07/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un mese dopo l'uragano, il governo Bush continua a evitare le responsabilità
scritto per noi da
Matteo Colombi
 
Il presidente Bush mentre arriva a New OrleansIl presidente Bush, nella conferenza stampa del 4 ottobre, ha invitato il Congresso a tagliare ulteriormente i fondi discrezionari non concernenti la ‘security’ per finanziare la ricostruzione negli Stati colpiti dagli uragani Katrina e Rita. Il presidente intende comprimere la spesa sociale generale per far fronte all’emergenza nel Sud. Inoltre la Casa Bianca, alleata con alcuni senatori, sta bloccando l’estensione del programma Medicaid di assistenza medica per centianaia di migliaia di sfollati adulti senza bambini, proposto al Senato. La presunzione è che solo i bambini possono reclamare assistenza pubblica, gli altri sfollati si trovino un posto di lavoro e si diano da fare. I repubblicani hanno un’ansia e una voglia: l’ansia è quella che, facendo fronte ai bisogni degli sfollati, crescano gli obblighi generali del governo dinanzi ai deboli, ai disoccupati, ai poveri, alle varie sottoclassi di questo paese. Come si può infatti riconoscere il diritto alla casa, o all’assistenza medica per un milione di persone, e rifiutarlo al resto dei milioni di americani che, pur non sfollati, lavorano senza adeguate protezioni sociali e con il reddito guadagnato fanno fatica ad arrivare a fine mese?
 
Affiancata a questa ansia di non promettere troppo è la voglia di approfittare del disastro: la ‘ricostruzione’ genera opportunità di arricchimento con soldi pubblici per la ‘business community’ e gli amici. Addirittura in Louisiana si spera che lo spopolamento di New Orleans porti ad una perdita di peso del voto nero, e dunque ad un ribilanciamento a favore dei repubblicani. Gli Stati che hanno accolto sfollati, l’associazione nazionale dei governatori, la Croce Rossa americana, associazioni cattoliche, hanno criticato il governo; chiedono un’estensione dell’assistenza medica ai single sfollati per almeno sei mesi (solo sei mesi!), ma la Casa Bianca nicchia; inoltre ad un mese di distanza il governo ed il Congresso non hanno ancora stabilito i livelli di rimborso per quegli Stati che hanno persone registrate nei propri sistemi di assistenza sanitaria (per poveri) e nei propri distretti scolastici gli sfollati.
 
Pare dunque possibile che gli stati ‘accoglienti’ finiranno per avere a carico (in deficit) i nuovi arrivati, in una situazione già difficile dal punto di vista fiscale. O che limiteranno l’accesso ai servizi sociali (che del resto era già la linea verso i residenti locali) ai nuovi venuti. Intanto non è chiaro cosa voglia dire ‘ricostruzione’ nelle zone direttamente afflitte dagli uragani. Il Financial Times del 5 ottobre annuncia che New Orleans ha licenziato metà dei dipendenti comunali, che altre località colpite sono vicine alla bancarotta; e che il sistema di nove ospedali per gli indigenti della Louisiana (dove in tempi normali le liste d’attesa superano spesso i 12 mesi) ha perso due ospedali per causa del maltempo, e sta perdendo medici (che vengono impiegati da ospedali privati nelle vicinanze), mentre le già minime risorse finanziare a disposizione di tale sistema sono quasi interamente esaurite, presagendo una chiusura totale.
 
Ovvero sistemi già marginali e residuali di assistenza sociale vengono completamente sopraffatti, mentre strutture private sottraggono le risorse scarse orientate al pubblico più debole per i propri fini; il tutto in un contesto generale in cui il governo nazionale (e locale) pensa alla ricostruzione dal punto di vista dei capitalisti amici, da assistere con ulteriore deregulation e contratti pubblici.
 
Un sopralluogo della città allagata di Bush col sindaco Ray NaginAncora una volta i democratici, dopo aver criticato la risposta dei servizi di emergenza al dopo-Katrina, si sono ridisciolti in un partito incoerente: il piano ufficiale sul sito internet è buono, ma non si vede attivismo a riguardo. Troppi affari da fare per le aziende, e per i democratici locali, sulla pelle della gente. Questo è ormai un sistema politico e sociale che oscilla tra l’indifferenza ai traumi, le speranze ed il potenziale della gente comune; ed un ostinata crudeltà nei confronti dei deboli che crea. Mentre Bush nel suo discorso ha chiesto di negare risorse; dimostrando che l’abbandono del post-Katrina fu un atto coerente con la generale direzione ed intenzione dell’élite nei confronti dei meno abbienti, ha anche lanciato un arpione verso il voto piccolo e medio borghese. Ha chiesto al Congresso fondi per poter mandare gli universitari sfollati a nuove scuole; ed ha aggiunto che tali fondi devono essere disponibili per scuole pubbliche o private. Anche in questo atto è riuscito a immettere la frode, anche in questa richiesta di solidarietà, intende usare denaro pubblico per pagare servizi forniti in sovrapprezzo dai privati.
 
Questo è un governo di canaglie che siede dinanzi ad un’opposizione senza la voglia o l’ardore d’opporsi; e stima che tra gli sfollati i poveri verranno dispersi nel corpo sociale, dovendo tenersi buoni solo la middle class, mentre gli amici e i leali competitors possono mangiarsi i soldi della ricostruzione finanziata con i tagli sociali altrove.
Categoria: Politica
Luogo: Stati Uniti