Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.39- 2005 dal 30/9 al 05/10
Colombia. Due bambini sono saltati in aria il 30 settembre mentre
giocavano con un bomba trovata in un campo nei pressi della loro
abitazione. Erano due cugini: uno di 5 l’altro di 9 anni.
Appartenevano alla popolazione indigena Nasa. Sono rimasti feriti
anche
3 loro familiari. È accaduto vicino a Toribio,
città andina, a 400 chilometri a sudovest di Bogotá. Si
tratta dell’ennesima tragedia provocata dall’alta presenza di
campi minati in trenta dei trentadue dipartimenti colombiani, che
fanno della Colombia il quarto paese nella classifica dei morti
provocati da mineantiuomo, subito dietro a Cecenia, Afghanistan e
Cambogia.
Ucciso un avvocato, difensore dei diritti umani il 4
ottobre. Si tratta di Pedro Perez, che da sempre ha lavorato per
i prigionieri politici, ha partecipato ad attività sindacali e
militato in organizzazioni sociali critiche con i governi della
Colombia. E’ stato ucciso nelle prime ore della mattina, da parte
di sicari che lo aspettavano appostati fuori della sua abitazione,
nel nord di Barranquilla, regione Atlantico, nel nord del Paese. Con
questo omicidio, sale
a 100 il bilancio annuale degli assassinati
in esecuzioni extragiudiziali da parte di sicari.
13 coltivatori di foglie di coca sono stati uccisi,
presumibilmente dai guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie.
Si tratta di un gruppo di cocaleros assoldato dai paramilitari di
destra, che ingaggiano sanguinari scontri a fuoco con i guerriglieri
per avere il controllo del territorio e quindi del traffico di coca.
È avvenuto nell’isolata regione di Vistahermosa, un’area
impervia, ancora senza strade, che si trova a circa 200 chilometri a
sud di Bogotá.
Sri
Lanka. Il 6, una persona è rimasta ferita per
l’esplosione di una bomba nella capitale Colombo. L’ordigno
si trovava in un furgoncino parcheggiato davanti alla sede del
giornale controllato dall’Ealam People’s Democratic Party,
partito tamil alleato del governo cingalese e critico verso il
movimento guerrigliero delle Tigri.
Il
conflitto armato tra l’esercito governativo e i separatisti tamil
delle Tigri è cominciato nei primi anni Ottanta e finora ha
causato 65mila vittime. Nonostante il cessate il fuoco proclamato nel
febbraio 2002, si continuano a registrare violenze nel nord e
nell’est del Paese a maggioranza tamil.
Kashmir
indiano. Il 30, l’esercito indiano ha comunicato che almeno 30
persone sono morte nelle ultime violenze. Tra queste 6 soldati e
14 presunti ribelli hanno perso la vita in scontri a fuoco.
Il
primo, 8 persone, inclusi 6 militanti islamici, sono rimasti
uccisi in diversi scontri con le forze di sicurezza indiane.
Nello stesso giorno le truppe indiane hanno ucciso Abdul Rashid
Gujjar, capo del gruppo ribelle Hizbul Mujahedin, nel distretto
meridionale di Pulwama. Gujjar sarebbe stato coinvolto in due
attentati che avevano provocato 22 vittime.
Il
2, un soldato indiano ha ucciso dopo un litigio 3
colleghi e poi se stesso in un campo dell’esercito a Rajouri.
Il
4, presunti ribelli hanno fatto irruzione in casa di una
famiglia musulmana uccidendone 3 membri nel distretto di
Udhampur, mentre altri 2 militanti sono stati uccisi da
paramilitari nel distretto di Budgam.
Il
5, 13 pendolari sono rimasti feriti da una granata
lanciata da presunti ribelli contro una stazione autobus di Anantnag,
55 chilometri dalla capitale Srinagar. Nello stesso giorno i
soldati indiani hanno ucciso 4 presunti militanti islamici vicino
alla “Linea di controllo”, il confine che divide il Kashmir
indiano da quello pachistano.
Indonesia. Il primo ottobre, 22 persone sono morte e oltre cento sono
rimaste ferite in tre attentati che quasi simultaneamente hanno
colpito tre ristoranti di Jimbaran e Kuta a Bali. Nonostante i
sospetti cadano sulla Jemaah Islamiah, gli esperti della regione
sottolineano che il terrorismo indonesiano va ricondotto a questioni
locali più che alla jihad islamica propagandata dai gruppi
attivi in Medio Oriente.
India.
Il 30, 16 persone sono state uccise dalla polizia nello Stato
del Meghalaya mentre protestavano pacificamente contro una
riforma scolastica che crea divisioni tra la tribù dei Garo e
quella dei Khasi. Il giorno dopo è stato imposto il coprifuoco
in tutta la regione al confine con il Bangladesh.
Thailandia.
Il
4,
5 soldati sono stati uccisi da presunti
assalitori musulmani nella provincia meridionale del Narathiwat.
Il
5, il corpo di un civile è stato trovato decapitato
nella provincia di Yala, sempre nell’estremo sud del Paese.
Potrebbe trattarsi ancora una volta di una vittima degli estremisti
musulmani.
La
Thailandia del sud è sconvolta dagli attacchi compiuti dai
musulmani radicali contro le comunità buddiste a partire dal
gennaio 2004 e ai quali il governo ha risposto con una feroce
repressione poliziesca. Nel conflitto finora sono morte circa 900
persone.
Pakistan.Tra il 29 e il 30, 11 soldati pachistani sono morti in scontri con
i militanti islamici nel Waziristan del nord, , al confine con
l’Afghanistan.
Il
3, 4 presunti militanti islamici sono stati uccisi dai
paramilitari pachistani nel Waziristan del nord.
Il
6, presunti estremisti di al-Qaeda hanno lanciato tre razzi
contro un accampamento dell''esercito regolare a Datta Kheil, non
lontano dalla frontiera con l'Afghanistan, uccidendo almeno 2
persone. I primi due razzi sono esplosi sul suolo senza provocare
danni. Il terzo ha centrato un appartamento uccidendo due abitanti e
ferendo in modo grave una ragazzina.
Negli
ultimi due anni centinaia di ribelli e oltre 250 soldati pachistani
sono morti nelle regioni tribali al confine con l’Afghanistan.
Bangladesh.
Tra il 3 e il 4, varie esplosioni hanno ucciso almeno 3 persone e ne
hanno ferite altre 5 in diverse zone del sud. Il 4, in un tribunale
del distretto sudorientale di Lakshmipur, un ordigno è esploso
causando la morte di un civile e il ferimento di un ufficiale di
polizia. Una seconda deflagrazione in un tribunale del distretto di
Chittagong (anch’esso nel sudest del paese) ha causato un ferito,
mentre un terzo ordigno collocato nella stessa aula è rimasto
inesploso. Il 3, 2 persone hanno perso la vita e altre 3 sono rimaste
ferite quando ignoti hanno lanciato quattro bombe in un mercato del
pesce nel distretto sud-occidentale di Satkhira.
Israele
– Palestina: Il
29,
Samer Saadi, uno dei capi
delle delle Brigate dei Martiri di al Aqsa
e altri 2 Militanti
della Jihad Islamica sono stati uccisi dall’esercito
israeliano entrato in città a Jenin.
2 miliziani
palestinesi sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con gli
agenti dei servizi di sicurezza palestinesi al valico di Karni, fra
Gaza e il territorio israeliano. Un
palestinese di 23 anni,
sospettato di essere un collaborazionista è stato
ucciso
a Tulkarem da miliziani delle Brigate al-Quds, braccio armato della
Jihad islamica. Il
30,
2 membri delle Brigate dei Martiri
di al Aqsa sono stati uccisi in un'incursione dell'esercito
israeliano nel campo profughi di Balata, a Nablus.
Il
2, 3 persone hanno perso la vita, un ufficiale della
polizia palestinese e 2 civili, nell'attacco contro la stazione di
polizia di Shatti durante la guerriglia urbana scoppiata a Gaza City
fra la polizia e i miliziani delle brigate Ezzedin al Qassam, braccio
armato di Hamas. I feriti sarebbero una cinquantina. Un tassista è
morto e un altro è stato ferito a Khan Yunis, nella
Striscia di Gaza, durante una manifestazione di protesta dei tassisti
contro gli aumenti del prezzo della benzina.
Il
4, una donna palestinese è stata uccisa dopo che
aveva cercato di pugnalare una soldatessa israeliana al check point
di Hawara, presso Nablus.
Il
5, un’altra soldatessa israeliana è stata assalita da
un palestinese di 18 anni, armato di coltello, al check point di Beit
Furik in Cisgiordania. La soldatessa è rimasta incolume ma una
guardia ha sparato all’assalitore ferendo accidentalmente un
ragazzino palestinese di 13 anni.
Cecenia.
Il
29 settembre
è stata diffusa la notizia secondo la quale 10 militari
russi sarebbero stati uccisi e 7 feriti nel distretto di Vedeno
l'unità della brigata islamica “Jundullah” sotto il
comando di Amir Supyan Abdulayev.
Il
3, un militante della guerriglia cecena, sospettato di
aver preso parte ad una serie di attacchi terroristici avvenuti nei
mesi scorsi, è stato ucciso a Grozny da uomini della polizia. L’uomo, Supyan Arsanukayev,
era ricercato per gli attentati del luglio scorso nei quali hanno
perso la vita almeno 14 persone. 5 ribelli
ceceni sono stati uccisi nella regione di Kurcialoy in uno
scontro tra i federali e un gruppo di una decina di secessionisti. Un
elicottero militare russo è stato abbattuto dalla guerriglia
cecena . Sempre il 3, al confine con la repubblica
dell’Inguscezia almeno 8 militari russi e una trentina di
ribelli ceceni sono rimasti uccisi in violenti combattimenti.
Il
5 altri 6 soldati russi hanno perso la vita e 9 sono rimasti feriti
durante uno scontro a fuoco nella zona di Karachaevo – Cherkesia.
Sempre
il 5, fonti russe hanno fatto sapere che nell’ultima settimana
sono state ben 124 le perdite da parte dell’esercito russo
causate dagli scontri con gli uomini della guerriglia cecena.
Sudan.
Il
28 in Darfur è stato compiuto un attacco ad un campo
profughi, nel quale
hanno perso la vita 29 persone mentre 10
sono rimaste gravemente ferite. Secondo quanto riportato dall'agenzia
per i rifugiati delle Nazioni Unite, l'aggressione sarebbe stata
compiuta da 300 guerriglieri arabi a cavallo appartenenti alle
milizie Janjaweed. Il conflitto in Darfur, scoppiato nel febbraio
2003, ha già provocato la morte di 200.000 persone.
Somalia.
L’1 e il 2 scontri tra gruppi di miliziani per il
controllo del territorio hanno fatto almeno 20 morti, 6
nella capitale Mogadiscio e 12 nella regione di Bakool, nella Somalia
sud-occidentale. Gli scontri sono iniziati sabato sera. Il 4
due uomini non identificati hanno ucciso un responsabile della
sicurezza delle Nazioni Unite nella città portuale di
Kismayo mentre si stava recando a casa. Sono stati evacuati dalla
città gli altri 13 dipendenti delle Nazioni Unite. La guerra
civile somala dura da 14 anni e le nuove istituzioni create lo scorso
autunno non riescono a controllare il territorio, ancora in mano ai
signori della guerra.
Nigeria.
Il 5, 3 civili nigeriani sono morti nella
capitale Lagos colpiti dal fuoco incrociato durante scontri tra
militari e poliziotti. La sparatoria è iniziata quando un
soldato ha cercato di fermare un poliziotto che stava chiedendo una
mazzetta. Il poliziotto ha colpito il soldato, che ha lanciato
l'allarme innescando le violenze. Almeno 60 veicoli, incluse 20
camionette della polizia, sono state incendiate durante gli scontri.
Burundi.
L’1 nel distretto di Bujumbura Rural l'esercito regolare ha
attaccato un gruppo di guerriglieri appartenenti alle Fnl (Forze
Nazionali di Liberazione), l’unico gruppo ribelle ancora attivo nel
paese. Nel raid sono morti 17 ribelli. Il 2 la
rappresaglia delle Fnl ha portato alla morte di un civile e al
ferimento di altre 9 persone nel corso di intensi combattimenti a
nord della capitale Bujumbura. La guerra civile, scoppiata nel 1993,
ha provocato la morte di 300.000 persone. Le Fnl hanno recentemente
dichiarato di non essere pronte a trattare con il governo.
Uganda.
Il 30 l'esercito ugandese (Updf) ha ucciso 15 ribelli
dell'Lra (Lord’s Resistance Army) in un attacco condotto sulle rive
del fiume Atepi, al confine con il Sudan. Nell'attacco sarebbero
morti anche due comandanti dei ribelli: il maggiore Charles Okello e
il capitano Bosco Oryem. Il 3 un attacco dei ribelli a un
camion ha portato alla morte di 4 civili durante una delle
rare offensive diurne del Lra. L’attacco è avvenuto
nell’Uganda settentrionale, sulla strada che collega Kitgum a Orom.
Nell’ultimo anno il Lra è stato fortemente indebolito dalla
pressione militare dell’esercito, ma continua ad attaccare
obiettivi civili. La guerra in Uganda dura ormai da 19 anni e le
recenti trattative di pace tra governo e ribelli sono arrivate a un
punto morto.