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Malri ha cinque anni e Maria ne ha sessanta e vivono entrambi in Tanzania. Roberto
di anni ne ha cinquanta e vive
in Brasile. Tre persone con qualcosa in comune. La vita li ha messi di
fronte rispettivamente a obesità, cancro e ictus cerebrale ed è per
aiutare loro ed evitare ad altri questo destino che l’Organizzazione
mondiale della sanità (Oms) ha proposto un nuovo obiettivo per il 2015:
ridurre ogni anno del 2 percento il numero di morti per malattie croniche.
Queste patologie portano a morte prematuramente 17 milioni di persone
ogni anno. Secondo un rapporto dell’Oms appena pubblicato, il
raggiungimento di questa nuova meta salverà la vita a 36
milioni di persone, metà della quali con meno di 70 anni.
Dieta, movimento, tabacco. La maggior parte delle malattie croniche è
causata da pochi fattori di rischio, conosciuti e prevenibili. Fra
questi i più importanti sono una dieta poco sana, la mancanza di
attività fisica e l’uso di tabacco. Malri, in Tanzania, è uno dei tre
esempi riportati dall’Oms e citati all’inizio: ha solo cinque anni ma
mangia male, troppi grassi animali e poca verdura e frutta. Inoltre, si
muove poco, perché il cortile e le zone intorno alla casa sono troppo
piccole o pericolose per la presenza di rifiuti e detriti di
costruzione. Peraltro la mamma di Malri non pensa che l’obesità sia un
fattore di rischio e che il peso prima o poi si sistemerà da solo. Ma
l’obesità è il fattore di rischio maggiore per le malattie croniche e
si stima sia responsabile di due milioni e mezzo di morti ogni anno.
La forza della prevenzione. Roberto invece, padre di famiglia
brasiliano, ha avuto il primo ictus cerebrale a 46 anni, altri due
quattro anni dopo. Non può camminare né parlare e, anche se le medicine
e le visite sono gratuite, la sua famiglia non ha i soldi per l’autobus
per portarlo al centro medico. Oltre l’80 percento delle malattie
cardiovalscolari, inclusi gli ictus cerebrali, è prevenibile. Proprio sulla prevenzione
l’Oms chiama a raccolta gli sforzi delle
nazioni. Vi sono alcune iniziative semplici ed economiche che possono
portare a rapidi risultati, come la riduzione del sale nei cibi, il
miglioramento delle mense scolastiche, la tassazione dei prodotti
contenenti tabacco. Tutti sono coinvolti: governi, industria privata,
società civile e comunità. “Sempre più persone stanno morendo troppo
presto e soffrendo troppo a lungo per malattie croniche. Sappiamo cosa
fare e dobbiamo farlo ora”, ammonisce Catherine le Galès-Camus,
assistente alla direzione del Noncommunicable Diseases and Mental
Health dell’Oms. Il carico di morte e malattia delle malattie croniche
è in crescita e se non si inizia subito a fare qualcosa, “il guadagno
ottenuto riducendo i danni alla salute delle malattie infettive sarà
spazzato via da una nuova ondata di malattie prevenibili che sommergerà
le persone meno in grado di proteggersi” conclude su The Lancet Richard
Horton.Valeria Confalonieri