25/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Marjane Satrapi, Lizard Edizioni, 2003
Scritto per noi da
Davide Scagni
 
Copertina di Taglia e Cuci, Lizard 2003Tra la terza e la quarta parte di Persepolis, il suo lavoro più noto e apprezzato, la disegnatrice iraniana Marjane Satrapi ha realizzato un breve racconto di intermezzo, quasi un dietro le quinte della vicenda maggiore, che narra un pomeriggio di chiacchiere oziose tra donne. La ventenne Marjane, sua madre e sua nonna, – della quale già in Persepolis avevamo conosciuto il carattere anticonformista –, insieme ad altre donne di diverse generazioni, si scambiano svagate confidenze al riparo dallo sguardo indiscreto degli uomini. Le loro storie di vita e d’amore, le parole che mai direbbero al di fuori di quel contesto, sono riportate dalla Satrapi con delicatezza e semplicità. Tra un segreto svelato e un’esclamazione piccante, questi racconti scoprono nuovi dettagli sulla condizione femminile in Iran e sulla inattesa vitalità celata sotto l’oscurantismo degli ayatollah. Come in Dieci, del regista connazionale Abbas Kiarostami, il ritratto delle donne iraniane compiuto dalla Satrapi si presenta tanto sfaccettato quanto inafferrabile. Le figure rappresentate non smettono mai di inseguire i loro desideri, a dispetto delle rigide regole imposte dal regime, e quello che raccontano è un piccolo ma eloquente spaccato dell’Iran “privato” che cresce al di sotto della discriminazione pubblica. Dopo Persepolis, anche Taglia e Cuci propone un’ironica riflessione sulle tensioni (e le sorprendenti analogie) che dividono Medio Oriente e mondo occidentale, filtrate dallo sguardo di un’autrice che ha vissuto quelle tensioni in prima persona e ha trovato il coraggio (e il linguaggio) per raccontarle con efficacia.
 
Autoritratto di Marjane Satrapi, oggi
Sotto il velo dell’Iran. Come sostiene la nonna di Marjane, “sparlare gli uni degli altri è tonificante per il cuore”. Dopo pranzo, terminate le pulizie e lasciati gli uomini al loro pisolino pomeridiano, le donne della famiglia Satrapi si ritirano in salotto a prendere il samovar (il the iraniano). Le semplici e esemplari vicende che si confidano, si intrecciano tra loro come un improvvisato ricamo. C’è la storia della povera Nahid, che, durante la prima notte di nozze, quasi evirò il marito per fingere la propria verginità. C’è la storia di Parvine, che odia il matrimonio perché da bambina fu costretta a sposare un vecchio generale di 69 anni. C’è la vicenda di Amineh, innamorata di un comunista costretto a fuggire dall’Iran quando lo Scià riprese il potere, nel ’53: i due si sposarono poco prima che lui partisse, ma, quando lei raggiunse il marito in Germania, scoprì che lui aveva molte amanti, e molto meno amore di quanto prometteva. C’è, infine, la storia di Chideh, che dapprima si sposò soltanto per sfuggire ai genitori che la maltrattavano, quindi divorziò e trovò un altro uomo che tuttavia non poteva sposarla, a causa dell’opposizione della madre. Così, Chideh arrivò a ricorrere all’aiuto di una maga, per farsi prescrivere un rituale d’amore dai risultati alquanto ridicoli. E poi ci sono chirurgie plastiche, fughe d’amore, imbarazzanti confessioni e cuciture integrali per riacquistare verginità perdute. Sono questi innocui discorsi a mostrare, con leggerezza ma senza falsi pudori, le piccole vite nascoste sotto il velo dell’Iran. Ancora una volta, il disegno naif e senza prospettiva della Satrapi sa racchiudere con pochi tratti la profondità di un mondo, come quello iraniano, ricco di contrasti. Le parole segrete delle donne iraniane le indicano di volta in volta come vittime e padrone della situazione, sottomesse al ruolo imposto loro dalla società ma allo stesso tempo coscienti della propria importanza in quanto madri, mogli o amanti. L’uomo, sempre presente nei loro ragionamenti ma mai attivo sulla scena, interviene solo una volta, ad aprire e chiudere il flusso discorsivo. Il nonno di Marjane, che la moglie chiama sempre per cognome “in segno di rispetto”, irrompe nel mezzo di una conversazione che lo interessa, solo per scoprire di non essere autorizzato a parteciparvi. Cacciato malamente dalla consorte, il vecchio Satrapi si allontana a testa bassa, conscio della propria estraneità a queste piccole, e solo apparentemente banali, “chiacchiere tra donne”.
 
Marjane Satrapi

Taglia e cuci

Lizard Edizioni, 2003

Categoria: Diritti, Donne, Costume
Luogo: Iran