scritto per noi da
Matteo Colombi

Il presidente Bush, nella conferenza stampa del 4 ottobre, ha invitato il Congresso
a tagliare ulteriormente i fondi discrezionari non concernenti la ‘
security’ per finanziare la ricostruzione negli Stati colpiti dagli uragani Katrina e
Rita. Il presidente intende comprimere la spesa sociale generale per far fronte
all’emergenza nel Sud. Inoltre la Casa Bianca, alleata con alcuni senatori, sta
bloccando l’estensione del programma Medicaid di assistenza medica per centianaia
di migliaia di sfollati adulti senza bambini, proposto al Senato. La presunzione
è che solo i bambini possono reclamare assistenza pubblica, gli altri sfollati
si trovino un posto di lavoro e si diano da fare. I repubblicani hanno un’ansia
e una voglia: l’ansia è quella che, facendo fronte ai bisogni degli sfollati,
crescano gli obblighi generali del governo dinanzi ai deboli, ai disoccupati,
ai poveri, alle varie sottoclassi di questo paese. Come si può infatti riconoscere
il diritto alla casa, o all’assistenza medica per un milione di persone, e rifiutarlo
al resto dei milioni di americani che, pur non sfollati, lavorano senza adeguate
protezioni sociali e con il reddito guadagnato fanno fatica ad arrivare a fine
mese?
Affiancata a questa ansia di non promettere troppo è la voglia di approfittare
del disastro: la ‘ricostruzione’ genera opportunità di arricchimento con soldi
pubblici per la ‘business community’ e gli amici. Addirittura in Louisiana si spera che lo spopolamento di New Orleans
porti ad una perdita di peso del voto nero, e dunque ad un ribilanciamento a favore
dei repubblicani. Gli Stati che hanno accolto sfollati, l’associazione nazionale
dei governatori, la Croce Rossa americana, associazioni cattoliche, hanno criticato
il governo; chiedono un’estensione dell’assistenza medica ai single sfollati per
almeno sei mesi (solo sei mesi!), ma la Casa Bianca nicchia; inoltre ad un mese
di distanza il governo ed il Congresso non hanno ancora stabilito i livelli di
rimborso per quegli Stati che hanno persone registrate nei propri sistemi di assistenza
sanitaria (per poveri) e nei propri distretti scolastici gli sfollati.

Pare dunque possibile che gli stati ‘accoglienti’ finiranno per avere a carico
(in deficit) i nuovi arrivati, in una situazione già difficile dal punto di vista
fiscale. O che limiteranno l’accesso ai servizi sociali (che del resto era già
la linea verso i residenti locali) ai nuovi venuti. Intanto non è chiaro cosa
voglia dire ‘ricostruzione’ nelle zone direttamente afflitte dagli uragani. Il
Financial Times del 5 ottobre annuncia che New Orleans ha licenziato metà dei
dipendenti comunali, che altre località colpite sono vicine alla bancarotta; e
che il sistema di nove ospedali per gli indigenti della Louisiana (dove in tempi
normali le liste d’attesa superano spesso i 12 mesi) ha perso due ospedali per
causa del maltempo, e sta perdendo medici (che vengono impiegati da ospedali privati
nelle vicinanze), mentre le già minime risorse finanziare a disposizione di tale
sistema sono quasi interamente esaurite, presagendo una chiusura totale.
Ovvero sistemi già marginali e residuali di assistenza sociale vengono completamente
sopraffatti, mentre strutture private sottraggono le risorse scarse orientate
al pubblico più debole per i propri fini; il tutto in un contesto generale in
cui il governo nazionale (e locale) pensa alla ricostruzione dal punto di vista
dei capitalisti amici, da assistere con ulteriore deregulation e contratti pubblici.

Ancora una volta i democratici, dopo aver criticato la risposta dei servizi di
emergenza al dopo-Katrina, si sono ridisciolti in un partito incoerente: il piano
ufficiale sul sito internet è buono, ma non si vede attivismo a riguardo. Troppi
affari da fare per le aziende, e per i democratici locali, sulla pelle della gente.
Questo è ormai un sistema politico e sociale che oscilla tra l’indifferenza ai
traumi, le speranze ed il potenziale della gente comune; ed un ostinata crudeltà
nei confronti dei deboli che crea. Mentre Bush nel suo discorso ha chiesto di
negare risorse; dimostrando che l’abbandono del post-Katrina fu un atto coerente
con la generale direzione ed intenzione dell’élite nei confronti dei meno abbienti,
ha anche lanciato un arpione verso il voto piccolo e medio borghese. Ha chiesto
al Congresso fondi per poter mandare gli universitari sfollati a nuove scuole;
ed ha aggiunto che tali fondi devono essere disponibili per scuole pubbliche o
private. Anche in questo atto è riuscito a immettere la frode, anche in questa
richiesta di solidarietà, intende usare denaro pubblico per pagare servizi forniti
in sovrapprezzo dai privati.
Questo è un governo di canaglie che siede dinanzi ad un’opposizione senza la
voglia o l’ardore d’opporsi; e stima che tra gli sfollati i poveri verranno dispersi
nel corpo sociale, dovendo tenersi buoni solo la middle class, mentre gli amici e i leali competitors possono mangiarsi i soldi della ricostruzione finanziata con i tagli sociali
altrove.