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Persepolis è un romanzo grafico in quattro parti, tradotto per la prima volta
in Italia dalla Lizard edizioni e raccolto in due volumi dalla Sperling e Kupfer.
Di recente, Repubblica l'ha presentato integralmente in un unico volume dei suoi
"Classici del fumetto". L’autrice, Marjane Satrapi, è nata nel 1969 a Rasht, sulle rive del Mar Caspio,
ma ha trascorso la sua giovinezza prima a Teheran e poi a Vienna. La storia privata
di Marjane, la sua faticosa ricerca di un’identità divisa tra Persia e Europa,
tra i dettami della sua terra d’origine e le tentazioni dell’occidente, si mescola
così con la Storia travagliata del suo Paese d'origine, logorato da vent’anni
di conflitti e di fondamentalismo religioso e incapace di reagire positivamente
alle spinte progressiste provenienti dal “decadente” mondo ricco.
Persepolis 1: l’infanzia. Il primo libro di Persepolis, dal titolo “storia di un’infanzia”, comincia con
una rivoluzione: lo Scià di Persia, dopo decine di manifestazioni pro-democrazia,
viene costretto all’esilio. È il 1979 e Marjane ha appena compiuto dieci anni.
Suo zio Anush, studente dissidente all’epoca dello Scià, viene liberato dopo nove
anni di prigione, per poi essere di nuovo arrestato e condannato a morte dalla
nascente Repubblica islamica iraniana. La rivoluzione degli intellettuali è fallita
prima ancora di cominciare, incapace di dialogare con un Paese che è ancora per
metà analfabeta. Ha vinto il fondamentalismo religioso, che forse ha poche idee,
ma intende farle rispettare senza discussioni. D’ora in avanti le donne sono tenute
a portare il velo, perché i capelli femminili “emanano raggi che eccitano gli
uomini”. Chiunque deve seguire con scrupolo i dettami religiosi per non incappare
nei controlli dei “guardiani della rivoluzione”, o di un vicino di casa delatore.
È in questo clima repressivo che scoppia la guerra con l’Iraq di Saddam Hussein.
Nel 1980, centinaia di soldati, già arrestati per un tentato colpo di stato, vengono
amnistiati e fatti morire sotto i colpi della artiglieria irachena. Mentre ogni
giorno ragazzi poco più grandi di Marjane si fanno saltare sulle mine in cambio
del Paradiso, Marjane partecipa alla sua prima festa e fuma le sue prime sigarette.
Il suo carattere anticonformista non piace alle autorità scolastiche, che la espellono
dall’istituto. Altre sue coetanee, spiriti ribelli almeno quanto lei, vengono
fatte sposare ai guardiani della rivoluzione, quindi violentate e uccise in cambio
di pochi spiccioli di dote. In questo scenario, i genitori di Marjane, che la
avevano sempre educata a valori democratici e progressisti, scelgono il male minore.
Marjane non è fatta per questo Iran: il suo futuro è in Europa.
Persepolis 2: l’adolescenza e la maturità. Ad appena 14 anni, sola e incosciente, Marjane si trasferisce per la prima volta
in Austria. È qui che comincia la sua formazione fisica e mentale: l’incontro
con la droga, il distacco dalle proprie origini, il sesso, l’amore. In pochi mesi,
Marjane cambia così tanto da non riconoscersi più. Nell’85, dopo il fallimento
di una relazione sentimentale che la conduce a un passo della morte, Marjane sceglie
di tornare a casa. La Teheran che ritrova è una città logorata come lei, piena
di strade dai nomi di martiri. L’Iran ha pagato a caro prezzo la fine della guerra
con l’Iraq: tutti gli oppositori politici sono stati giustiziati e il conflitto
interno ha condotto il Paese sull’orlo del baratro. Come altre ragazze della sua
età, Marjane esprime la propria ribellione dentro le mura di casa o in certi dettagli
dell’abbigliamento, ma lei non può accontentarsi di questo. Nell’89 si iscrive
alla scuola d’arte. Due anni dopo si sposa con Reza, col quale condivide la passione
per il disegno e poco altro. Intanto, scoppia la guerra Usa-Iraq. Il mondo è terrorizzato
da possibili atti di ritorsione mentre il popolo iraniano gioisce per la sofferenza
dello storico rivale. Marjane si sente sempre più distante da questa gente rassegnata.
Nel 1993, divorzia da Reza e di nuovo vola in Europa, questa volta definitivamente,
per riappropriarsi del proprio vissuto e della storia del proprio Paese: da lì,
prenderà avvio la stesura di Persepolis e la sua rinascita. Senza frasi altisonanti,
ma con la sincerità di una donna che non ha paura di raccontarsi, la Satrapi ci
offre lo spaccato di una nazione la cui colpa maggiore è forse quella di avere
rinunciato alle proprie aspirazioni. Persepolis è prima di tutto questo: la storia
di un’integrazione sofferta, nella quale il linguaggio del fumetto sa essere,
nel contempo, rilettura ironica dell’esistenza e straordinario filtro di osservazione
del mondo.Persepolis 1 e 2
Sperling e Kupfer Editori, 2003