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Blocco politico. Secondo le versioni ufficiali, l'incontro
sarebbe stato rimandato per alcune divergenze tra le due delegazioni nei
colloqui preliminari. Gli uomini di Mazen puntavano a mettere subito sul tavolo
i problemi rimasti irrisolti, come quello dei prigionieri palestinesi nelle
carceri israeliane e del totale controllo del confine tra Egitto e Gaza. Gli
uomini di Sharon, d'altro canto, volevano precise garanzie sul disarmo prossimo
venturo delle milizie armate palestinesi nella Striscia di Gaza, Hamas e Jihad
Islamica in particolare. Nessuna delle due parti poteva prendere impegni solidi
su argomenti tanto delicati in così poco tempo e ieri, a complicare
ulteriormente le cose, si è aggiunto il più grave incidente tra israeliani e
palestinesi dopo lo sgombero di Gaza. Ieri tre ragazzi sono stati uccisi dai militari
d'Israele mentre tentavano di attraversare il confine tra la Striscia di Gaza
e
la Cisgiordania. Secondo i soldati portavano esplosivo, secondo i palestinesi
erano adolescenti disarmati. Sono stati freddati sul posto. L'episodio ha raffreddato
il tono dei colloqui tra le
delegazioni, ma sono giorni che i servizi segreti israeliani lanciano segnali
inquietanti: le infiltrazioni di al-Qaeda nella Striscia di Gaza diventano
sempre più evidenti.
Il vero problema. Secondo l'intelligence di Tel Aviv
l'obiettivo è chiaro: mettere le mani su quella terra che ha un valore
simbolico unico per tutto il mondo islamico.
L'anarchia di Gaza. Tra i sostenitori della causa
palestinese sono in molti a ritenere che questa sia un'operazione dei servizi
segreti israeliani, per rientrare a Gaza dalla finestra dopo essere usciti dalla
porta. La minaccia di al-Qaeda, in tutto il mondo, è ormai diventata una sorta
di logo da esportazione buono per tutte le occasioni. Buono in particolare per
giustificare l'uso della forza. Ma questa lettura della vicenda rischia di
mettere in secondo piano un problema grave: quello dell'assoluta anarchia che
regna nella Striscia di Gaza. Abu Mazen ha sempre più difficoltà da gestire. Il
Presidente dell'Anp deve mostrare, alla vigilia di un viaggio d'importanza
vitale a Washington, di avere il controllo della sua gente. Ma si presenterà
davanti a Bush con il governo del suo uomo Abu Ala e tutti i ministri
sfiduciati e 'dimissionati'. Con quale accusa? Quella di non aver saputo
garantire la sicurezza nella Striscia di Gaza. Al-Qaeda o non al-Qaeda, il
problema di Mazen resta quello di strade controllate da milizie armate che
sparano all'impazzata per strada, alle quali lui può contrapporre agenti di polizia
male armati e sempre più terrorizzati, con o senza al-Qaeda.Christian Elia