11/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La battaglia per Gaza si fa sempre più pericolosa
Il vertice tra il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen e il Primo Ministro israeliano Ariel Sharon, previsto per oggi, è stato rinviato. L'incontro, il primo dopo lo sgombero della Striscia di Gaza, era molto atteso per capire quali passi attendevano Israele e Palestina sulla via della pace in Medio Oriente, ma per adesso i due leader non si vedranno.
 
abu mazen e ariel sharonBlocco politico. Secondo le versioni ufficiali, l'incontro sarebbe stato rimandato per alcune divergenze tra le due delegazioni nei colloqui preliminari. Gli uomini di Mazen puntavano a mettere subito sul tavolo i problemi rimasti irrisolti, come quello dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane e del totale controllo del confine tra Egitto e Gaza. Gli uomini di Sharon, d'altro canto, volevano precise garanzie sul disarmo prossimo venturo delle milizie armate palestinesi nella Striscia di Gaza, Hamas e Jihad Islamica in particolare. Nessuna delle due parti poteva prendere impegni solidi su argomenti tanto delicati in così poco tempo e ieri, a complicare ulteriormente le cose, si è aggiunto il più grave incidente tra israeliani e palestinesi dopo lo sgombero di Gaza. Ieri tre ragazzi sono stati uccisi dai militari d'Israele mentre tentavano di attraversare il confine tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Secondo i soldati portavano esplosivo, secondo i palestinesi erano adolescenti disarmati. Sono stati freddati sul posto. L'episodio ha raffreddato il tono dei colloqui tra le delegazioni, ma sono giorni che i servizi segreti israeliani lanciano segnali inquietanti: le infiltrazioni di al-Qaeda nella Striscia di Gaza diventano sempre più evidenti.
 
un soldato israeliano perquisisce un palestineseIl vero problema. Secondo l'intelligence di Tel Aviv l'obiettivo è chiaro: mettere le mani su quella terra che ha un valore simbolico unico per tutto il mondo islamico.
Il generale Aharon Zeevi-Farkash, capo dello Shin Bet (il servizio segreto militare d'Israele), ne è convinto tanto da dichiarare al quotidiano israeliano Yediot Ahronot, proprio mentre le delegazioni preparavano il vertice tra Mazen e Sharon, “gli uomini di al-Qaeda controllano una base nel deserto del Sinai egiziano. L'edificio è stato circondato da mine per essere protetto dalle stesse forze armate d'Egitto. Quella è stata la base logistica dove è stato preparato l'attentato a Sharm el-Sheikh dei mesi scorsi. I servizi segreti egiziani lo sanno, ma si muovono con cautela per non creare tensioni interne”. Secondo fonti militari d'Israele, citate dal quotidiano al-Sharq al-Awsat, Sharon pretendeva come condizione per sedersi oggi allo stesso tavolo con Abu Mazen, che l'Anp accettasse d'inserire questo argomento all'ordine del giorno. L'eventuale rifiuto dei palestinesi potrebbe essere quindi il vero punto dove si sono insabbiate le trattative. Nessuna conferma ufficiale quindi, ma i motivi di preoccupazione non mancano. Nei giorni scorsi a Khan Yunes, nella Striscia di Gaza, per la prima volta nella lunga storia della lotta palestinese, un gruppo di militanti ha stampato e distribuito dei volantini nei quali dichiarava di essere l'emanazione palestinese di al-Qaeda.
 
una manifestazione di hamas per le strade di GazaL'anarchia di Gaza. Tra i sostenitori della causa palestinese sono in molti a ritenere che questa sia un'operazione dei servizi segreti israeliani, per rientrare a Gaza dalla finestra dopo essere usciti dalla porta. La minaccia di al-Qaeda, in tutto il mondo, è ormai diventata una sorta di logo da esportazione buono per tutte le occasioni. Buono in particolare per giustificare l'uso della forza. Ma questa lettura della vicenda rischia di mettere in secondo piano un problema grave: quello dell'assoluta anarchia che regna nella Striscia di Gaza. Abu Mazen ha sempre più difficoltà da gestire. Il Presidente dell'Anp deve mostrare, alla vigilia di un viaggio d'importanza vitale a Washington, di avere il controllo della sua gente. Ma si presenterà davanti a Bush con il governo del suo uomo Abu Ala e tutti i ministri sfiduciati e 'dimissionati'. Con quale accusa? Quella di non aver saputo garantire la sicurezza nella Striscia di Gaza. Al-Qaeda o non al-Qaeda, il problema di Mazen resta quello di strade controllate da milizie armate che sparano all'impazzata per strada, alle quali lui può contrapporre agenti di polizia male armati e sempre più terrorizzati, con o senza al-Qaeda.

Christian Elia

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