06/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il villaggio simbolo della rivolta popolare perde la sua battaglia con il Partito
Scritto per noi da
Alessandro Orrù 
 
Taishi è un piccolo villaggio di duemila anime non lontano dalla città di Canton. Le sue recenti vicissitudini avevano fatto pensare che lì fosse destinato a compiersi il primo vero e proprio esperimento di democrazia nell'ex Celeste impero. I suoi abitanti avevano occupato per due mesi le sedi istituzionali del piccolo paese per chiedere la rimozione del sindaco, il capo di partito locale accusato di corruzione, ma quando sembrava che si potesse trovare il modo di destituirlo in maniera legale ecco che i quadri locali hanno deciso di risolvere la questione "alla vecchia maniera".
 
Il 12 settembre la polizia ha malmenato ed arrestato numerose persone Come una favola. Negli ultimi tempi i cittadini del piccolo villaggio hanno combattuto contro i tentativi dell'autorità di imporre candidati per il Comitato di rielezione che fossero favorevoli a mantenere in carica il sindaco Chen Jinsheng. Secondo la legislazione cinese il Capo del Comitato del villaggio, carica che ricopre le funzioni del nostro Sindaco, viene eletto in modo indiretto: non dai cittadini, ma da un Comitato elettivo. Sette abitanti di Taishi si sono candidati e nessuno era iscritto al Partito Comunista. Un veterano dell'Esercito di liberazione popolare, un allevatore, un agricoltore, la moglie di un maestro elementare, un piccolo commerciante ortofrutticolo: persone qualunque che hanno ottenuto la maggioranza delle preferenze nella consultazione organizzata il 16 settembre. Questo faceva presagire che la carriera del Sindaco Jinsheng fosse ormai giunta al termine perché il giorno della consultazione del Comitato elettivo era già stata fissata al sette ottobre. Era a questo punto che tutti coloro che da fuori avevano seguito la vicenda credevano che fosse in atto un vero e proprio "esperimento di democrazia", e perfino da Pechino erano arrivati numerosi commenti favorevoli.

Il taxi che trasportava Lui Xin dopo l'aggressione La fine di un illusione? Dopo pochi giorni i funzionari locali del partito hanno iniziato a fare pressione sui sette candidati. Il 20 settembre tutti tranne uno avevano rassegnato le dimissioni. Chen Yinping, la moglie del maestro elementare per esempio, dopo essere stata eletta ha ricevuto numerose telefonate anonime ed il direttore della scuola ha minacciato il marito di licenziamento, così ha rinunciato a far parte del Comitato per "motivi di salute". Wu Zixiong, che ha ricevuto il maggior numero di voti, non ha ancora annunciato il suo ritiro ma è stato costretto a lasciare il villaggio e vivere in clandestinità. Anche coloro che sono stati anche indirettamente coinvolti nella rivolta pacifica di Taishi hanno dovuto fare i conti con le autorità: l'attivista politico Guo Feixiong è scomparso dal 13 settembre e nessuno ha più avuto notizie di lui; l'avvocato Ai Xiaoming, che aveva visitato il villaggio per offrire la sua consulenza legale, ha subito un'aggressione fisica, mentre invece il taxi della giornalista di Hong Kong Lui Xin  è stato preso a colpi di spranga da alcuni sconosciuti mentre stava tornando nella vicina Guangdong City.
 
Un vecchio contadino ferito da una carica della polizia il 12 settembre Il colpo di grazia. Le autorità hanno mobilitato più di cento persone per invalidare la petizione. Attraverso ricatti, frodi e corruzione alla fine hanno causato il ritiro di quasi 390 firme: un cittadino rilasciato dalla polizia - tra gli arrestati per le rivolte dei mesi passati - per ogni 21 firme ritirate.
Le autorità cinesi hanno anche bloccato un forum molto popolare tra attivisti politici, accademici e giornalisti che aveva preso molto a cuore le vicende del piccolo villaggio del Guangdong. Prima tutte le notizie e le discussioni degli utenti relative a ciò che stava accadendo a Taishi erano state rese inaccessibili. Il 30 settembre poi un lapidario messaggio nella homepage ha annunciato: "Yannan subirà una verifica dei suoi contenuti. Verrete informati presto della data di riapertura, ci scusiamo per gli spiacevoli inconvenienti".
Ciò che è avvenuto a Taishi è emblematico. Il governo locale e molti altri enti territoriali hanno violato in molte occasioni la legge. Ancora oggi circa una dozzina di contadini rimangono in prigione, ma forse l'esperimento di democrazia non è totalmente fallito: alcuni attivisti stanno cercando di raccogliere fondi per la loro assistenza legale. Intellettuali, accademici e persino alcuni alti quadri di partito si sono schierati con loro.
Categoria: Diritti, Elezioni, Popoli
Luogo: Cina
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