglieri dello Yarmuk.
Enrico Piovesana